IL TECNICO PREPARATO CHE VALUTA PER PERSONALIZZARE IL LAVORO È UN VANTAGGIO ECONOMICO PER IL CLUB E TECNICO PER IL CLIENTE. UNO STUDIO SUL CAMPO OGGETTO DI TESI UNIVERSITARIA CHE CERTIFICA LA QUALITA’ DEL LAVORO INDIVIDUALIZZATO.

 

Risparmiare…risparmiare…risparmiare…in questo periodo storico, giunti ormai all’ottavo anno di crisi economico finanziaria, tutti cercano di mettere al riparo i propri risparmi.
Secondo alcuni dati ANSA, anche nel settore del fitness si è abbattuta la furia incontrollata della crisi, facendo registrare un calo di iscrizioni di circa il 40% (novembre 2012).

 

In quest’epoca sempre più smart e veloce, è stato possibile assistere ad un dilagarsi di app per rimettersi in forma, improbabili consulenze on line, dilagare di corsi dai nomi improponibili, guerre all’ultimo post tra seguaci dei vari stili alimentari, aperture di catene fitness low-cost senza la presenza di personale tecnico…e via andare! È bene sottolineare che i soldi risparmiati sull’attività fisica rappresentano l’unico caso di “investimento inversamente proporzionale” che si possa fare, il denaro risparmiato oggi viene molto spesso pagato con gli interessi nella fase adulta e anziana della vita, poiché il movimento e l’attività fisica sono le migliori e più efficaci armi di prevenzione rispetto a quasi tutte le patologie, anche le più gravi.

 

L’imprenditoria del fitness ha dovuto scegliere che strada percorrere, al bivio c’è chi ha scelto di investire in un club lowcost (tutto quello che vuoi, quante volte vuoi a prezzi stracciati) e chi ha scelto di investire in un centro di personal training, di investire quindi sulla qualità del servizio offerto (alta capacità tecnica, estrema attenzione verso il cliente e monitoraggio continuo dei risultati).

 

Uno studio universitario iniziato nel novembre del 2015 e durato 15 settimane, sino al febbraio del 2016 (tesi di laurea di M. Mazzilli, Laurea Magistrale presso l’Università degli Studi di Milano in Scienza Tecnica e Didattica dello Sport. Relatore Prof. A. La Torre, Correlatore Prof. S. Zambelli), ha voluto indagare le differenze di risultati ottenuti da un gruppo di persone che hanno seguito programmazioni standardizzate (scheda generica e libera frequenza alle attività di gruppo con iscrizione open presso un centro fitness di Milano) ed un gruppo sperimentale che si è allenato con lezioni di personal training.

 

Le persone reclutate sono 173 soggetti,che sono stati randomizzati (suddivisi secondo le caratteristiche antropometriche e anagrafi che compatibili), divisi per sesso e per obiettivo: gruppo dimagrimento e gruppo ipertrofia.
Ogni gruppo era formato a sua volta da 2 sottogruppi, il “GC gruppo di controllo” ed il “GS gruppo sperimentale”, così come riportato nelle tabelle.

 

 

 

 

La metodica dello studio ha previsto l’assegnazione di una scheda standard per il GC e di una programmazione individualizzata per il GS, quest’ultima preceduta dall’analisi bioimpedenziometrica di composizione corporea (BIVA®) con analizzatore BIA 101 Akern®.
La programmazione standard è, purtroppo, sinonimo non solo di scarsa individualizzazione del carico di lavoro ma anche una sorta di abbandono a se stesso per il cliente: lo scopo dello studio è proprio quello di sottolineare e verificare sul campo la mancanza di risultati registrati dalla fetta di clientela che frequenta i centri fitness.

 

L’analisi statistica dei dati ha previsto l’utilizzo di un AnovaTwo-way con Tuckey post hoc test, oltre ad un’accurata analisi vettoriale dei dati bioelettrici forniteci dal software dedicato, dati riportati sul grafico Biavector® e Biagram® (by Akern, Firenze)

La parte più interessante è la seguente, i risultati registrato dopo 15 settimane di training negli 8 gruppi presi in considerazione, 4 maschili e 4 femminili.

 

 

 

 

 

 

Il primo gruppo preso in esame è il “gruppo dimagrimento uomo”; il gruppo sperimentale, a discapito del gruppo di controllo, ha fatto registrare una tendenza al calo della Fat Mass ed un miglioramento statisticamente significativo nel compartimento della massa cellulare attiva, mentre nessun dato rilevante è stato registrato a livello dei fluidi extracellulari.

 

 

 

In maniera analoga è stato esaminato il “gruppo dimagrimento donna”: qui, al contrario del gruppo uomini, la variabile principale indagata ha fatto registrare un risultato statisticamente significativo, sottolineando un calo della Fat Mass da parte del gruppo sperimentale. Tendenze al miglioramento si registrano anche nel compartimento ECW e nel compartimento della BCM.

 

Così come per i gruppi dimagrimento, anche per i gruppi ipertrofia è stata eseguita la stessa analisi dei dati ed il “gruppo ipertrofia uomini” fa registrare un miglioramento altamente significativo dal punto di vista statistico della BCM del GS, mentre si registra un piccolo decremento nel gruppo di controllo. Anche i fluidi extracellulari e la massa grassa tendono al miglioramento nel gruppo sperimentale ma non nel gruppo di controllo.

 

 

In ultima analisi vengono mostrati i dati del “gruppo ipertrofia donne”, che riporta risultati molto significativi statisticamente non solo nel compartimento target della BCM facendo registrare un miglioramento del gruppo sperimentale, ma riporta anche un importantissimo dato relativo ai fluidi extra cellulari. Il gruppo sperimentale ha visto un decremento dell’ECW, a discapito del gruppo di controllo che invece ha riportato un aumento dei fluidi extra cellulari. Questa situazione può essere definita “fisiologicamente” come acqua da sostituzione, condizione che porta ad un aumento dei fluidi da denaturazione proteica per un omeostasi errata tra carico e recupero. Anche la Fat Mass ha mostrato un miglioramento nel gruppo sperimentale ma non nel GC.

 

La domanda sorge spontanea: quante volte si sono allenati i gruppi? Le tabelle riportate di seguito mostrano ancora una volta come sia la qualità ad avere la meglio sulla quantità, tenendo conto ovviamente anche dell’intensità, del volume e della modulabilità del carico.

 

 

La strategie d’allenamento del gruppo di controllo (allenamento libero) era la seguente:
● Alto volume di lavoro con i sovraccarichi;
● Lavoro cardio estensivo (lungo lento, mediamente 40’ di tappeto o cyclette in totale) o corsi con base aerobica a scelta;
● Frequenza libera – circa 4 sedute a settimana.

 

La strategie d’allenamento del gruppo sperimentale (allenamento con Personal Trainer e valutazione iniziale/finale di composizione corporea) era la seguente:
● Basso volume di lavoro con i sovraccarichi, preferendo l’intensità alla mole di carico (15/20 serie totali, basso numero di ripetizioni, incremento del carico);
● Lavoro cardio individualizzato sulla base della composizione corporea, prediligendo l’ HIIT (da 6’ a 15’ di lavoro totale);
● Frequenza 2 volte a settimana, solo in alcuni casi 3 (soprattutto uomini)

IMPORTANTE: si sottolinea la scelta di lasciare inalterata l’alimentazione di ogni soggetto, a prescindere dal gruppo di appartenenza e dalle scelte personali, in modo da valutare il training come unica variabile al fine di trarre indicazioni a riguardo.
Come si evince dai grafici sotto riportati appare chiaro ed evidente che un lavoro individualizzato e strategicamente programmato porti ad ottenere risultati concreti di dimagrimento ed ipertrofia in uomini e donne frequentanti un centro fitness personal training anche in un lasso di tempo relativamente limitati (15 settimane).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a cura di Stefano Zambelli MFS M.Sc. Direttore Tecnico ISSA Europe & Massimiliano Mazzilli Dottore in Scienze Motorie

 

 

 

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