Migliorare l’HRV e aumentare il benessere psicofisico

come migliorare l'HRV l'esito dello studio protagonista di una delle tesi premiate con Premio ISSA Europe 2025

Anche durante l’anno appena concluso, il Premio Tesi ISSA Europe ha confermato il suo ruolo di riferimento nella valorizzazione della ricerca applicata al mondo del fitness, dello sport e del movimento umano. In particolare, nel 2025 il terzo premio è stato assegnato a Pierluigi Senor, dopo il primo andato a Giulia Tomasi, con un lavoro focalizzato sul sovraccarico eccentrico, e i 2 secondi posti a parimerito conferiti a Luana Ciabrelli (per la tesi su allenamento per le donne) e Michele Scavio, focalizzato sugli esercizi per l’osteoporosi. Senor è autore di una tesi che affronta un tema sempre più centrale nella preparazione fisica e nel benessere che riguarda come migliorare respirazione, variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e salute psicofisica.

Con un montepremi complessivo che supera i 5.000 euro tra contributi economici e opportunità formative, il Premio Tesi ISSA Europe rappresenta un segnale concreto dell’impegno dell’organizzazione nel sostenere la ricerca scientifica e la crescita professionale nel settore. Nel settembre scorso è ripartita la raccolta dei lavori per il Premio 2026, con l’auspicio di una partecipazione ancora più ampia.

Perché migliorare l’HRV è così importante per il benessere

La variabilità della frequenza cardiaca (HRV – Heart Rate Variability) è oggi riconosciuta come uno degli indicatori più affidabili dello stato di salute del sistema nervoso autonomo. Un’HRV più elevata è generalmente associata a una migliore capacità di adattamento allo stress, a un recupero più efficace e a un equilibrio psicofisico più stabile.

Numerosi studi scientifici internazionali hanno evidenziato come l’HRV sia strettamente connessa a diversi processi fisiologici, tra cui:

  • il ritmo respiratorio,

  • le oscillazioni pressorie arteriose (note come onde di Mayer, intorno a 0,1 Hz),

  • l’attività elettrica cerebrale.

Questi elementi condividono un vero e proprio filo conduttore, che mette in relazione cuore, respiro e cervello in un sistema integrato e dinamico.

Coerenza respiratoria e HRV

Numerosi studi internazionali, richiamati anche nel lavoro premiato al Premio Tesi ISSA Europe, indicano la Coerenza respiratoria (CB – Coherence Breathing) come una strategia efficace per modulare l’HRV, attraverso una respirazione lenta di circa 6 atti al minuto (0,1 Hz).

Nei protocolli più diffusi in letteratura, ai partecipanti spesso si richiede di svolgere sessioni di respirazione guidata della durata variabile tra 10 e 30 minuti, almeno tre volte a settimana, con inspirazione ed espirazione della stessa durata (generalmente 5 secondi ciascuna).

Tuttavia, proprio l’impegno richiesto da questi protocolli rappresenta spesso un limite. Non tutti riescono a mantenere la costanza necessaria, con un conseguente aumento del tasso di abbandono.

Uno studio a breve termine per migliorare HRV con meno impegno

Il lavoro di Pierluigi Senor nasce dall’esigenza di rendere la Coerenza respiratoria più accessibile, sostenibile e applicabile nella vita quotidiana. Egli ha integrato le evidenze scientifiche occidentali con i principi del Pranayama, antica disciplina inerente allo yoga legata al controllo consapevole del respiro e dell’energia vitale.

L’obiettivo dello studio è stato valutare se fosse possibile migliorare HRV e benessere psicofisico attraverso un protocollo:

  • più breve,

  • meno oneroso in termini di tempo,

  • facilmente integrabile nella routine quotidiana.

Il protocollo sperimentale: respirazione 4” IN – 6” ES

Ai partecipanti è stato chiesto di svolgere almeno 10 sessioni di Coerenza respiratoria in 30 giorni, con una durata totale di 10 minuti al giorno, eventualmente suddivisibili in due sessioni da 5 minuti.

A differenza di molti studi precedenti, il protocollo ha dato maggiore enfasi all’espirazione, prevedendo:

  • 4 secondi di inspirazione (IN),

  • 6 secondi di espirazione (ES).

La respirazione doveva essere preferibilmente diaframmatica, favorendo il rilassamento e l’attivazione del sistema parasimpatico.

Il campione dello studio

Il campione analizzato era composto da 64 persone, suddivise in quattro gruppi con caratteristiche omogenee per età e stile di vita, ovvero i Gruppi:

  • Scuola: 14 partecipanti, età media 12,8 anni,

  • Pilates: 14 partecipanti, età media 53 anni,

  • Misto: 22 partecipanti, età media 41,9 anni,

  • Gruppo di Controllo: 14 partecipanti, età media 55,46 anni.

I tre gruppi sperimentali (50 persone) hanno seguito il protocollo di Coerenza respiratoria, mentre il gruppo di controllo è servito a validare i risultati e gli strumenti di misurazione dell’HRV.

Il gruppo “Pilates”, inoltre, ha abbinato alla respirazione due lezioni settimanali di Pilates Matwork, includendo almeno 5 minuti di Coerenza respiratoria all’interno di ogni lezione.

Come è stata misurata l’HRV

La misurazione dell’HRV è stata effettuata analizzando gli indici nel dominio del tempo: SDNN (Standard Deviation of NN intervals), RMSSD (Root Mean Square of Successive Differences) e pNN50 (percentage of successive NN intervals differing by more than 50 ms).
I dati sono stati raccolti tramite una fascia da braccio con tecnologia PPG (fotopletismografia), una metodica ottica non invasiva utilizzata per rilevare le variazioni del flusso sanguigno e stimare la variabilità della frequenza cardiaca.

I dati sono stati successivamente archiviati in un database SQL e analizzati tramite query dedicate, utilizzando un software validato in ambito scientifico.

Parallelamente, tutti i partecipanti hanno compilato questionari di autovalutazione relativi a qualità del sonno, livello di stress ed energia percepita.

I risultati: migliorare HRV è possibile anche in poco tempo

Dei 50 partecipanti iniziali, 44 persone (circa il 90%) hanno completato correttamente il protocollo, confermando l’elevata sostenibilità dell’intervento.

L’analisi dei dati ha mostrato miglioramenti significativi dell’HRV in tutti e tre gli indici considerati:

  • SDNN: incremento compreso tra +4% e +24%;

  • RMSSD: incremento tra +6% e +27%;

  • pNN50: incremento tra +0,5% e +33%.

I risultati più marcati sono stati osservati nel gruppo Pilates, suggerendo che l’integrazione tra esercizio fisico e Coerenza respiratoria possa amplificare ulteriormente gli effetti positivi.

Nel gruppo di controllo, al contrario, i valori dell’HRV sono rimasti stabili o hanno mostrato lievi peggioramenti.

Benefici percepiti sul benessere psicofisico

Oltre ai dati fisiologici, l’85% dei partecipanti ai gruppi sperimentali ha dichiarato benefici percepiti, in particolare su:

  • riduzione dello stress (65%),

  • maggiore controllo del respiro (56%),

  • migliore qualità del sonno (32%).

Due settimane dopo la conclusione dello studio, il 92% dei partecipanti che hanno risposto al follow-up ha espresso l’intenzione di continuare a praticare la Coerenza respiratoria, soprattutto: prima di addormentarsi e nei momenti di nervosismo o tensione.

Pochi minuti per migliorare HRV e salute

Lo studio premiato con il terzo premio al Premio Tesi ISSA Europe 2025 dimostra come sia possibile ottenere miglioramenti misurabili dell’HRV e del benessere psicofisico anche con un impegno di tempo ridotto.

La Coerenza respiratoria, praticata in modo corretto e consapevole, si conferma uno strumento efficace, scientificamente fondato e accessibile a persone di tutte le età. Attraverso la sincronizzazione tra respiro, cuore e cervello, anche pochi minuti al giorno possono contribuire a creare una vera e propria risonanza fisiologica, migliorando la capacità di adattamento allo stress e la qualità della vita.

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