Integrare con competenza: Aminoacidi essenziali e non solo.
Nel mio lavoro di nutrizionista sportivo, mi capita ogni giorno di visitare pazienti che praticano sport a livello agonistico, non…
Nel mio lavoro di nutrizionista sportivo, mi capita ogni giorno di visitare pazienti che praticano sport a livello agonistico, non…
La pandemia del coronavirus che in questi ultimi mesi ha colpito non solo il nostro Paese ma il mondo intero ha distolto l'attenzione da un problema di interesse globale che era emerso sin dall'inizio del 2020. Si tratta della gestione delle risorse alimentari in relazione alla popolazione mondiale sempre in vertiginoso aumento (si parla di oltre miliardi di esseri umani) con risorse alimentari in costante diminuzione. Detto ciò la strada maestra per affrontare questo problema vitale è partire dalla constatazione che la difesa della salute passa attraverso una corretta alimentazione che non si realizza solo con l'attività medicale e sanitaria in genere ma anche e direi soprattutto con la prevenzione. Quest'ultima, infatti, è di portata ben più ampia potendo e dovendo essere attuata sia dai singoli che da chiunque, in qualsiasi ramo della società, abbia il potere di incidere sugli altri. Si pensi, ad esempio, ai datori di lavoro sia pubblici che privati.
Qualcosa si sta muovendo in questi ultimi mesi, che prelude ad un nuovo modo di intendere la prevenzione primaria. Si assiste ogni giorno ad un superamento della sua attuale collocazione in campo esclusivamente sanitario. Essa viene rimodulata nel senso che si possa realizzare con un buon stile di vita, coll'attività motoria e con una corretta alimentazione. Siamo in presenza di una innovazione veramente epocale in quanto l'attività motoria e sportiva, la nutrizione e la corretta alimentazione vengono ufficialmente elevate ad atti finalizzati alla prevenzione delle malattie e, quindi, alla difesa di uno dei diritti fondamentali della persona quale quello della salute. Va, così, prendendo corpo una visione multidisciplinare della prevenzione a favore di soggetti sani in cui una parte attiva di primo rilievo viene assegnata oltre che ai medici anche a soggetti non medici ma qualificati professionalmente non solo nella preparazione sportiva e nel fitness ma anche nella nutrizione ed alimentazione in generale; ovviamente riservando ai medici ogni competenza quando tutte le attività suddette siano svolte a favore di persone ammalate che, in ragione della patologia di cui sono portatori, debbano obbligatoriamente seguire un determinato regime.
Il rapporto fra qualità e quantità della nutrizione ed efficienza si sta facendo sempre più complesso. La raccolta dei dati che la ricerca in vitro e sperimentale e quella epidemiologica continuano ad accumulare è enorme, e la interpretazione sempre più complessa.
Uno dei problemi della nutrizione umana, sia che si parli di persone onnivore, vegetariane, vegane, crudiste o fruttariane, è che le proteine contenute nei cibi presenti in natura sono troppo povere di AMINOACIDI ESSENZIALI (EAA) mentre abbondano di AMINOACIDI NON ESSENZIALI (NEAA).
Molti studenti, una volta certificati, hanno trovato le porte spalancate riguardo alla professione di Personal Trainer. Altri hanno invece iniziato come istruttori, molti hanno migliorato il proprio fisico attraverso alimentazione a allenamento personalizzati.
La performance sportiva dell’atleta è chiaramente influenzata dal suo stato di benessere, ma nonostante questo sia un principio di facile condivisione, non è altrettanto facile ottenere un quadro atto a valutare nel complesso lo stato di benessere.