Senescenza cellulare: se ne è discusso alla Camera dei Deputati

conferenza stampa sul significato della senescenza cellulare e come evitarla e impegnarsi su longevità attiva

Longevità in salute, invecchiamento attivo, medicina della prevenzione: sono concetti chiave del futuro sanitario e, soprattutto, di ciascuno di noi. Proprio questi temi sono stati  protagonisti a Montecitorio nel corso della conferenza stampa organizzata dalla Fondazione AEON nella Sala Stampa della Camera dei Deputati lo scorso 15 settembre. Il titolo dell’evento, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e dell’industria, era “Senescenza cellulare: le nuove frontiere della medicina della longevità”. Il fine: offrire innovativi spunti per comprendere concretamente il significato di questo fenomeno. Questi hanno animato un importante confronto volto a promuovere soluzioni per una longevità sana e sostenibile.

A sottolineare l’importanza del tema per la collettività è stata Carmen Di Lauro, deputata, Commissione Affari Sociali, che ha fatto gli onori di casa. Di Lauro ha ricordato come la fragilità e la malattia degli anziani rappresentino una preoccupazione crescente per le famiglie italiane.

Allo stesso tempo, ha evidenziato la necessità di puntare su prevenzione e ricerca, sottolineando il valore strategico degli studi in quest’ambito per alleggerire il carico sul Sistema Sanitario Nazionale e promuovere politiche lungimiranti in materia di salute pubblica.

Il significato di senescenza cellulare

Secondo un concetto condiviso dagli studiosi, il significato di senescenza cellulare riguarda il processo biologico attraverso cui le cellule smettono di dividersi, pur rimanendo attive. Tale processo, che esprime una risposta protettiva dell’organismo, per esempio contro il cancro, col tempo si trasforma in una delle principali cause dell’invecchiamento e dello sviluppo di malattie croniche.

Le cellule senescenti, infatti, tendono ad accumularsi nei tessuti e a rilasciare molecole pro-infiammatorie che danneggiano le cellule circostanti, contribuendo a patologie come l’aterosclerosi, il diabete, l’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative.

I relatori della Conferenza sul significato e la ricerca sulla senescenza cellulare
Da sinistra: Ennio Tasciotti, Frederik Beddingfield, Carmen Di Lauro, Marco Quarta, Niccolò Invidia

La visione della Fondazione AEON: estendere la vita in salute

L’aspettativa di vita (lifespan) è aumentata di tre decenni dalla metà del XX secolo.

Tuttavia, non è seguito un allungamento parallelo della salute (healthspan), ostacolata da malattie croniche che affliggono una popolazione sempre più anziana.

Questo gap tra durata della vita e qualità della vita è oggi una sfida riconosciuta.

Secondo la Fondazione AEON, di cui si è fatto portavoce il policy director Niccolò Invidia, che ha moderato l’evento, tale gap va colmato dando priorità a una longevità libera da malattie. Un obiettivo di questo tipo si ottiene conquistando risultati sincronizzati su più livelli: individuale, comunitario e globale.

Una costante assistenza e prevenzione devono permettere a ogni persona di accedere alle policy e tecniche del settore “longevity” per garantire un invecchiamento attivo e l’integrazione nella propria comunità.

Il ruolo di Rubedo Sciences nel dare significato concreto alla ricerca sulla senescenza cellulare

Tra gli interlocutori scientifici di Fondazione AEON figura Rubedo Life Sciences, rappresentata a Montecitorio dal fondatore Marco Quarta e Frederik Beddingfield.

“Nello scenario globale – ha sottolineato Marco Quarta, fondatore e direttore scientifico di Rubedo Life Sciences – l’Italia riveste un ruolo di primo piano. Con longevità non si intende rincorrere il sogno dell’immortalità ma assicurare autonomia e indipendenza alle persone anche nelle ultime fasi della loro vita. Non affrontare la senescenza cellulare vuol dire porsi nella condizione di vivere in una condizione di infiammazione cronica che deve e, sempre più potrà, essere prevenuta”.

Sulla stessa linea, il CEO Frederik Beddingfield ha ricordato che la sfida della ricerca è “rendere le persone più giovani”. Ciò sottolinea come Rubedo stia investendo risorse importanti per raggiungere questo scopo. Ha inoltre evidenziato che la collettività guarda con favore a queste innovazioni. In Italia la Cassa Depositi e Prestiti ha scelto di investire in questo settore, riconoscendone il potenziale non solo medico, ma anche sociale ed economico. Nello specifico, CDP Venture Capital, la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti dedicata alle startup, ha partecipato al recente round di finanziamento di Rubedo Life Sciences, a conferma della rilevanza strategica del settore anche per l’Italia.

Un modello virtuoso: benefici economici e sociali della longevità sana

Si è stimato che agire sulla qualità dell’invecchiamento, riducendo le morbilità e aumentare anche solo di un anno l’aspettativa di vita, avrebbe un impatto economico positivo del valore di 38 trilioni di dollari sulla popolazione statunitense. Questo perché un individuo sano tende a compiere scelte orientate al consumo, alla gestione attiva del tempo libero e ha maggiore forza lavoro.

Utilizzando il modello del valore della vita statistica (VSL), gli studiosi hanno dimostrato che le politiche focalizzate sulla prevenzione dell’invecchiamento creerebbero un processo virtuoso di miglioramento della qualità della vita in età avanzata. In più, il guadagno in aspettativa di vita sarebbe superiore rispetto a quello ottenibile colpendo una singola malattia.

La ricerca su senescenza cellulare è invecchiamento sano è in fermento

A sottolineare la portata di questa sfida è stato anche Ennio Tasciotti, direttore dell’Human Longevity Program all’IRCCS San Raffaele e professore ordinario di Tecnologie mediche e chirurgiche avanzate all’Università San Raffaele.

«La decade 2020-2030 è stata decretata dalle Nazioni Unite e dall’OMS come la decade dell’invecchiamento sano, una necessità considerato l’impatto che può avere a livello sociale ed economico. Le terapie si innestano in un momento vivace della ricerca che mira ad aiutare a rivedere il modo in cui viviamo e siamo attivi nella società. La cosa più interessante a livello scientifico è vedere l’intensità degli sforzi e la qualità della ricerca».

Tasciotti ha ricordato come i filoni attualmente più promettenti spazino su più fronti. Si parla di senolitici, che puntano a eliminare le cellule vecchie prima che provochino danni, ma anche di riprogrammazione parziale del DNA per il ringiovanimento cellulare. È un’opportunità interessante, ma è ancora in fase di sperimentazione sugli animali. Altri gruppi di ricerca lavorano sul potenziamento dell’attività mitocondriale come via per stimolare un invecchiamento in salute. «Il fermento scientifico porta fermento economico – ha aggiunto – perché si creano nuovi business, intrecciando imprenditoria e ricerca. In questo quadro, l’attività della Fondazione AEON è centrale: capace di raggiungere tutti i segmenti e di portare valore in ciascuno».

Invecchiamento e rischio di malattie: i dati parlano chiaro

Per comprendere il crescente interesse nei confronti della ricerca sulla longevità, è necessario analizzare il trend da una prospettiva medico-sanitaria. Nei Paesi ad alto reddito, l’invecchiamento dovrebbe essere considerato il principale fattore di rischio per malattie come il cancro, le malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

Secondo i dati del programma SEER (Surveillance, Epidemiology and End Results) del National Cancer Institute, i tassi di incidenza per tutti i tipi di cancro aumentano con l’età: da meno di 25 casi su 100.000 persone sotto i 20 anni a oltre 1.000 su 100.000 negli over 60. Per le patologie neurologiche, secondo The Lancet, i casi di demenza potrebbero crescere da 57,4 milioni (2019) a 152,8 milioni nel 2050.

Obiettivo della Fondazione AEON: fare dell’Italia una longevity valley

A interpretare questi numeri è stato Nicola Marino, direttore della Fondazione AEON in collegamento video. «L’impegno sulla longevità sana è un pilastro su cui costruire la società del futuro. Il cambiamento socio-demografico getta le basi del nostro avvenire, in particolare in Italia. Ci stiamo indirizzando verso una società della fragilità, caratterizzata da tante persone anziane affette da più patologie. Questo non è solo un problema individuale: la richiesta di servizi sanitari è enorme.

Secondo dati ISTAT la popolazione over 65 è oggi al 24,3 per cento e nel 2050 sarà circa un terzo del totale. Gli over 85 passeranno dal 3,9 per cento del 2025 al 7,2 per cento del 2050. È una vera e propria catastrofe sociale, considerando, tra l’altro, che andiamo verso una riduzione della popolazione italiana».

Marino ha spiegato che la Fondazione vuole «unire le forze per fare in modo che l’Italia passi dall’essere una società della fragilità a una realtà di spicco nell’ambito della longevità in salute, diventando una vera e propria longevity valley. Lavoriamo a politiche di settore, promuovendo un pensiero corale e scientifico. Vogliamo rendere unita la rete italiana e internazionale per creare davvero un modello virtuoso, rappresentativo, appunto, di una longevity valley italiana».

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