N° 3 Anno 33/2025

Allenamento Fitness&sport 19 una combinazione dei due. Tuttavia, la sperimentazione clinica sta riconoscendo alle attività vigorose un numero crescente di benefi ci. Una recente Review intitolata “The role of lactate in cardiovascular diseases”, di Jun Ouyang, Hui Wang e Jiangnan Huang (Cell Commun Signal. 2023 Nov 3;21(1):317. doi: 10.1186/s12964-023-01350-7.) ha integrato la ricerca esistente sul ruolo del lattato (un residuo del lavoro muscolare intenso) nel processo patofi siologico delle malattie cardiovascolari, per chiarirne l'importanza. Le conclusioni sono interessanti e avvalorano ulteriormente l’ipotesi che l’esercizio fi sico vigoroso possa conferire vantaggi apprezzabili nel miglioramento della salute, con particolare riferimento al ruolo del lattato sulla prevenzione di: infarto miocardico acuto, insuffi cienza cardiaca, fi brillazione atriale e aterosclerosi. Cosa è il lattato, dove viene prodotto e perché Il lattato è la molecola rimanente dal metabolismo anaerobico lattacido (LAM, da lattacid anaerobic metabolism), cioè la via biochimica che permette di ottenere energia (ATP, da Adenosin Tri-Phosphate) senza l’uso di ossigeno, grazie all’azione dell’enzima lattato deidrogenasi (LDHA/B). Può anche essere prodotto dal catabolismo della glutammina. Le cellule e i tessuti che usano di più questo metabolismo sono il muscolo, i globuli rossi e la midollare del surrene. Il LAM è particolarmente utile quando la richiesta di ATP risulta “troppo” urgente e/o elevata. Ciò avviene negli sforzi di forza o potenza [dopo l’esaurimento dell’ATP e della fosfocreatina, nel metabolismo anaerobico alattacido], oppure in quelli di resistenza (metabolismo aerobico) che oltrepassano la soglia anaerobica. Come avviene la produzione di lattato? In sintesi: La produzione di lattato è una conseguenza dell’eccessiva richiesta di nicotinammide adenina dinucleotide in forma ossidata (NAD+) nel processo di glicolisi, rispetto alla sua effettiva disponibilità nel citosol. Il NAD è una biomolecola che permette di trasferire gli elettroni, legando H+, ma, non essendo continuamente disponibile, rappresenta un coenzima ossidoriduttivo limitante. Per sopperire alla richiesta di NAD+, e in presenza di elevati livelli della sua forma ridotta (NADH), la glicolisi anaerobica spinge il piruvato ottenuto dalla divisione del glucosio a “farsi carico” del catione idrogeno (H+), divenendo lattato.Ciò signifi ca che, contrariamente a quanto molti pensano, il lattato non è un fattore acidifi cante, bensì una molecola tampone nei confronti dell’H+ Che fi ne fa il lattato? Acido lattico e gluconeogenesi Tuttavia, se da un lato il LAM risulta molto effi cace, perché soddisfa velocemente la domanda di energia, dall’altro è anche poco effi ciente e auto-limitante, perché impiega grosse quantità di glucosio rispetto all’ATP ottenuta, e perché, nonostante l’effetto tampone del lattato, presto o tardi l’ambiente cellulare tenderà comunque ad acidifi carsi, rendendo impossibile mantenere lo stesso ritmo di lavoro. La creazione del lattato rappresenta una sorta di “debito energetico”, che l’organismo pagherà fondamentalmente attraverso due meccanismi: 1. Lasciandolo alle cellule muscolari tipo I, quelle lente ossidative, che sono capaci di rimuovere l’H+ e utilizzare il piruvato rimanente come substrato ossidativo; 2. Riversandolo nel torrente circolatorio sanguigno, per raggiungere: a. Il fegato e seguire un percorso “inverso”, responsabile della risintesi di glucosio, chiamato gluconeogenesi o ciclo di Cori o neoglucogenesi. b. Altri organi, soprattutto il cuore e il cervello, che possono usarlo in maniera diretta per produrre energia. Anche nel sangue, tuttavia, sono presenti H+ residui dall’idrolisi dell’ATP (processo che avviene grazie l’enzima ATPasi). Siccome il lattato possiede la capacità di legare un ulteriore H+, agisce ulteriormente da tampone, diventando acido lattico. In che modo il lattato promuoverebbe la salute vascolare? Ouyang J. et al (2023) hanno osservato che, in presenza di malattie cardiovascolari come infarto miocardico acuto (IMA), insuffi cienza cardiaca, fi brillazione atriale (FA) e aterosclerosi, il processo di glicolisi risulta modifi cato. Tuttavia, in passato, il ruolo del lattato come parametro biochimico, non è stato particolarmente valorizzato. Solo recentemente è stato gradualmente identifi cato come un fattore importante per alcune funzioni biologiche e nelle malattie cardiovascolari. La sua produzione, la regolazione del trasporto e la modulazione dei livelli di lattato/acido lattico circolante potranno risultare utili come potenziali strategie per il trattamento di queste condizioni mediche. Altre funzioni del lattato Oltre a rappresentare un prodotto di scarto metabolico e un substrato per la neoglucogenesi, il lattato è anche coinvolto nella crescita e nello sviluppo degli organi e nel coordinamento dello sviluppo vascolare e del comportamento delle cellule proge-

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