INSONNIA E ATTIVITÀ FISICA V.G. (Ascoli Piceno)
“SOFFRO DI INSONNIA CRONICA E MI HANNO CONSIGLIATO DI RIVOLGERMI AD UN CENTRO DEL SONNO…”

 

I Centri di Medicina del sonno si occupano in generale di tutto ciò che riguarda il riposo notturno, tra cui l’insonnia.

L’accesso al Centro può essere fatto sia privatamente sia tramite il SSN (cosa che io consiglio).
Dopo una prima visita nella quale viene raccolta una accurata anamnesi, il clinico la potrà sottoporre ad approfondimenti diagnostici, tipo la polisonnografia, la ricerca delle apnee notturne ed eventuali esami ematochimici specialistici.

 

Verosimilmente per l’insonnia non dovrebbe essere necessaria la polisonnografia, né la ricerca delle apnee notturne, però non si sa mai. Certamente la terapia dell’insonnia è molto complessa, l’approccio squisitamente personalizzato e comporta tutta una serie di atteggiamenti comportamentali, alimentari e interpersonali che necessitano alcune volte di tempi piuttosto lunghi.

 

Sicuramente l’attività fisica è una componente importante per l’ovvio motivo che la benefica stanchezza che emerge dopo un allenamento controllato può sicuramente contribuire a migliorare la qualità del disturbo.

 

 

 

ANTIDEPRESSIVI, ATTIVITÀ FISICA E SESSUALITÀ G.M. (Varese)
“…MI È STATO CONSIGLIATO DI FARE UN’ATTIVITÀ FISICA INTENSA PER MIGLIORARE LA MIA SITUAZIONE…”

 

Per una forma depressiva importante lei sta assumendo da tempo tre farmaci differenti, che ritiene siano la causa della perdita della libido, con insorgenza di quella che tecnicamente si chiama impotentia coeundi. Intanto bisogna dire che non solo le categorie farmacologiche da lei assunte possano indurre disturbi della sessualità, ma anche altri farmaci, quali alcuni antipertensivi, diuretici e alcuni antiepilettici possono nel lungo periodo dare simili disturbi.

 

Specificamente, lei assume un farmaco che agisce sui recettori della dopamina ed è sicuramente quello che maggiormente influisce sulla sua psiche e sui risvolti relazionali.

Una volta escluso, con opportuni esami, che non ci siano altre cause di tipo organico, sarebbe opportuno eseguire il dosaggio della prolattina, cosa che lei non ha fatto, perché l’iperprolattinemia  è infatti spesso implicata in disfunzioni sessuali in corso di utilizzo di farmaci antidepressivi. È opportuno quindi rifare poi il punto della situazione con gli specialisti che la seguono per valutare i provvedimenti.

 

L’attività fisica, anche intensa, come le è stato consigliato, agisce in modo benefico sia sul sistema cardiovascolare sia su quello muscolare e la letteratura internazionale conferma che in molti casi di depressione l’attività fisica per la forza e la resistenza influiscono beneficamente nelle depressioni in genere. Si ricordi comunque che ogni caso è diverso da un altro e se da una parte è auspicabile che lei frequenti una palestra e si affidi alle mani di un buon personal trainer, dall’altra è importante un continuo monitoraggio da parte del suo medico: i risultati, sperando che ci siano, non si vedono nel breve periodo. Come ultima considerazione, un fisico allenato sicuramente risponde meglio agli stress di natura psicologica e farmacologica.

 

ALLERGIA E FITOTERAPIA F.D. (Viterbo)
“…SOFFRO DI ALLERGIA AI POLLINI E DA UN PAIO D’ANNI HO SOSTITUITO GLI ANTISTAMINICI CON L’ESTRATTO DI PERILLA…”

 

Per prima cosa la terapia che lei sta facendo non interferisce minimamente con l’attività fisica in palestra: la prevenzione delle allergie da polline deve iniziare sempre prima del periodo a rischio, cosa che lei puntualmente ha fatto. La perilla è una pianta che è utile allo scopo, specialmente nella forma estrattiva di olio di semi più che di estratto secco. Lei mi chiede eventuali alternative: notoriamente antiallergiche sono anche l’agrimonia, la boswellia serrata, la vite e il ribes.

 

Però, stante che la perilla le sta dando buoni risultati (il fatto di non prendere antistaminici è significativo) io non andrei a cambiare la terapia. Come dice il motto: squadra che vince non si cambia.

 

L’unico consiglio che aggiungerei è quello di non dimenticare che la fitoterapia ha una sua specifica efficacia, non è da confondere con l’omeopatia, può avere effetti collaterali anche importanti e la posologia non è standardizzata, ma va stabilita ed eventualmente modificata per ogni singolo paziente.

 

 

 

 

di Silvano Busin Direttore Scientifico ISSA Europe

Direttore Riabilitazione Specialistica all’Ospedale Sacco di Milano

Docente  Corso di Laurea in Fisioterapia all’Università degli Studi di Milano

 

 

 

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