XXVII CONVENTION ISSA EUROPE 2025 Abstr act L’invecchiamento, anche in assenza di patologie croniche, è associato con numerose modifi cazioni del sistema neuromuscolo-scheletrico. Laddove si stimi che la riduzione di massa muscolare si attesti intorno aal’1% per anno, il declino della forza e della potenza (prodotto di forza per velocità) muscolare è maggiore e più rapido e condiziona in modo signifi cativo la capacità di affrontare con successo le attività del vivere quotidiano negli adulti anziani. La perdita di potenza e di forza, inoltre, espone queste persone ad una maggiore probabilità di disabilità, cadute, più in generale di fragilità, con un alto rischio di ospedalizzazione e di mortalità. Pertanto, l’OrganizSiamo veloci quanto ce lo permettono i nostri motoneuroni. DOCENTE : Francesco Felici Ordinario Fisiologia umana - Laboratorio di Fisiologia dell’Esercizio Università degli Studi di Roma Foro Italico Questo argomento verrà approfondito alla XXVII CONVENTION Fitness&sport 19 zazione Mondiale della Sanità (WHO), in considerazione dell’importanza critica di mettere a punto strategie adeguate a mantenere convenienti livelli di forza e potenza negli adulti anziani, ha prodotto nel 2016 il primo “World report on ageing and health” focalizzato sulla ridefi nizione di “invecchiamento in buona salute (healthy ageing)” imperniata sulla nozione di abilità funzionale. Questa va intesa come combinazione di capacità proprie dell’individuo, caratteristiche ambientali rilevanti ed interazione di questi due parametri. Il riconoscimento dell’importanza del mantenimento/miglioramento della capacità di generare potenza ha dato impulso a nuove linee di ricerca che hanno indagato protocolli di allenamento progressivo della forza (PRT) diversi da quelli tradizionali in cui la velocità di esecuzione era privilegiata rispetto al carico. I risultati indicano che PRT ad elevata velocità sono più effi caci dei tradizionali PRT a bassa velocità nel miglioramento della potenza, ma, ad oggi, i meccanismi alla base restano ancora non del tutto chiariti. Quando il SNC ha bisogno di forza e velocità massimali, i motoneuroni scaricano a frequenze che sono signifi cativamente maggiori rispetto a quelle utilizzate durante contrazioni a forza costante. In particolare, quando si cerchi la massima velocità di produzione della forza, il drive neurale al muscolo è particolarmente pronunciato durante la fase di ritardo elettromeccanico, manifestazione dell’ingresso corticale ai motoneuroni senza feedback afferente. Durante queste contrazioni esplosive – balistiche – i motoneuroni sono reclutati prima della salita della forza; non è tuttavia ancora chiaro se ciò sia determinato da caratteristiche proprie delle unità motorie. La domanda è: nella nostra specie, i movimenti sono rapidi tanto quanto i nostri motoneuroni? E se così fosse, quanto riusciremmo a recuperare con l’allenamento nelle persone anziane?
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