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Una tavoletta di cioccolato fondente e al latte potrebbe migliorare un allenamento senza essere mangiata? Secondo un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Physiology, il solo odore del cioccolato potrebbe influenzare il volume di allenamento durante un esercizio di forza. I ricercatori hanno osservato che uomini moderatamente allenati, esposti all’aroma del cioccolato prima e durante l’esercizio, hanno completato un numero maggiore di ripetizioni senza percepire uno sforzo più elevato.
Si tratta di uno studio esplorativo, condotto su un campione ristretto, che apre però nuove prospettive sul possibile ruolo degli stimoli olfattivi nella regolazione dell’appetito e della prestazione fisica.
Come è stato condotto lo studio
La ricerca ha coinvolto 23 uomini sani, di età compresa tra 20 e 25 anni, moderatamente allenati e sottoposti a un digiuno notturno di circa dieci ore prima di ciascuna prova. Lo studio è stato progettato come trial randomizzato, in doppio cieco e crossover. Ogni partecipante ha quindi sperimentato tutte e tre le condizioni previste:
- odore di cioccolato fondente al 90%;
- odore di cioccolato al latte al 60%;
- campione di controllo costituito da acqua.
Prima dell’allenamento e tra una serie e l’altra, i partecipanti annusavano il campione assegnato. I ricercatori valutavano contemporaneamente:
- fame, sazietà,
- desiderio di mangiare,
- piacevolezza dell’odore,
- percezione dello sforzo.
L’esercizio scelto era l’estensione delle gambe da seduti (leg extension). Ogni partecipante ha eseguito serie da dieci ripetizioni alla leg extension utilizzando un carico pari all’80% del proprio 10RM, cioè dell’intensità corrispondente al carico massimo con cui era in grado di eseguire dieci ripetizioni. Le serie sono proseguite, con recuperi di tre minuti e mezzo, fino all’esaurimento volontario.
Cioccolato fondente e allenamento: cosa hanno osservato i ricercatori
L’esposizione agli odori ha influenzato in modo significativo il volume complessivo di allenamento. In particolare, rispetto alla condizione di controllo:
- il profumo del cioccolato fondente al 90% ha consentito di eseguire mediamente 18 ripetizioni in più;
- il profumo del cioccolato al latte al 60% ha determinato un incremento medio di circa 9 ripetizioni.
La percezione dello sforzo è aumentata progressivamente con il susseguirsi delle serie, come prevedibile durante un esercizio eseguito fino all’affaticamento. Tuttavia, non sono emerse differenze tra le tre condizioni. Nonostante avessero completato un numero maggiore di ripetizioni, i partecipanti esposti all’odore del cioccolato non hanno riferito una percezione dello sforzo superiore rispetto alla condizione di controllo.
Effetti diversi per cioccolato fondente e cioccolato al latte
Lo studio ha evidenziato differenze anche nelle risposte soggettive legate all’appetito e alla percezione dell’odore.
Prima dell’esercizio, l’esposizione al profumo del cioccolato fondente è stata associata a una riduzione della fame e del desiderio di mangiare, accompagnata da un maggiore senso di sazietà.
Il profumo del cioccolato al latte, invece, non ha modificato in modo rilevante questi parametri, ma è risultato più piacevole per i partecipanti.
Inoltre, i ricercatori hanno osservato che, all’interno del campione, livelli inferiori di fame e una maggiore sensazione di pienezza tendevano ad associarsi a un miglior rendimento durante il test.
Perché il profumo potrebbe influenzare la prestazione
Gli autori ipotizzano che l’effetto osservato sia legato ai processi psicobiologici attraverso cui gli stimoli olfattivi influenzano le risposte emotive.
Gli autori osservano che gli odori del cioccolato hanno modificato sia alcune percezioni legate all’appetito sia il volume dell’esercizio. Tuttavia, sottolineano che i meccanismi alla base di questi effetti non sono ancora chiariti e richiedono ulteriori ricerche.
I limiti dello studio
Gli stessi ricercatori sottolineano che i risultati devono essere interpretati con cautela. Il campione comprendeva soltanto 23 uomini giovani moderatamente allenati e l’esercizio valutato era esclusivamente la leg extension. Inoltre, non sono stati misurati parametri biologici che permettessero di verificare direttamente i meccanismi alla base degli effetti osservati.
Per questo motivo saranno necessari studi condotti su popolazioni più numerose e diversificate, oltre che su differenti tipologie di esercizio, per comprendere se questi risultati siano confermabili e applicabili in altri contesti.

