Creare una relazione vincente ed una comunicazione efficace, sono i presupposti necessari per proiettarsi ed inserirsi in un mercato del fitness sempre più competitivo ed eterogeneo.

Per crearsi nuove opportunità professionali, per avere nuovi clienti e, soprattutto, per saper scegliere il momento opportuno nel quale proporre le proprie competenze distintive, devono essere affinate le capacità relazionali.

 

La conditio sine qua non per un personal trainer, per un trainer di sala e per tutte le categorie di addetti ai lavori nel mondo del fitness, è la competenza tecnica: conoscere la scienza del nostro favoloso ed articolato corpo umano, declinare esercizi appropriati ed insegnarne una corretta esecuzione, saper programmare e periodizzare un allenamento che possa offrire al cliente, dei risultati tangibili ed orientati al benessere psico fisico desiderato.

 

Questo è ritenuto dai nostri esperti di settore ( i maestri in ISSA Claudio Suardi, Stefano Zambelli) il minimo comune denominatore per poter essere presenti nel mercato del fitness ovvero sapersi posizionare ai “blocchi” di partenza per la professione più bella, gratificante e qualificante nel settore del benessere, (parole formidabili comunicate con tanta passione ed entusiasmo dal nostro presidente Adriano Borelli).

 

 

Per partire con l’esatto tempismo e soprattutto, non bruciare in pochi attimi le nostre energie e risorse, compromettendo la nostra performance e la nostra relazione iniziale, analizziamo insieme qualche suggerimento che vuole essere meramente indicativo, (per gli approfondimenti vi aspettiamo al nuovo corso proposto in autunno).

 

“Francis Bacon” diceva: un aspetto garbato e piacevole è una perenne lettera di raccomandazione.

 

Quante volte ci è capitato di arrivare “affannati” ad un appuntamento: di trovarsi “deconcentrati”, di non ricordare il nome del cliente, di esitare nello stringergli la mano, di non attuare un ascolto attivo (aver parlato sopra la conversazione), di aver curato poco il nostro aspetto personale, in poche parole, arrivare ad un incontro personale o professionale senza l’esatta preparazione, sono gli elementi per non fare una buona prima impressione.

 

Nella citazione di Oscar Wilde, la migliore ricetta da memorizzare e fare propria: “non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione la prima volta”.

Se consideriamo che al nostro cliente/interlocutore servono solo pochissimi secondi per farsi un’idea ossia, il tempo di tre batter di ciglia, per calibrare il nostro modo di presentarsi – proporsi – rapportarsi affinché possa decidere se tu sia la persona giusta con il quale instaurare un rapportoprofessionale di fiducia, empatia e sintonia; qualche domanda risulta opportuno porsela.

 

A questo punto della nostra considerazione mi risulta assai difficile pensare che l’arte della relazione sia capacità di pochi eletti, forse dovremmo interrogarci se, oltre alla fondamentale competenza tecnica, abbiamo – conosciamo ed applichiamo strumenti e risorse per gli allenamenti comportamentali, declinati per una migliore presentazione di sé stessi, le proprie competenze, il proprio “prodotto” e servizio.

 

Comunicare, nella sua etimologia significa: mettere in condivisione la propria conoscenza, le proprie risorse, condividere il nostro sapere per arricchire i pensieri reciproci: queste indicazioni ci devono far riflettere su quanto sia importante parlare bene, sapere cosa dire e, soprattutto, scegliere momenti appropriati e parole opportune, per migliorare e rafforzare la relazione con il cliente.

 

Il fiore all’occhiello dei nuovi corsi “comportamentali – relazionali” proposti da ISSA, sono la immediata fruibilità applicativa ovvero fornire al frequentatore, indicazioni fondamentali attraverso degli allenamenti comportamentali pratici, prendendo come spunto il modello didattico illustrativo induttivo: “ti illustro l’errore per arrivare con esercizi – correttivi – all’esatta e precisa esecuzione dell’azione”.

 

Gli americani prediligono questo approccio definito “trial and error”: fate qualcosa, sbagliate, ne traete un insegnamento, vi appropriate della teoria e provate di nuovo.
Nei momenti formativi e di insegnamento come coach trainer, questo modello ha portato grandi risultati e soddisfazioni tra i partecipanti risultando una metodologia molto apprezzata per il rapido, incisivo e tangibile apprendimento, dei concetti trattati ed illustrati, soprattutto, nella pratica esperienziale vissuta nelle aule didattiche.

 

Vi aspettiamo al prossimo corso e mi congedo con voi momentaneamente con questa frase di Henry Ford: “Incontrarsi è un inizio; conversare insieme è un progresso; lavorare insieme è un successo”.

 

Buon lavoro!

 

di Sandro Castellana – Coach

 

 

 

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