Ribosomi: cosa sono e quali funzioni svolgono nella sintesi proteica muscolare

i ribosomi hanno una unica funzione la sintesi proteica, tra le ipotesi scientifiche più consolidate vi è quella che possano essere allenati

Quando si parla di crescita muscolare, recupero e adattamento all’allenamento, il pensiero va subito a proteine, amminoacidi e ormoni. Ma c’è un protagonista invisibile, senza il quale nulla di tutto questo sarebbe possibile: i ribosomi.

I ribosomi sono le strutture cellulari responsabili della sintesi proteica, il processo che permette alle cellule di costruire nuove proteine. E poiché il muscolo è fatto principalmente di proteine strutturali e contrattili, comprendere cosa sono i ribosomi e quali funzioni svolgono è fondamentale per capire come avvengono ipertrofia e recupero.

Cosa sono i ribosomi

I ribosomi sono complessi molecolari costituiti da RNA ribosomiale (rRNA) e proteine ribosomali. Non sono cellule e non sono organelli delimitati da membrana come i mitocondri, ma vere e proprie “macchine biologiche” specializzate nella produzione di proteine.

Nell’organismo umano si trovano:

  • liberi nel citoplasma,

  • associati al reticolo endoplasmatico rugoso,

  • all’interno di mitocondri (ribosomi mitocondriali).

Dal punto di vista strutturale, ogni ribosoma è formato da due subunità, una maggiore e una minore, che si assemblano solo durante il processo di traduzione dell’RNA messaggero (mRNA).

Qual è la funzione dei ribosomi

La funzione dei ribosomi è una sola, ma è essenziale: tradurre l’informazione genetica in proteine, più propriamente in catene polipeptidiche.

Questo processo si chiama traduzione e rappresenta la fase finale dell’espressione genica.

In sintesi, il DNA viene trascritto in mRNA, che viene letto dal ribosoma; i tRNA forniscono gli amminoacidi corrispondenti e il ribosoma li unisce formando una catena polipeptidica.

Quella catena diventerà poi una proteina funzionale.

Senza ribosomi non esisterebbero enzimi, ormoni proteici, recettori, trasportatori di membrana né proteine contrattili come actina e miosina. In altre parole, non sarebbe possibile alcuna attività cellulare.

Ribosomi e crescita muscolare

Nel contesto fitness e performance, i ribosomi diventano particolarmente interessanti.

L’allenamento di forza stimola la sintesi proteica muscolare (MPS, Muscle Protein Synthesis). Tuttavia, secondo un’ipotesi supportata da evidenze crescenti, l’aumento della massa muscolare non dipenderebbe solo dall’attivazione acuta della sintesi proteica o dalla disponibilità di amminoacidi. Sarebbe, infatti, correlata anche a un incremento della capacità traslazionale della cellula, cioè dalla sua capacità complessiva di produrre proteine.

La biogenesi ribosomiale (il processo attraverso cui vengono prodotti nuovi ribosomi) è considerata il principale determinante di questa capacità traslazionale. Chaillou e colleghi (2014) nello studio Ribosome biogenesis, propongono, infatti, l’ipotesi che la regolazione della massa muscolare scheletrica avvenga, in larga parte, attraverso la modulazione della biogenesi ribosomiale in risposta a stimoli anabolici (come l’allenamento) e catabolici (come l’inattività o l’atrofia).

Evidenze accumulate negli ultimi anni successivi suggeriscono che la biogenesi ribosomiale rappresenti un determinante chiave della capacità traslazionale della fibra muscolare. Inoltre, indicano che essa è fortemente associata all’ipertrofia indotta dall’allenamento, sebbene il rapporto causale diretto continui a essere oggetto di studio.

Gli effetti pratici della biogenesi ribosomiale

In termini adattativi, l’allenamento aumenta nel breve periodo l’efficienza dei ribosomi già presenti.

Nel lungo periodo, ne incrementa, invece, il numero attraverso la biogenesi ribosomiale. Questo è un meccanismo considerato centrale nello sviluppo dell’ipertrofia.

Un lavoro di squadra

La sintesi proteica è un processo estremamente costoso dal punto di vista energetico.

Ogni legame peptidico richiede ATP, Adenosina Trifosfato.
E l’ATP viene prodotto principalmente dai mitocondri.

Ecco perché performance muscolare, sintesi proteica e metabolismo energetico sono strettamente collegati. Una cellula con mitocondri efficienti può sostenere meglio i processi anabolici.

Questo collegamento è fondamentale anche per comprendere i meccanismi dell’invecchiamento cellulare e dello stress ossidativo, che coinvolgono sia i mitocondri sia strutture legate alla stabilità genetica come i telomeri.

I ribosomi si possono “allenare”?

Direttamente no. Indirettamente sì.

La biogenesi ribosomiale è stimolata da:

  • allenamento contro resistenza,

  • adeguato apporto proteico,

  • sufficiente disponibilità energetica,

  • attivazione della via mTOR.

L’allenamento progressivo non aumenta solo la forza, ma induce adattamenti cellulari profondi che coinvolgono proprio l’apparato di sintesi proteica.

È anche per questo che il recupero è fondamentale per la crescita muscolare. È durante il recupero che la sintesi proteica supera la degradazione, permettendo l’adattamento.

Come varia l’attività ribosomiale

I ribosomi non sono strutture statiche. La loro attività varia in base a:

  • stato nutrizionale,

  • livello di stress cellulare,

  • stimoli ormonali,

  • carico allenante.

In condizioni, per esempio, di restrizione calorica severa (regimi drastici) o stress cronico, la sintesi proteica può ridursi. Questo ha implicazioni importanti non solo per la performance, ma anche per la salute metabolica generale.

Perché i ribosomi sono fondamentali per performance e salute

Capire cosa sono i ribosomi e quali funzioni svolgono significa comprendere uno dei pilastri della fisiologia cellulare.

Sono loro, infatti, a:

  • permettere la crescita muscolare,

  • favorire il recupero,

  • rendere possibile l’adattamento all’allenamento,

  • costruire enzimi e proteine metaboliche,

  • mantenere attiva la macchina cellulare,

Nel grande schema della biologia del fitness, se i mitocondri rappresentano le centrali energetiche, i ribosomi sono le officine costruttrici.

I ribosomi sono il fulcro della sintesi proteica: comprenderne struttura e funzione è essenziale per capire l’adattamento muscolare.

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