Una grossa percentuale di persone che si presentano presso il nostro Servizio di Rieducazione e Recupero Funzionale sono affette da problemi di cervicalgia. Non esiste una fascia di età in cui questi problemi si presentano più frequentemente. Sono sintomi che colpiscono sia giovani studenti sia casalinghe, piuttosto che impiegati. Secondo la nostra esperienza non esiste una prevalenza di un sesso rispetto all’altro.

 

Il nostro problema principale è quindi quello di privilegiare le persone che hanno veramente bisogno di un trattamento fisioterapico, da quelle che invece possono trovare giovamento dall’apprendimento di esercizi che rientrano in un programma di auto trattamento. Per questi motivi riteniamo che anche figure professionali che non si occupano di riabilitazione, siano in grado, anche in ambiti diversi dai servizi di riabilitazione stessi, di gestire in modo corretto queste persone e valutare se i problemi lamentati siano risolvibili con l’auto trattamento, oppure sia necessario indirizzarle verso strutture più idonee.

 

Il metodo McKenzie insegna proprio come curare e prevenire i dolori della colonna vertebrale. Inventato dal fisioterapista neozelandese Robin McKenzie, si è diffuso negli ultimi vent’anni in molti paesi (soprattutto Europa e Nord America). Il metodo è relativamente semplice, si basa essenzialmente sulla correzione della postura durante la vita quotidiana e sulla ripetizione di esercizi di mobilizzazione del collo.

 

Al paziente viene insegnato “l’auto-trattamento”. Il processo di apprendimento deve essere condotto da un terapista in grado di valutare attraverso la “diagnosi meccanica” quali siano gli esercizi adatti a centralizzare e quindi eliminare il dolore, e prescrivere la quantità di tali esercizi. Il paziente dovrà eseguire una serie di ripetizioni ogni ora per alcuni giorni, fino ad arrivare a 2 serie di esercizi come mantenimento dei risultati ottenuti. Un obiettivo dell’auto trattamento è rendere capace il paziente di valutare quando e necessario rivolgersi agli specialisti, o quando invece può curarsi da solo giungendo alla eliminazione degli episodi dolorosi recidivanti.

 

colonna vertebrale

Quando non avrà più dolore, riprenderà la sua normale attività quotidiana compresa la cura del proprio benessere fisico in palestra. Crediamo importante, come terapisti, che anche in palestra esista una competenza sui problemi legati alle cervicalgie e sui relativi metodi di cura e prevenzione. La colonna vertebrale è costituita da 7 ossa chiamate vertebre. Ogni vertebra presenta anteriormente una parte solida, chiamata corpo vertebrale, e posteriormente un forame. L’allineamento delle vertebre una sopra l’altra fa sì che i forami formino il canale vertebrale, struttura di protezione del midollo spinale, che è quella parte del sistema nervoso centrale che va dalla testa al bacino. .

 

 

Le vertebre sono divise da particolari cartilagini chiamate dischi. Il disco è costituito da una parte molle e gelatinosa, chiamata nucleo, circondata e tenuta assieme da un anello cartilagineo, chiamato anulo o legamento anulare. Sono strutture capaci di assorbire urti e sollecitazioni. Possono cambiare forma permettendo il movimento di una vertebra sull’altra e del collo nel suo insieme.

vertebra-lombare

 

Le vertebre e i dischi si articolano fra loro. Le articolazioni sono avvolte da tessuti molli rappresentati dalla capsula e dai legamenti. Su una o più articolazioni si inseriscono muscoli che possono salire verso la testa o scendere verso il tronco. Le vertebre, i dischi intervertebrali e la testa sono uniti da una serie di articolazioni flessibili che permettono alla testa di: compiere una rotazione da un lato di circa 180° flettersi in avanti estendersi inclinarsi lateralmente.
Il collo è relativamente più mobile rispetto al resto della colonna vertebrale, ma dal momento che non è circondato o protetto da altre strutture, risente di più delle tensioni e sollecitazioni rispetto al tratto dorsale o lombare. Osservando il corpo umano lateralmente, appare evidente all’altezza del collo una curva verso l’interno chiamata lordosi cervicale.
Durante la stazione eretta la testa dovrebbe trovarsi direttamente sul cingolo scapolare. Poiché questa postura viene spesso trascurata, è possibile vedere persone che hanno la testa spostata in avanti rispetto al proprio tronco, con conseguente protrusione del mento.

 

 

Questa posizione, modificando la lordosi cervicale, se mantenuta spesso o a lungo può causare dolori al collo. Il dolore di natura meccanica insorge quando: l’articolazione che unisce 2 ossa e in posizione tale da stirare eccessivamente i tessuti ossei circostanti, l’eccessivo stiramento può essere causato da una forza esterna che trasmette al collo una improvvisa e grave sollecitazione (es. colpo di frusta) l`eccessivo stiramento può essere anche causato da sollecitazioni legate alla postura che sottopongono il collo a tensioni meno gravi ma prolungate nel tempo.
E’ qui che l’auto trattamento e la prevenzione trovano il loro momento di applicazione. In genere i primi sintomi del dolore cervicale vengono avvertiti alla base del collo, al centro o su un solo lato. Durante gli episodi successivi il dolore può estendersi ad entrambe le spalle, alla parte superiore della spalla o alla scapola, arrivare fino al gomito, oppure estendersi al di sotto del gomito fino al polso e alla mano provocando formicolio. Qualcuno può essere anche affetto da cefalea. Gli esercizi che successivamente saranno proposti sono in grado di aiutare persone con problemi di natura prevalentemente meccanica, ed in genere sono efficaci nell’80% dei casi.

 

Tutti possono eseguire gli esercizi
Autotrattamento
Quando il dolore è acuto, evitare:
-di tenere la testa in avanti (come quando si legge o si lavora ad una scrivania) purché vengano prese alcune precauzioni, cioè non sottoporre a eccessiva tensione la parte dolorante.
-I movimenti bruschi, come girare la testa rapidamente i movimenti che danno origine al dolore di dormire con cuscini troppo alti di dormire proni.
E ‘ consigliabile:
-tenere all’interno della federa del cuscino un supporto che mantenga la lordosi
-iniziare con cautela un programma di auto trattamento.

 

figure 5

Generalmente il dolore acuto si manifesta durante l’esecuzione dei movimento o addirittura da fermo. Il dolore può aumentare con alcuni esercizi e si centralizza con altri. Per questo è necessario eseguire solo i movimenti che centralizzano od eliminano il dolore.

Ad esempio: quando il dolore è maggiore da un lato del collo è preferibile eseguire la flessione laterale dalla parte opposta al dolore, ripetendo l’esercizio più volte in un giorno (68 volte) ad intervalli regolari, con una serie di 10 ripetizioni. (figura a lato)

 

 

 

Quando invece il dolore è bilaterale o centrale è consigliabile eseguire l’esercizio di retrazione ed estensione con la stessa frequenza e numero di ripetizioni sopra esposte. (fig. 6 e fig. 7)
Se questi esercizi sono inefficaci si ripetono in posizione supina. (fig. 8)
Comunque, in ogni caso, va posta attenzione alla correzione e al mantenimento di una postura corretta.

 

fig multiple

9-10

Superata la fase dolorosa è comunque indispensabile:
mantenere una buona postura mantenere una buona mobilità privilegiando gli esercizi di allungamento e di rotazione del tratto cervicale (fig. 9 e 10). Bisogna ricordare che quando l’autotrattamento non è sufficiente a centralizzare e diminuire il dolore è necessario rivolgersi allo specialista.

 

Gli esercizi vanno interrotti se:
-i dolori peggiorano progressivamente
-i dolori arrivano al polso e alla mano e si avvertono formicolio intorpidimento delle dita
-se i problemi al collo sono insorti in seguito ad un recente e grave incidente
-se si hanno cefalee insorte casualmente e che tendono al peggioramento
-se la cefalea è accompagnata da nausee e vertigini.



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