Statistiche attendibili dicono che in Italia ci sono più di 500 mila cavalli di proprietà privata, dal bolide miliardario al più timido ronzinante. Ci sono quindi almeno 500 mila appassionati del nobile destriero, sia esso da trotto o da galoppo, da salto o da saloon: mezzo milione di persone capaci spesso di notevoli sacrifici per mantenere la propria cavalcatura e, quindi, più che disposte a diffondere il contagio, in grado di catapultare migliaia di persone all’anno in maneggi più meno attrezzati, in scuole più o meno adeguate, in centri di agriturismo più o meno selvaggi.

 

Ma queste migliaia di neofiti, attratti dall`idea di andarsene in giro per un campo di gara o più spesso per boschi, come arrivano all’appuntamento con il nobile animale? Spesso entusiasti, ancora più spesso impreparati. Il diffondersi di una cultura ambientalista, il nuovo rispetto per la natura, la ricerca di luoghi isolati ha prodotto un infinità di locande, centri, ristoranti con annesso maneggio. E’ in posti del genere che la maggior parte delle persone scopre il rito della sellatura, l’emozione della monta, l’ebbrezza della cavalcata tra i boschi. Ed è negli stessi posti che, solitamente, al grande amore per i cavalli, alle grandi capacità tecniche specifiche non corrisponde un’adeguata preparazione ai grandi temi del fitness ovvero di un’adeguata forma. La gente viene istruita a portare il cavallo tralasciando spesso il fatto che prima di tutto bisogna saper portare se stessi. E la prima avventura si risolve così spesso in indolenzimenti, contratture, dolori di schiena, oltre a una frustrante sensazione di dipendenza dall’animale, sempre pronto ad approfittare, giustamente, delle mancanze dei cavalieri per faticare il meno possibile.

adduttori

Con la scarsissima preparazione fisica che la massa degli italiani ostenta, ogni esercizio diventa faticoso e difficile, ogni movimento legato ed inefficace. La palestra, il lavoro a terra può aiutare moltissimo il cavaliere, principiante o evoluto che sia. Le capacità che egli deve sviluppare, infatti, si possono coltivare con efficacia anche a terra, specialmente per quanto concerne la monta western.

E’ chiaro che non e possibile dare suggerimenti pratici sufficientemente estesi in queste pagine, ma e certo che ognuna delle capacità di cui si è scritto sopra è sviluppabile in modo notevole con il lavoro in palestra. Coordinazione, resistenza e agilità possono migliorare in tempi anche brevi frequentando corsi di aerobica, di stretching o comunque programmi di lavoro che prevedano attività principalmente aerobica. Bisognerà soltanto specificare all’istruttore che lo sport per il quale vogliamo crearci una solida base atletica è l’equitazione: saprà lui come enfatizzare ad esempio la flessibilità del busto, facendoci prendere coscienza delle possibilità di movimento di tutte le articolazioni sacro-lombari.

 

Allo stesso modo saprà aiutarci alla coordinazione dei movimenti e al loro totale controllo. Forza e velocità (e dunque anche potenza) si acquistano invece con i pesi: il nostro maestro sarà dunque l’istruttore di body building. Una volta informato delle nostre necessità ci fornirà le indicazioni opportune perché i principali gruppi muscolari siano pronti agli sforzi che l’equitazione richiede.

Si occuperà degli adduttori allo stesso modo del trapezio, per consentirci di rimanere in sella, ma anche di reggere le redini senza finire sfiancati alla prima mezz`ora.

I maestri saranno le nostre guide, ma non dobbiamo dimenticarci che siamo noi gli attori e che e dal nostro impegno che vengono i risultati.

 

I CONSIGLI DELL’ALLENATORE

 

Coordinazione

Nella monta western in particolare, l’animale reagisce a micromovimenti del cavaliere, ai suoi spostamenti di baricentro, a precise sequenze di comandi. ll controllo dei movimenti, in termine di misura e pulizia, è essenziale per aver buoni risultati in gara e grande sicurezza in passeggiata. Quindi per sviluppare il coordinamento dei gesti la pratica dell’aerobica appare ideale.

 

Forza

Le dimensioni dell`animale impongono al cavaliere una certa capacità muscolare in termini di forza e di potenza, sia per il puro mantenimento dell`assetto in sella alle varie andature, sia per comunicare in modo efficace con lui. Quindi non c’è di meglio che svolgere un buon allenamento con i pesi.

 

Resistenza

Sia in recinto che in passeggiata le sollecitazioni all’impianto muscolare sono continue e protratte nel tempo, anche ai livelli più bassi di prestazione: progredendo con le capacità tecniche anche il sistema cardiocircolatorio viene impegnato notevolmente. In più, fuori dal recinto capita spessissimo di dover camminare, arrampicare… E’ quindi necessario aver un buon fondo atletico e una buona capacità aerobica per cui sarà bene intensificare gli allenamenti di ginnastica aerobica.

 

Velocità

Essere forti, coordinati e resistenti non basta, se non si è in grado di rispondere rapidamente alle situazioni che si verificano durante la monta. Maggiore è l’andatura, maggiore deve essere la nostra rapidità nel mettere in atto le tecniche appropriate. Grande reattività neuromuscolare dunque sviluppabile abbinando l’ allenamento con i pesi a quello dell’ aerobica.

 

Agilità

La monta western reinventa il mito del centauro: la parte bassa del corpo, sotto il disco L5 – S 1 diventa letteralmente parte del cavallo, mentre quella alta rimane sotto controllo. Ogni parte del corpo deve sapersi muovere in modo indipendente per mantenere continuo il rapporto con l’animale pur dirigendolo. L’agilità necessaria potrà essere sviluppata in palestra facendo molto stretching.



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