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Gli aminoacidi (essenziali e non) sono i mattoncini con i quali il nostro organismo costruisce i suoi muscoli e tutte le altre proteine che sono indispensabili alla vita come il collagene, le cartilagini, l’emoglobina, l’albumina, le immunoglobuline, gli ormoni, i neurotrasmettitori, i recettori e gli enzimi che regolano il metabolismo.
Quale differenza tra aminoacidi essenziali e non e quali sono?
La distinzione fra aminoacidi essenziali e non essenziali è fondamentale per capire ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno dal punto di vista della nostra dieta.
Gli aminoacidi essenziali sono definiti con l’acronimo EAA (essential amino acid). Per l’alimentazione umana sono sempre essenziali: fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina.
Inoltre arginina, cisteina, istidina e tirosina sono essenziali durante l’infanzia e lo sviluppo.
BCAA sono quelli non essenziali. Il significato di BCAA è aminoacidi a catena ramificata (in inglese, Branched – chain amino acids). Sono 3: leucina, isoleucina e valina.
In sintesi, gli aminoacidi essenziali sono quelli che il nostro organismo non è in grado di produrre. Essi devono essere necessariamente introdotti con l’alimentazione.
Gli aminoacidi non essenziali possono essere sintetizzati direttamente dall’organismo.
La disponibilità di quanto necessario dipende, quindi, innanzitutto dalla qualità del cibo che consumiamo.
Sintesi proteica e necessità di integrazione, qual è la formula migliore?
La stessa definizione di proteina ad “alto o basso valore biologico” esprime la quantità e la varietà di aminoacidi essenziali che sono presenti in una specifica proteina alimentare. Le proteine di origine animale sono considerate quelle con un più elevato valore biologico. Al primo posto troviamo le proteine dell’uovo, poi quelle del latte, della carne, del pesce, della soia, del riso… eccetera.
Una formula ottimale di integratore a base di aminoacidi dovrebbe perciò contenere tutti gli aminoacidi essenziali, nessuno escluso. L’integrazione di aminoacidi deve avvenire in un preciso rapporto stechiometrico, nel rispetto della fisiologia umana. Per essere davvero completa, ossia cucita su misura per le esigenze umane, la migliore formula dovrebbe contenere contemporaneamente gli aminoacidi essenziali, anche qualche aminoacido non essenziale. A ciò si aggiunga qualche derivato come la N-acetilcisteina che è un precursore di glutatione e l’ornitina alfachetoglutarato un detossificante muscolare dell’azoto in eccesso.
I vantaggi di un’integrazione bilanciata rispetto ai soli BCAA
Il prof. Robert R Wolfe, considerato unanimemente uno dei maggiori esperti mondiali in tema di aminoacidi e nutrizione, ha spiegato chiaramente che la letteratura mondiale non mostra alcuno studio in cui sia stata verificata la crescita muscolare in risposta all’uso dei soli BCAA per via orale.
E anche l’effetto dei tre BCAA per infusione endovenosa, non mostrava un maggiore anabolismo proteico rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare.
Al contrario, solo la disponibilità di tutti i precursori di amminoacidi (i pool di EAA) sono in grado di determinare un aumento significativo della sintesi di proteine muscolari. Quando consumiamo solo i 3 aminoacidi essenziali, come nel caso dei BCAA (Valina, Isoleucina e Leucina), la degradazione muscolare resta l’unica fonte dei rimanenti EAA. In pratica, i BCAA non potranno mai creare, da soli, un tasso anabolico superiore a quello di rottura delle stesse proteine muscolari.
La miscela ideale, soprattutto quando ci troviamo in condizioni di estremo fabbisogno dovrà dunque avere un profilo specifico per le necessità umane. In tale profilo tutti gli aminoacidi essenziali sono in perfetto equilibrio con alcuni non essenziali come serina, cisteina, tirosina …
Focus sull’energia mentale
Uno dei vantaggi ulteriori dei pool completi di tutti gli aminoacidi essenziali, rispetto alle miscele formate dai soli BCAA, oppure da singoli aminoacidi, è quello di promuovere l’energia ma anche l’efficienza mentale durante un lungo allenamento.
L’energia mentale dipende dall’equilibrio fra la serotonina e dopamina. Mentre la prima provoca sensazioni di calma, la seconda stimola sensazioni di eccitazione. Questi due neurotrasmettitori sono prodotti nel cervello a partire rispettivamente dal triptofano (precursore di serotonina) e dalla tirosina (precursore di dopamina). Per questo, specie durante gli allenamenti estenuanti, se viene alterato l’equilibrio tra l’assorbimento di triptofano e l’assorbimento di tirosina prevale la stanchezza mentale anche se si dispone di una buona riserva di energie fisiche.
In definitiva, anche in questo caso, solo l’assunzione di una miscela equilibrata, e non di una composta di soli aminoacidi BCAA, produrrà i risultati sperati.
Quali aminoacidi essenziali e non essenziali servono davvero?
Secondo la regola dell’aminoacido limitante, non è neppure produttivo utilizzare l’aminoacido leucina, da solo, nonostante sia esso fondamentale dal punto di vista della sintesi muscolare. Infatti, se venissero a mancare gli altri essenziali, la sintesi di nuove proteine muscolari sarebbe inibita indipendentemente dalle quantità di leucina disponibili.
Il ruolo dell’istidina
Oggi sappiamo qualcosa di più anche sulla criticità di un altro aminoacido essenziale: l’istidina. Questo aminoacido essenziale non abbonda nei cibi nei quali si trova spesso in una forma parzialmente modificata come 3 o 5 metil-istidina che non è utilizzabile per formare actina e miosina. La supplementazione di istidina, assieme a tutti gli altri aminoacidi essenziali, serve per formare la actina e la miosina e soprattutto per formare il castone dei 4 aminoacidi necessari alla formazione della globina, la molecola che lega il ferro al cuore dell’emoglobina e della mioglobina, proteine fondamentali sia negli sport aerobici quanto in quelli anaerobici.
Quante proteine assumere?
Non c’è dubbio che anche le proteine siano importanti. Ogni atleta necessita di proteine, ma non poi così tanto come normalmente si crede. Esagerare con il consumo di supplementi proteici significa accelerare l’invecchiamento, alterare l’attività mitocondriale. Inoltre, le quantità in eccesso introdotte richiedono un consumo energetico per essere eliminati dall’organismo.
Ricordiamoci, infatti, che le proteine animali, anche le migliori, contengono più aminoacidi non essenziali che aminoacidi essenziali. E che solo il consumo di aminoacidi essenziali può portare effetti favorevoli sulla formazione di nuovi mitocondri influendo favorevolmente sull’energia cellulare e l’efficienza fisica.
Se si introducono troppi non essenziali e pochi essenziali, può anche verificarsi un altro problema serissimo: l’abbassamento delle difese immunitarie, un problema che rischia di compromettere mesi e mesi di fatica e sudore.
In linea generale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’apporto di proteine dovrebbe essere tra i 0,8 e 2 grammi per kg al giorno per un adulto medio. Questo intervallo dipende dal livello di sedentarietà. Ma a grandi linee, una persona di 70 kg deve assumere quotidianamente minimo 56 grammi di proteine.
Roberto Fadda, Dott. in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche