Indice
Sempre più professionisti del fitness utilizzano app per Personal Trainer per organizzare il lavoro, gestire i clienti e monitorare i risultati nel tempo. Se in passato la scheda di allenamento era spesso un foglio di carta o un semplice file, oggi le piattaforme digitali permettono di creare una scheda allenamento digitale, distribuire contenuti ai clienti e raccogliere dati utili per valutare i progressi.
Questi strumenti non servono solo a semplificare il lavoro del trainer: aiutano anche chi si allena a seguire il proprio percorso con maggiore consapevolezza. Dal monitoraggio dei progressi dell’allenamento alla gestione del coaching online, la digitalizzazione del fitness sta cambiando profondamente il modo di lavorare dei Personal Trainer.
Tra i professionisti che utilizzano questi strumenti c’è Gabriele Beretta, Personal Trainer certificato ISSA e atleta, che ha integrato nel proprio metodo di lavoro una app per Personal Trainer come PT Software per organizzare clienti, misurazioni e programmi di allenamento. Il suo punto di vista si aggiunge a quello di altri professionisti che hanno scelto di lavorare con strumenti digitali, come raccontato anche nell’esperienza del Personal Trainer Cristian Azzolina.
«Ormai quasi tutti nel mio settore sono passati al digitale. La possibilità per noi di condividere contenuti e per il cliente di visualizzarli facilmente ha aiutato molto: facilita il nostro lavoro e permette a chi si allena di avere sempre a disposizione ciò che gli serve».
Il Personal Trainer nell’era digitale
Per chi lavora oggi nel fitness, la transizione verso strumenti digitali è ormai quasi naturale. Il cambiamento è evidente soprattutto se si pensa a come si lavorava in passato.
«Prima c’era la classica scheda di carta su cui segnare pesi e appunti. Oggi invece il cliente ha tutto nel proprio telefono ormai strumento inseparabile». Mediante una scheda di allenamento digitale, infatti, chi si allena può consultare esercizi, indicazioni e carichi utilizzati direttamente dal proprio smartphone. Per molti professionisti significa lavorare con uno strumento versatile, utilizzabile da smartphone, tablet o PC, che consente di aggiornare i programmi di allenamento e mantenere uno storico dell’allenamento consultabile nel tempo.
In un contesto in cui la tecnologia è sempre più presente nella vita quotidiana, anche il lavoro del Personal Trainer non può restare ancorato a modelli analogici.
«Ormai siamo circondati dal digitale e questo vale – e deve valere – anche per il Personal Trainer. Tutto è più comodo, anche nel caso si lavori a distanza».
Tra studio e coaching online
Gabriele Beretta lavora principalmente nel proprio studio, dove segue molti clienti in presenza, ma affianca a questa attività anche percorsi di coaching online. «Ho il mio studio e tante persone si allenano regolarmente con me. Con altri invece lavoro a distanza».
Anche in questo caso una app per Personal Trainer diventa uno strumento utile per mantenere continuità nel percorso di allenamento e organizzare dati, programmi e progressi dei clienti.
Qualsiasi sia il modello di business l’approccio deve sempre restare professionale e strutturato. Anche per chi sceglie il coaching online, il percorso parte sempre da un momento fondamentale: l’incontro conoscitivo.
«C’è sempre un colloquio iniziale di persona, durante il quale valuto l’anamnesi, eventuali patologie e gli obiettivi che la persona desidera raggiungere».
È proprio in questa fase che entra in gioco il software di gestione clienti per Personal Trainer. «Con uno strumento come PT Software, durante il colloquio registro velocemente il cliente e creo la sua area personale in piena sicurezza dal punto di vista della privacy dei dati. Per me sarà immediato recuperare tutte le informazioni organizzate e salvate in modo strutturato quando mi occorrono, per esempio, negli incontri di verifica».
Il valore delle misurazioni registrate nelle app per Personal Trainer
Uno degli aspetti che Beretta considera più utili della piattaforma riguarda la raccolta e il monitoraggio dei progressi dell’allenamento.
«Trovo particolarmente utile usare PT Software per le misurazioni». All’inizio del percorso vengono raccolti diversi parametri che permettono di monitorare l’evoluzione nel tempo.
Monitoraggio dei progressi dell’allenamento: perché i dati aiutano i clienti
«Credo che soprattutto per i principianti, ma in generale per tutti i clienti, sia molto importante raccogliere queste misurazioni».
Il motivo è semplice: i dati aiutano a rendere visibili cambiamenti che spesso non vengono percepiti.
«Durante il percorso permettono di evidenziare i cambiamenti. E questo fa piacere. Nel bene e nel male». La piattaforma restituisce grafici chiari che mostrano l’andamento dei risultati nel tempo, fanno comprendere cosa sta accadendo al proprio corpo, per esempio, nella variazione della composizione corporea.
«Solitamente fisso momenti di verifica ogni sei o otto settimane. Misurazione dopo misurazione, PT Software crea automaticamente dei grafici semplici, per ogni zona corporea misurata (per esempio fianchi, bicipite, coscia eccetera), indicando anche vari dati come per esempio la % di massa grassa e di massa magra”.
Questo approccio aiuta a correggere un problema molto diffuso tra chi si allena. «Mi rendo conto che tante persone non percepiscono la propria trasformazione. Per esempio, non capiscono quando alla riduzione della massa grassa corrisponde un aumento della massa magra».
La visualizzazione dei dati diventa quindi uno strumento di consapevolezza. «Osservando i numeri reali, tra l’altro, si intuiscono meglio le tempistiche di miglioramento».
Quando la tecnologia crea confusione
Se da un lato la digitalizzazione rappresenta un grande supporto per il lavoro dei professionisti, dall’altro l’evoluzione tecnologica porta con sé anche alcuni rischi.
«Sempre più persone provano a costruire il proprio percorso di allenamento affidandosi a strumenti automatici. Arrivano clienti che hanno provato a usare schede di allenamento e piani alimentari generati dall’intelligenza artificiale, ma spesso hanno avuto difficoltà e problemi nel raggiungere risultati, nella migliore delle ipotesi finiscono per scoraggiarsi”.
A questo si aggiunge il peso crescente dei social media nel settore fitness.
«Influencer più o meno noti promettono miracoli che non avvengono. Eppure continuano a esserci Personal Trainer che vengono scelti esclusivamente in base al numero di follower».
Questo fenomeno, secondo Beretta, può creare aspettative poco realistiche, soprattutto quando si entra in ambiti delicati come quello dell’integrazione. «Alcuni atleti utilizzano titoli vinti in competizioni di bodybuilding (per esempio, IFBB o MR Olympia) come garanzia di successo al fine di accrescere la propria credibilità come Personal Trainer e spesso portano i propri clienti a spendere tempo e denaro inseguendo un ideale di fisico senza però metterli al corrente delle sostanze utilizzate per il raggiungimento di tale fisico (sostanze anabolizzanti o diuretici)».
Il rischio è che questi modelli diventino punti di riferimento per chi si avvicina all’allenamento. «Sono visti come esempi, ma non offrono esempi salutari e, soprattutto, non indicano percorsi davvero così facilmente replicabili».
Allenarsi con consapevolezza
Per questo motivo, nel lavoro quotidiano con i clienti, Beretta cerca di riportare l’attenzione su un approccio più realistico.
«Io chiarisco subito che contano molto la genetica e la fisiologia della persona». Anche quando si parla di obiettivi estetici, è fondamentale comprendere i tempi necessari per ottenere risultati concreti. «Man mano spiego, attraverso numeri reali, quali sono le vere tempistiche di miglioramento, per questo è importante riflettere sui numeri».
Una questione che riguarda soprattutto i più giovani. «Vedo ragazzi che seguono diete caratterizzate da surplus calorici davvero troppo elevati perché vogliono ottenere ipertrofia velocemente. Oppure altri che demonizzano alcuni alimenti».
Per Beretta il punto è semplice: il bodybuilding non è un percorso rapido né privo di difficoltà. «Non è possibile vendere la facilità del bodybuilding, perché non è la realtà».
Ed è proprio qui che strumenti come le app per Personal Trainer possono diventare alleati preziosi: aiutano a monitorare i dati, spiegare i cambiamenti e rendere visibili i progressi concreti nel tempo.
App per Personal Trainer sì, ma al servizio del metodo
In un settore sempre più influenzato dalla comunicazione online e dalle nuove tecnologie, il ruolo del Personal Trainer resta comunque centrale.
Nel caso di Gabriele Beretta, gran parte dei nuovi clienti continua ad arrivare con il passaparola. Un segnale che, al di là degli strumenti utilizzati, la fiducia e la qualità del lavoro rimangono elementi fondamentali.
La tecnologia, in questo contesto, non sostituisce il Personal Trainer, ma diventa uno strumento che lo aiuta a lavorare meglio.



