Indice
Un’inchiesta del The Guardian ha portato alla luce i legami tra alcuni fitness influencer che rappresentano pubblicamente un certo marchio internazionale di wellness e una rete attiva su Telegram nella promozione e nella vendita di steroidi anabolizzanti, farmaci soggetti a prescrizione e peptidi sperimentali.
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano britannico, dodici tra ambassador, affiliati e dipendenti collegati al brand (seguiti complessivamente da oltre 180mila persone su TikTok e Instagram) avrebbero indirizzato gli utenti verso canali Telegram dedicati alla commercializzazione di sostanze per il miglioramento della prestazione e dell’aspetto fisico.
Wellness e promozione di steroidi su Telegram, l’attività parallela dei fitness influencer
Il sito dell’azienda in questione propone prodotti per la cura della pelle, trattamenti contro la caduta dei capelli e integratori, insieme a servizi di coaching e controlli sanitari. Il marchio ha, inoltre, partecipato a FitXpo North West, evento dedicato al fitness organizzato nella Greater Manchester, ha sponsorizzato un cavallo da corsa e ha lanciato una manifestazione britannica legata agli sport da combattimento e all’influencer boxing.
Parallelamente, però, alcuni ambassador, affiliati e collaboratori del brand avrebbero promosso una rete sotterranea attiva su Telegram. Inizialmente conosciuta con il nome di Rohm, dopo la chiusura la rete sarebbe stata ricostituita come Anabolic By Nature.
Il precedente canale “rohm v2” contava più di 13mila membri nel novembre 2025. Anabolic By Nature avrebbe invece raccolto oltre 5.500 iscritti a partire dall’aprile 2026.
Steroidi, farmaci e peptidi sperimentali
Attraverso i canali analizzati venivano pubblicizzati steroidi anabolizzanti, terapia sostitutiva con testosterone e medicinali disponibili soltanto dietro prescrizione. Tra questi figuravano l’ormone della crescita, il farmaco tirzepatide e la tretinoina, impiegata nel trattamento dell’acne.
La rete promuoveva anche peptidi sperimentali e non regolamentati, come BPC-157 e TB-500. Come precisa The Guardian, le prove scientifiche sui loro possibili benefici nell’essere umano sono ancora limitate. Nel Regno Unito è, inoltre, illegale venderli presentandoli come prodotti destinati a finalità medicinali o di benessere.
Il ruolo dei fitness influencer
L’inchiesta evidenzia il ruolo svolto dai social media nel collegare la comunicazione sul fitness alla promozione delle sostanze. Alcuni fitness influencer parlavano apertamente dell’assunzione di steroidi e utilizzavano i link presenti nei propri profili per indirizzare gli utenti.
Nel gruppo veniva inoltre proposta agli utenti la possibilità di diventare ambassador e di ottenere commissioni. Sul sito utilizzato per vendere steroidi e peptidi era pubblicizzata una percentuale del 12% sulle vendite generate.
Il rischio di normalizzare l’uso di sostanze dopanti
Nel Regno Unito gli steroidi anabolizzanti possono essere posseduti per uso personale, mentre venderli, fornirli o distribuirli senza autorizzazione è illegale. Anche la loro importazione in assenza delle necessarie autorizzazioni è contraria alla legge.
A prescindere dal fatto di cronaca, in un mercato globalizzato nel quale è sempre più facile accedere a prodotti di diversa provenienza, è bene ricordare che in Italia il quadro normativo è differente e particolarmente articolato. Gli steroidi anabolizzanti rientrano tra le sostanze vietate per doping e la loro vendita attraverso canali diversi dalle farmacie e dalle strutture autorizzate costituisce reato.
La normativa punisce inoltre, nelle condizioni previste dall’articolo 586-bis del Codice penale e in assenza di giustificazioni patologiche, chi procura ad altri, somministra, assume o favorisce l’impiego di sostanze dopanti.
Gli steroidi anabolizzanti sono sostanze sintetiche derivate dal testosterone e si assumono per favorire la crescita muscolare, aumentare la forza e accelerare il recupero. Il loro utilizzo, soprattutto senza controllo medico o a dosaggi elevati, può tuttavia comportare conseguenze rilevanti per la salute. Tra gli effetti collaterali vi sono soppressione della produzione naturale di testosterone, infertilità, acne, perdita dei capelli, alterazioni dell’umore, ipertensione e un aumento del rischio di malattie cardiache e danni al fegato.
Geoff Bates, docente di politiche di sanità pubblica presso l’Institute for Policy Research dell’Università di Bath, ha spiegato al quotidiano britannico che i social media stanno contribuendo alla normalizzazione della cultura degli steroidi, anche attraverso la diffusione di modelli legati alla mascolinità e all’immagine corporea.
La sovrapposizione tra fitness, wellness e sostanze dopanti può infatti far apparire il ricorso agli steroidi come una normale estensione dell’allenamento e dell’integrazione. Questa rappresentazione può offrire una percezione distorta della loro diffusione e indurre gli utenti a considerare benefiche per il proprio benessere pratiche che comportano invece seri rischi.
Fitness influencer e steroidi: un messaggio contrario al vero significato del wellness
Oggi il fitness è sempre più parte di una visione ampia del benessere, nella quale l’attività fisica contribuisce alla prevenzione, alla salute e alla longevità. Le evidenze scientifiche mostrano che l’esercizio regolare può favorire un invecchiamento più sano e una migliore qualità della vita.
La promozione di sostanze dopanti si muove nella direzione opposta, trasformando la ricerca del benessere in una pratica potenzialmente dannosa.


