La differenza tra atleta amatore ed atleta agonista al giorno d’oggi è sempre più sottile. Presupposto fondamentale per l’agonismo è il raggiungimento ed il superamento dei propri limiti. Ciò si riscontra sempre più frequentemente anche nella pratica amatoriale, che per sua stessa natura dovrebbe essere improntata più ad un profilo fitness che performante. Questa situazione paradossale può esporre il soggetto amatore a diversi rischi per la propria salute: contrariamente a quanto avviene per l’atleta agonista infatti, l’assenza di profilassi e di controlli medici, come anche la mancanza di specialisti della salute che possano seguire costantemente l’atleta amatore, definiscono un quadro al limite della sicurezza. I casi di atleti amatori colpiti da insulti cardio-polmonari, ortopedici e metabolici sono ormai all’ordine del giorno. Questo quadro si applica ancor meglio allo sport del ciclismo. Come per tutti gli sport in cui è utilizzato l’attrezzo o macchina, si presuppone una grande adattabilità del soggetto per evitare la comparsa di tecnopatìe funzionali.

 

E’ infatti l’uomo che si adatta alla macchina e non viceversa, quindi ciò implica che l’atleta debba essere già di per sé estremamente elastico prima di utilizzare uno strumento non antigravitario come la bicicletta. Benchè siano concessi alcuni escamotage come ad  esempio alzare o arretrare la sella per distribuire il carico efficacemente – 40% del peso totale su ruota anteriore e 60% su ruota posteriore per una eccellente aerodinamicità, una normotonìa muscolare ed un coerente peso corporeo -variabile fondamentale da considerare su attrezzo non antigravitario – (14) sono le basi su cui si può pensare di impostare una attività, sia essa amatoriale che agonistica.

 

La particolarissima postura in catena cinetica chiusa, non antigravitaria pluricifotica pentapedica vincolata in esercizio ciclico lineare” e gli specifici pattern muscolari coinvolti nel gesto (12,13), come anche la particolare quantità di O2 ventilata in questo sport (14), presuppongono che l’operatore della salute sia altamente preparato dal punto di vista tecnico/scientifico. Scopo della creazione di questo “case study” è quello di esporre in maniera chiara e concisa, previo consenso informato ed autorizzazione al trattamento divulgativo dei dati sensibili del soggetto, il caso del ,Sig. M. M., architetto e ciclista amatoriale.

 

MATERIALI E METODI
Di seguito esponiamo le caratteristiche antropometriche
del soggetto, M. M., esente da fattori di rischio cardiovascolari,
articolari e metabolici. Il Sig.M. si allena in
bicicletta 4-5 giorni/settimana, al mattino, per circa 90
minuti/die.
MISURE ANTROPOMETRICHE
Età 43
BW 76 kg
h 170 cm
BMI 26.3
Pliche cutanee totali M=15±10;SD= 7.13
Pliche cutanee incluse M=17.5±7.5;SD=6.75
Diametri ossei M=8.03±2.08;SD=0.11
Circonferenze muscolari M=69±32;SD=25.16

 

DISCUSSIONE
Valutazione e trattamento osteopatico

Dal punto di vista osteopatico-posturale è stata effettuata una accuratissima anamnesi del soggetto – assolutamente sano dal punto di vista organico – ma reduce da molteplici interventi ortodontici, con presenza di deep-byte occlusale e utilizzo costante (diurno e notturno) di byte al mascellare inferiore. Il soggetto riferisce costanti e intensi dolori cervicali ormai cronicizzati, ansia elevata, stress elevato. E’ stato impostato un microciclo di 4 trattamenti con cadenza quindicinale tra ogni trattamento. Follow-up a 60 giorni. Dopo aver attentamente valutato la situazione, l’autore ha scelto di normalizzare le disfunzioni vertebrali utilizzando esclusivamente tecniche HVLA-Thrust (1,2,3,4,) e di risolvere tensioni extra-vertebrali miofasciali/viscerali impiegando tecniche METs, fasciali, Triggers/Tenders, unitamente a prescrizione di stretching pluricatenale isometrico/statico eccentrico decompensato (15) con particolare enfasi sulla catena centrale anteriore, orientato principalmente a destrutturare le metaplasie connettivali

 

Di seguito si espongono i distretti interessati dai trattamenti:

− C0-C1; C1-C2; C2-C3

− D4-D5; D9-D10

− tecniche di sedazione dirette ai muscoli psoas e piriformi

− diaframma pelvico: compresso in espirazione, nella postura del ciclista diventa 5° punto di appoggio e vero e proprio fulcro di scomposizione delle linee di forza ascendenti e dei vari momenti a partenza dall’avanpiede nelle 4 fasi della pedalata presenti soltanto ad un ritmo di 70-100 rpm, nello specifico in fase IV o PMS ed in fase II o PMI.

 

ANALISI DELLA COMPOSIZIONE CORPOREA E ALIMENTAZIONE

Per raccogliere più dati possibili è stata eseguita una dettagliata analisi della composizione corporea antropo-plicometrica pluri-compartimentale. Per l’analisi della composizione corporea è stato utilizzato ISSA PT Software©; di seguito si riportano i risultati.

 

Massa grassa              Massa magra
17.72 kg ; 23.31%           58.28 kg ; 76.69%
Di cui: Osso=10.31 kg ; 13.57%
Muscolo=47.97 kg; 63.12%

Data la biotipologia del soggetto, per la stima plicometrica è stata scelta l’equazione generalizzata di Williams (1992) a 4 pliche (8,9).

 

Per l’analisi pluri-compartimentale (diametri ossei + pliche cutanee) è stata scelta la formula di Matiegka con plicometria (10,11).

 

Nella analisi non è stata inclusa la stima di massa grassa derivata dalle circonferenze muscolari a causa della SD tra i valori eccessivamente elevata, e dunque ritenuta poco attendibile. Per la ricostruzione metabolica giornaliera stimata in 2000 kcal (1819 kcal + 182 kcal ADS) è stata scelta la formula di Grande & Keys (FFM + PLICO) (7), con una correzione per l’attività lavorativa stimata in 333 kcal e per l’attività in bicicletta stimata in 1010 kcal ad una intensità media di <7-12 METs>, per un totale calorico giornaliero di 3343 kcal nei giorni di allenamento e di 2333 nei giorni di riposo, suddivisi in 3 pasti e 2 spuntini quotidiani.

 

La massa grassa ideale considerata buona per un ciclista uomo è stimata al 17% (limite superiore), dunque abbiamo impostato una alimentazione definita “fitness bilanciata” – 60% C, 20% P, 20% L – che avesse come scopo quello di indurre un calo ponderale quantificato in 5.8 kg essenzialmente a carico della sola massa grassa (5,6) in 2 mesi e ½ , cercando di non provocare deplezione della massa muscolare e mantenendo adeguata la ICW e quindi l’anabolismo tissutale.

 

VALUTAZIONE PARAMETRI AEROBICI
Il valore medio di VO2max espresso in METs per difficoltà logistica è stato estrapolato non da GXT o da test diretto ma utilizzando la seguente formula di regressione per soggetti maschi:  (57.8-0.445 [età]) / 3.5 = 11.04 Mets → ~ 38.64 ml O2/kg/min (S.E.E. Elevato).

 

L’intensità media dell’allenamento quantificata in 7-12 METs è stata mantenuta inalterata in quanto desiderio del cliente. La percezione del dolore cervicale pre-post trattamenti è stata valutata tramite Visual Analogue Scale (VAS).

 

La percezione degli stati di ansia pre-post trattamenti è stata valutata tramite Hamilton Anxiety Rating Scale (HAM-A) e la percezione degli stati di stress pre-post trattamenti è stata valutata tramite Perceived Stress Scale (PSS)

 

RISULTATI

Di seguito sono esposti i parametri cardiovascolari nettamente migliorati al termine dei trattamenti:

risultati

CONCLUSIONI
Al termine dei trattamenti e dopo follow-up, il Sig. M. è riuscito ad eliminare il grasso corporeo in eccesso ed il dolore cervicale è totalmente scomparso come anche gli stati di ansia e stress lamentati inizialmente. Inoltre tutti i principali parametri cardiovascolari hanno subito un effettivo miglioramento implementando nettamente la performance sia in allenamento che in gara, complici sia l’eliminazione della “zavorra” di massa grassa in eccesso che probabilmente anche i distretti vertebrali interessati dalle manipolazioni, direttamente collegati per via gangliare all’innervazione cardiaca.
Ciò indica che un approccio combinato composto da trattamento osteopatico, alimentazione calibrata, analisi posturale e prescrizione di stretching specialistico  possa realmente indurre cambiamenti sistemici significativi. Il presente case-study indica che un management multifattoriale è fortemente consigliato qualora ci si trovi dinanzi all’atleta. Si propone dunque all’operatore della salute, nello specifico al Personal Trainer ISSA, di considerare attentamente le molteplici cinetiche osteomuscolari, cardiopolmonari e metaboliche del ciclista amatore prima di impegnarsi in una consulenza specialistica



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