Il Fitness come stile di vita di benessere, salute e prevenzione si è affacciato nella nostra società nei primi anni ’50 grazie al pioniere Jack Lalanne, il quale per la prima volta parlò di un miglioramento della vita fisica e morale tramite l’esercizio e una sana alimentazione. Questa idea fu portata avanti da molti fino a giungere a noi. Senza dilungarci inutilmente, possiamo affermare che la storia del Fitness non è altro che la coscienza umana nei confronti del corpo umano. Qualsiasi situazione interessi la società, perché fenomeno “pop”, consente una lettura da più punti di vista, scientifica, antropologica, economica, di costume etc. Il Fitness come concetto di base è stato accompagnato da mode e tendenze, alcune tornate ciclicamente, mostrando lo specchio e i bisogni del momento storico corrente. Quando un fenomeno di costume prende piede, è un’esplosione che arriva all’attenzione di tutti ed è totalizzante.

 

Questo significa che non è più riservato ad atleti o appassionati fidelizzati, mediamente informati e competenti, ma anche a neofiti dell’allenamento o curiosi. Negli ultimi anni, dopo il boom di Zumba Fitness e Crossfit, declinato in tutte le sue peculiarità, sta riprendendo piede il Body Building  o Culturismo, che ebbe un periodo di grande fama e consensi tra gli anni ’70 e ’90. Body-building, significa costruzione del corpo, ricerca dell’armonia delle forme, ipertrofia muscolare, in linea con canoni ben definiti. Nel 2019 ha trovato un mezzo pubblicitario straordinario e alla portata di tutti impensabili 40 anni fa: Instagram e i social in generale. Una vetrina abbagliante, dove l’immagine la fa da padrona assoluta, dove tutto rifulge, anche se la realtà spesso è ben diversa, ma questo non interessa nessuno.

 

Il body building è una disciplina diversa dalle altre perché, dalla preparazione alla competizione, l’unico avversario da affrontare è se stessi. Dedizione, passione e volontà, rispettando tre punti cardine: riposo, alimentazione, allenamento. Una strada faticosa e sacrificante, una ricerca ossessiva della perfezione muscolare, un impegno costante che scandisce la vita quotidiana. Per questi motivi, a un certo punto alcuni e lo ripeto, alcuni (perché mi riferisco solo un aspetto di questa disciplina), per esempio un neofita poco incline alla fatica o alla prima sconfitta oppure un atleta che sfiora il podio più e più volte, subisce la tentazione di prendere una scorciatoia assai pericolosa, ossia l’utilizzo di sostanze dopanti illegali.

 

Queste sostanze molto costose sono in grado di modificare il metabolismo e assetto ormonale con ripercussioni nel tempo potenzialmente fatali per la salute. Doveroso fare chiarezza a riguardo.

Studi “sociali” riguardo a chi passa dall’altra parte della barricata (soprattutto non agonisti), in nome del tutto, subito e facile hanno dichiarato che l’uso di sostanze dopanti è dettato da tre ragioni: migliorare il proprio aspetto fisico, essenzialmente sociali (lo fanno tutti) e di successo sessuale.

Vediamo cosa dice la letteratura a proposito di “lo fanno tutti” e di “successo sessuale“, analizzando solo due prodotti, testosterone e GH.

 

 

TESTOSTERONE

 

La produzione di testosterone nell’uomo giovane, varia da 5 a 7 mg/die. L’assunzione esogena può variare da 10/20 mg/die a 100 mg e più. Questo può causare il classico rebound, unibendo la produzione endogena naturale dell’ormone stesso. La lunga inattività dei testicoli, fortemente inibiti, può portare ad atrofia dell’asse ormonale con possibile interruzione di produzione di testosterone. Lo studio di seguito mostra che con una sola fiala da 100 mg, il testosterone endogeno cala immediatamente ricominciando a risalire dopo circa 20 giorni. Una fiala può portare a inibizione per 20/30 giorni, venti fiale più di un anno, fate un po’ i conti.

 

Il testosterone è un ormone sessuale prevalentemente maschile ma, seppure a livelli molto più bassi, è prodotto anche nella donna (da un decimo a un venticinquesimo che nell’uomo).

Nell’uomo, gli effetti di queste assunzioni con i vari “rimbalzi” possono portare a ginecomastia, aumento del grasso, perdita di forza e libido, diminuzione della massa magra, depressione.

Nelle donne (e non solo) gli effetti collaterali possono essere irreversibili come crescita eccessiva dei peli su schiena, petto, stomaco, viso, pelle grassa, acne, perdita di capelli, ipertrofia del clitoride, funzione tiroidea alterata, ecc.

Ne vale la pena?

 

ORMONE DELLA CRESCITA (GH)

 

In tutti gli studi effettuati sul GH, sono stati riscontrati gravi effetti collaterali come ritenzione di fluidi e di sodio, edemi, ipertensione, diabete, resistenza all’insulina, crescita delle ossa lunghe e piatte. E ancora, ipoglicemia, alterata funzionalità tiroidea, acromegalia, deformazione (spesso asimmetrica) delle ossa, ingrossamento del cuore e degli organi interni (addome gonfio), aumentato rischio di leucemia e tumore al pancreas, nausea, vomito, mal di testa, alterazioni nella sfera sessuale, disturbi della vista, ecc.

Ne vale la pena?

 

 

Che cosa può muovere emotivamente tutto questo? Per un atleta possiamo supporre ambizione, carriera, motivazioni economico-lavorative, per un neofita cavalcare il trend del momento oppure provare il piacere di mostrarsi, nell’idea che a volte un cambio nel corpo collimi con un cambiamento di vita. Più semplicemente, tutte queste motivazioni talvolta si raggruppano sotto il nome di “coronare un sogno”.

Siamo lontani dal giudicare ma crediamo che la conoscenza sia la vera chiave della libertà che si accompagna al rispetto della propria vita in salute.

 

 

 

a cura di Claudio Suardi – MFS, Direttore Tecnico ISSA Europe

Chiara De Nigris – CFT1 ISSA Europe

 

 

 

 

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