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Nel D.lgs. 36/2021, art. 42, comma 1 si legge: «All’interno delle palestre e degli impianti sportivi di ogni genere devono essere svolti, a fronte di corrispettivo, anche sotto forma di quota di adesione, i corsi e le attività motorie e sportive, con il coordinamento del chinesiologo oppure dell’istruttore di specifica disciplina.»
Cosa significa veramente l’articolo 42 della Riforma dello Sport?
Il concetto chiave è: «istruttore di specifica disciplina».
Questo implica che:
- non esiste più la figura dell’istruttore “generico”;
- ogni istruttore deve essere qualificato nella disciplina che insegna;
- la qualifica deve derivare da: federazioni sportive nazionali (FSN), discipline sportive associate (DSA), enti di promozione sportiva (EPS) riconosciuti oppure da un percorso universitario (per il chinesiologo),
Inoltre, i corsi a pagamento devono essere coordinati solo da figure riconosciute.
Il settore passa quindi da un modello libero e non strutturato a un modello tecnico, qualificato e normato.
L’articolo 42 della Riforma dello Sport in un quadro normativo più ampio per lo sviluppo del settore del fitness
L’articolo 42 della Riforma dello Sport non è una norma “tecnica” isolata. Essa cambia la natura stessa del settore fitness in Italia. Inserito nel quadro generale della riforma e in relazione all’articolo 32 (che definisce la valenza sanitaria dell’attività fisica), porta con sé una trasformazione profonda e irreversibile.
Ecco cosa comporta, punto per punto.
Il fitness diventa parte del sistema salute
Per la prima volta l’attività fisica viene riconosciuta come parte integrante dei percorsi di prevenzione. Non è più un semplice passatempo o un prodotto commerciale: diventa un elemento della tutela della salute pubblica.
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Le palestre non sono più luoghi di “intrattenimento motorio”, ma spazi in cui si svolge una funzione sociale ed educativa.
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Il movimento viene collegato direttamente al benessere, alla prevenzione delle patologie croniche e alla qualità della vita.
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Si crea una continuità concettuale tra scuola, sport, motricità adattata e attività fisica per la popolazione generale.
Questo passaggio culturale è fondamentale: eleva il fitness a una componente stabile del sistema salute.
Cresce il riconoscimento professionale degli istruttori
L’articolo 42 chiarisce che l’istruttore non può più essere “chiunque sappia fare qualcosa”: serve una qualifica riconosciuta e specifica.
Significa che:
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ogni professionista deve essere formato nella disciplina che insegna;
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la formazione deve arrivare da soggetti riconosciuti (FSN, DSA, EPS, università);
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aumentano gli standard tecnici richiesti;
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cresce anche la responsabilità professionale.
In pratica, l’istruttore diventa una figura tecnica con competenze dimostrabili, non un appassionato che insegna in modo autodidatta. Questo favorisce qualità, sicurezza e riconoscimento del ruolo.
Aumenta la credibilità dei centri sportivi
Per i centri fitness cambia tutto: potranno offrire corsi e attività solo se coordinati da professionisti con qualifiche valide.
I gestori dovranno quindi:
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verificare i titoli degli istruttori,
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selezionare figure realmente competenti,
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garantire standard formativi minimi.
Il risultato? Una maggiore fiducia da parte del pubblico.
Il mercato inizia a riconoscere un “fitness di qualità”, distinguendo tra centri professionali e realtà improvvisate.
Crescono le opportunità per la formazione seria
La combinazione tra art. 32 e art. 42 apre un grande spazio per la formazione certificata.
Si crea una nuova domanda di:
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corsi riconosciuti,
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scuole di formazione strutturate,
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percorsi di specializzazione,
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aggiornamenti continui,
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nuove figure professionali (chinesiologi, tecnici specializzati, educatori del movimento).
Per gli enti formativi qualificati – come ISSA Europe – è un’opportunità strategica, Il settore necessita di standard più alti e percorsi credibili e loro possono diventare punti di riferimento autorevoli.
Aumenta la tutela dell’utente
L’obiettivo finale della norma è chiaro: proteggere gli utenti.
Grazie alla presenza di tecnici qualificati:
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diminuiscono i rischi e gli infortuni,
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cala l’improvvisazione,
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cresce la correttezza dell’esecuzione tecnica,
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il cliente riceve una guida personalizzata, competente e sicura.
Il settore diventa così più affidabile e più orientato al benessere e al miglioramento reale delle persone.
Il settore diventa più vicino a quello sanitario
La Costituzione e ka Riforma dello Sport, in generale, e, in particolare, l’articolo 42 di quest’ultima e l’art.32 della Costituzione portano così il fitness dentro un perimetro istituzionale più serio e più strutturato.
Di fatto:
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il fitness si avvicina al mondo della prevenzione sanitaria;
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si lega più strettamente all’educazione motoria e al benessere psicofisico;
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assume una dignità professionale più alta;
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si prepara a dialogare con medici, fisioterapisti, chinesiologi e professionisti della salute.
È un’evoluzione importante: il fitness non è più solo “sport”, ma parte di un percorso educativo, preventivo e di supporto alla salute della popolazione.


