N° 3 Anno 33/2025

“Dormire bene non è una pausa, è un’azione biologica intelligente. Non è tempo perso, ma tempo investito.” Il sonno: da bisogno passivo a risorsa attiva Per lungo tempo il sonno è stato considerato solo come “riposo” o “spegnimento”. Ma oggi la ricerca lo descrive come una funzione attiva e raffi nata, parte integrante di ogni programma di allenamento, prevenzione e crescita personale. Nasce da questa nuova consapevolezza il concetto di “Sleep Fitness”: un approccio che considera il sonno non come un ostacolo alla produttività, ma come una tecnologia evolutiva essenziale per l’effi cienza dell’intero sistema “corpo-cervello”. Allenarsi al sonno signifi ca educare il nostro organismo a dormire meglio, più in profondità e in sintonia con i propri ritmi biologici. L’equilibrio neuro-biologico del sonno, vediamo tre pilastri scientifi ci spiegano perché il sonno è al centro della performance. La neurofi siologia del sonno: durante il sonno profondo, il cervello esegue operazioni critiche di pulizia neuronale, consolidamento della memoria, riorganizzazione sinaptica. L’assenza di sonno altera l’attività delle aree prefrontali, influenzando negativamente decision making, concentrazione e autocontrollo emotivo. La cronobiologia e regolazione ormonale: i ritmi circadiani sincronizzano i processi endocrini. La melatonina non è solo un “induttore del sonno”, ma un orologio interno che guida il rilascio di GH, testosterone, cortisolo e insulina. E la rigenerazione muscolare e cognitiva: la fase NREM profonda è la più effi cace per il rilascio dell’ormone della crescita, cruciale per la riparazione dei tessuti. La fase REM, invece, supporta la memoria procedurale e l’apprendimento motorio. Cosa succede se non dormiamo? La deprivazione di sonno ha effetti sistemici misurabili: si riduce la memoria, concentrazione e apprendimento motorio; c’è ridotto recupero muscolare e alto rischio infi ammatoria; una riduzione dell’effi cienza metabolica e della sensibilità insulinica; una riduzione del tono e della coordinazione neuromuscolare; aumenta cortisolo, stress ossidativo e infortuni. Vediamo nello “Sleep Fitness” quali possono essere degli strumenti pratici per i professionisti, affi nché ogni operatore del movimento possa svolgere un ruolo attivo nell’educazione al sonno dei propri clienti e atleti. SLEEP FITNESS: L’INTELLIGENZA DEL SONNO PER CORPO E CERVELLO Loris Bonamassa Sleep Manager, Coach del Sonno. Dottore, Professore, Specialista in Sonno e Performance - Membro della World Sleep Society Strumenti applicabili. ● Riconoscere i segnali di un sonno compromesso: stanchezza non giustifi cata, calo della motivazione, aumento della fame serale, diffi coltà di attenzione. ● Valutare il cronotipo individuale: alcuni soggetti rispondono meglio ad allenamenti mattutini, altri nel tardo pomeriggio. ● Educare all’igiene del sonno: routine coerente, no stimoli 30 Fitness&sport

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