Giuseppe Montanari e l’integrazione tra fisiologia dell’esercizio e allenamento della forza

issa europe-giuseppe montanari tra i relatore della convention 2008, medico e divulgatore scientifico

La forza è uno dei concetti più antichi della cultura occidentale. Giuseppe Montanari si inserisce in questa lunga tradizione come medico e studioso della fisiologia dell’esercizio e dell’allenamento della forza.

Prima di essere chilogrammi sollevati o percentuali di 1RM, è stata principio cosmico, potenza filosofica, legge fisica, fenomeno biologico. La storia della forza attraversa oltre duemila anni di pensiero e ricerca. In questa lunga linea evolutiva si inserisce la figura del professor Giuseppe Montanari, medico e studioso della fisiologia dell’esercizio, che ha contribuito a integrare conoscenze cliniche e allenamento della forza in una visione scientifica sistemica.

La forza nella storia del pensiero occidentale

Empedocle (V secolo a.C.) descrive il mondo governato da due forze primarie: attrazione (Philia) e repulsione (Neikos). La forza nasce come principio attivo universale.

Aristotele introduce la dynamis: la potenza, cioè la capacità intrinseca di produrre un cambiamento. È il primo sistema teorico che distingue tra potenziale e attualizzazione, concetto ancora centrale nell’allenamento moderno. Archimede trasforma, invece, la forza in grandezza matematica con il principio della leva. La forza diventa misurabile.

Dal rinascimento alla scienza moderna

Leonardo da Vinci studia il corpo umano come sistema di leve, tensioni e fulcri. Nei suoi disegni anatomici la forza diventa relazione tra struttura e funzione. È l’origine della biomeccanica.

Galileo, dal canto suo, matematizza il moto. Isaac Newton definisce la forza come grandezza fisica (F = m × a). La forza entra nella fisica quantitativa.

Nell’800 nasce la fisiologia muscolare

Angelo Mosso misura la fatica muscolare. Luigi Galvani dimostra, invece, la natura elettrica dell’attivazione muscolare.
Albrecht von Haller definisce, infine, l’irritabilità del tessuto muscolare.

La forza non è più solo meccanica: è fenomeno biologico.

Novecento: la scienza dell’allenamento

A.V. Hill studia metabolismo e consumo di ossigeno nell’esercizio. Åstrand e Rodahl sistematizzano la fisiologia del lavoro muscolare.
Hans Selye introduce la teoria dello stress e dell’adattamento.

Nell’Europa orientale, intanto, nasce la teoria scientifica dell’allenamento.
Lev Matveyev struttura la periodizzazione. Yuri Verkhoshansky integra biomeccanica e neurofisiologia nella shock method.
Vladimir Zatsiorsky formalizza la scienza della forza negli Stati Uniti.
William Kraemer studia le risposte endocrine all’allenamento contro resistenza.
Carmelo Bosco approfondisce la forza reattiva e la valutazione neuromuscolare.

La forza diventa, così, sistema integrato: neurologico, metabolico, endocrino. È proprio in questa fase matura della scienza della forza, quando la dimensione meccanica si integra definitivamente con quella biologica e sistemica, che si colloca il contributo di Giuseppe Montanari.

Giuseppe Montanari e l’integrazione clinica della forza

In questa tradizione si colloca Giuseppe Montanari (1935–2023).

Medico, primario di anestesia e rianimazione, docente presso la Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti–Pescara, Montanari ha operato nel momento in cui la medicina dello sport italiana dialogava con la grande ricerca internazionale sulla fisiologia muscolare e sugli adattamenti allo sforzo.

Il suo contributo si articola in tre direttrici:

  1. fisiologia cellulare dell’esercizio,
  2. metabolismo e adattamenti sistemici,
  3. applicazione clinica alla metodologia dell’allenamento.

Nel Trattato di medicina dello sport applicata al calcio (con Calligaris e Vecchiet) integra biomeccanica, fisiologia muscolare e prevenzione.

Nei suoi insegnamenti approfondisce:

  • ruolo del calcio nel sarcomero,
  • metabolismo ossidativo e anaerobico,
  • stress ossidativo,
  • adattamenti neuromuscolari indotti dall’allenamento della forza,
  • risposta cardiovascolare allo sforzo.

In questo senso, Giuseppe Montanari non si limita a trasmettere conoscenze tecniche, ma interpreta la forza come fenomeno clinico e sistemico, coerente con l’intera evoluzione storica del concetto.

La forza, nella sua visione, non è semplice incremento di carico esterno, ma risposta biologica complessa dell’organismo, centrale tanto nella preparazione atletica quanto nella prevenzione clinica.

Il contributo di Giuseppe Montanari alla divulgazione scientifica con ISSA Europe

Negli anni, Giuseppe Montanari ha contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura scientifica nell’ambito della medicina dello sport e della fisiologia dell’esercizio anche attraverso la collaborazione con ISSA Europe.

Durante le Convention e gli eventi formativi, ha partecipato attivamente alla divulgazione dei fondamenti fisiologici dell’allenamento della forza, contribuendo a elevare il livello culturale del dibattito tecnico e a promuovere un approccio scientificamente fondato alla preparazione fisica.

Giuseppe Montanari e Adriano Borelli alla Convention ISSA Europe del 2006
Giuseppe Montanari con Adriano Borelli, fondatore di ISSA Europe, in occasione della Convention aziendale del 2006

Il suo intervento nelle attività congressuali ha rappresentato un ponte tra ricerca accademica e formazione professionale, rafforzando la missione di ISSA Europe nella diffusione di una cultura del fitness basata su evidenze scientifiche, metodo e responsabilità clinica.

La visione sistemica dell’allenamento della forza

Oggi sappiamo che la forza coinvolge:

  • sistema nervoso centrale,
  • coordinazione inter e intramuscolare,
  • metabolismo energetico,
  • risposta ormonale,
  • plasticità neuromuscolare,
  • recupero e adattamento.

L’allenamento della forza non può essere ridotto a programmazione dei carichi. È interazione tra stimolo, adattamento e regolazione sistemica.

Venticinque secoli di scienza della forza

Per comprendere il contributo di Giuseppe Montanari alla scienza della forza, è utile ripercorrere sinteticamente le tappe fondamentali dell’evoluzione del concetto di forza nella storia.

  • V secolo a.C. Empedocle: forze cosmiche
  • IV secolo a.C. Aristotele: dynamis
  • III secolo a.C. Archimede: principio della leva
  • XV secolo Leonardo: biomeccanica anatomica
  • XVII secolo Newton: legge della forza
  • XIX secolo Mosso: fatica muscolare
  • XX secolo Hill: metabolismo muscolare
  • XX secolo Matveyev: periodizzazione
  • XX secolo Verkhoshansky: pliometria
  • XX secolo Bosco: forza reattiva
  • XX–XXI secolo Montanari: integrazione clinica e fisiologica

Giuseppe Montanari, per un quadro coerente della conoscenza sulla forza

La forza nasce come principio filosofico, diventa legge fisica, si trasforma in fenomeno biologico e, infine, in sistema metodologico.

Giuseppe Montanari rappresenta una figura di integrazione in questa lunga evoluzione. Un medico che ha saputo collegare fisiologia dell’esercizio e allenamento della forza in un quadro coerente, scientificamente fondato e culturalmente elevato.

In un’epoca in cui il fitness rischia di ridursi a estetica o marketing, il suo lavoro ricorda che la forza è conoscenza prima di essere prestazione.

 

Bibliografia consigliata

Aristotele. Metafisica.
Archimede. Sulle leve e gli equilibri.
Leonardo da Vinci. Codice Atlantico.
Newton I. Philosophiae Naturalis Principia Mathematica.
Mosso A. La Fatica.
Hill A.V. Muscular Movement in Man.
Åstrand P.O., Rodahl K. Textbook of Work Physiology.
Selye H. The Stress of Life.
Matveyev L. Periodization of Sports Training.
Verkhoshansky Y., Siff M. Supertraining.
Zatsiorsky V., Kraemer W. Science and Practice of Strength Training.
Bosco C. La forza muscolare.
Calligaris A., Montanari G., Vecchiet L. Trattato di medicina dello sport applicata al calcio.

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