L’inattività fisica è un importante contributo alle malattie non trasmissibili nei paesi ad alto reddito, e sempre più in quelli a basso e medio reddito. Comprendere perché le persone sono fisicamente attive o inattive contribuisce alla pianificazione degli interventi di sanità pubblica basata su dati sicuri: i programmi sono efficaci se rivolti versi fattori noti per causare inattività. La ricerca sui fattori associati all’attività o quelli con una relazione causale è sbocciata negli ultimi due decenni, ma si è concentrata principalmente su fattori a livello individuale nei paesi ad alto reddito. Il lavoro svolto da ricercatori australiani e pubblicato su Lancet ha dimostrato che l’età, il sesso, lo stato di salute e la motivazione sono associati all’attività fisica. I modelli ecologici hanno un’ampia condivisione con il comportamento sanitario e con l’ambiente sociale e fisico, come contributo all’attività fisica, in particolare quelli al di fuori del settore sanitario, come la pianificazione urbana, i sistemi di trasporto, i parchi e i sentieri. Nuove aree di ricerca hanno identifi cato fattori genetici che contribuiscono alla propensione ad essere fisicamente attivi e fattori evolutivi e obesità che potrebbero predisporre all’inattività: le stesse hanno esplorato longitudinalmente l’attività fisica per tutta la vita. La comprensione dei correlati e dei determinanti, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito, potrebbe ridurre l’effetto delle future epidemie di inattività e contribuire a un’efficace prevenzione globale delle malattie non trasmissibili.

 

 

TBauman AE, Reis RS, Sallis JF, Wells CJ, Loos RJF, Martin BW, Lancet Physical Activity Series Working Group. Correlates of physical activity: why are some people physically active and others not? Lancet. 2012 Jul 21;380(9838):258-71.)



Tags: , , , , , , ,