N° 3 Anno 33/2025

Allenamento 20 Fitness&sport nitrici nella neocorteccia (osservato nei topi). Può anche agire come segnalatore nel mantenimento dell'omeostasi degli organelli subcellulari e nel dialogo tra neuroni, modulare l'immunità e regolare direttamente la funzione proteica per controllare la proliferazione cellulare. In ultimo, come vedremo sotto, il lattato può fungere da substrato di modifi ca epigenetica, causando la lattilazione dei residui di lisina istonica o non istonica, che regola quindi la trascrizione genica o la funzione proteica. Il lattato viene trasportato nel corpo grazie ad appositi trasportatori (MCT e SMCT) e ai loro recettori (GPR81), che sembrerebbero coinvolti nell'insorgenza e nello sviluppo di molte malattie, in particolare tumorali. Inoltre, in molte malattie cardiovascolari, come l'infarto miocardico, l'insuffi cienza cardiaca, la fi brillazione atriale (FA) e l'aterosclerosi, il livello di lattato e la funzione o l'espressione degli MCT risultano alterati. L'integrazione artifi ciale o una riduzione del contenuto di lattato nel corpo o la manipolazione degli MCT a livello dell'organismo o della cellula influiscono sui livelli di lattato intracellulare ed extracellulare e, in modo signifi cativo, sullo stato di malattia. Ruoli, più o meno riconosciuti, dell’acido lattico nelle patologie cardiovascolari Il lattato è, quindi, un importante indicatore prognostico delle malattie cardiovascolari. In estrema sintesi, lo studio afferma che il lattato: ● è importante per il mantenimento dell'omeostasi miocardica, non solo riferita ai cardiomiociti (cellule contrattili del cuore), ma anche ai fi broblasti (cellule che producono matrice per il tessuto); ● svolge un ruolo in diverse importanti funzioni fi siologiche durante l'insuffi cienza cardiaca; ● potrebbe avere importanza sull’infarto del miocardio, ma l'effetto preciso può dipendere dal tipo di cellule coinvolte, dallo stadio della malattia, dalla presenza di malattie concomitanti ecc. ● potrebbe essere utilizzato nel trattamento della fi brillazione atriale, anche se non è chiaro se la lattilazione partecipi anche all'insorgenza e allo sviluppo della patologia; ● influenzando le cellule muscolari lisce vascolari, endoteliali vascolari e macrofagi, incide anche sull'insorgenza e lo sviluppo dell'aterosclerosi; ● determinando lattilazione, svolge un ruolo cruciale nel campo delle malattie cardiovascolari e di altre malattie gravi. La sua regolazione potrebbe costituire una strategia per trattare varie patologie. Conclusioni L’esercizio fi sico è un fattore protettivo nei confronti di molte malattie, quali causa di morte, invalidità, peggioramento dello stile di vita e dipendenza dai farmaci o altri trattamenti medici. Inoltre, promuove il benessere psicologico. L’OMS raccomanda di muoversi di più facendo molto esercizio a bassa intensità o meno esercizio ad alta intensità. Inoltre, suggerisce di curare la forza e, soprattutto nell’anziano, la funzionalità muscolare. I benefi ci dell’esercizio sul metabolismo, sulla fi tness e sulla funzionalità respiratoria, muscolare e cardiocircolatoria, sono ampiamente documentati. Lo stesso in merito all’azione trofi ca e rigenerante sull’osso e sulle cartilagini. Inoltre, sia l’allenamento ad intensità sostenuta, sia l’allenamento della forza, sfruttano anche il metabolismo anaerobico lattacido, che, usando il glucosio come substrato, liberano lattato. Il lattato è una molecola tampone sull’acidità intracellulare (da H+) e può venire smaltito dalle fi brocellule I o immesso nel circolo sanguigno dove, ulteriormente tamponando il pH plasmatico, diventa acido lattico – poi, riconvertito in glucosio dal fegato. Il lattato/acido lattico svolge, tuttavia, numerose altre funzioni; una di queste è il supporto energetico della muscolatura cardiaca. Non solo per questo, la ricerca scientifi ca ha identifi cato numerosi possibili meccanismi in base ai quali il lattato potrebbe avere un ruolo protettivo sul cuore e indicazioni terapeutiche per le malattie cardiovascolari. La produzione e/o il trasporto di lattato, la modifi ca epigenetica da esso indotta (in particolare, della lattilazione) e la manipolazione dei suoi livelli circolanti può costituire una futura strategia di trattamento delle malattie cardiovascolari.

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