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William Kraemer è una delle figure più influenti e rigorose nella storia delle scienze dell’allenamento con sovraccarichi. Professore universitario, ricercatore, autore e dirigente scientifico, ha contribuito in modo decisivo a trasformare l’allenamento della forza da pratica empirica a disciplina fondata su basi fisiologiche, endocrinologiche e neuromuscolari solide.
Il suo lavoro ha collegato in modo sistematico endocrinologia, fisiologia dell’esercizio e programmazione dell’allenamento, ponendo le fondamenta della moderna scienza della performance.
Carriera accademica e scientifica di William J. Kraemer
Il Dr. William J. Kraemer è stato Full Professor presso The Ohio State University, dove dal settembre 2014 ha diretto il Neuroscience/Neuromuscular Laboratory dedicato allo studio della performance umana. Dopo il pensionamento nel gennaio 2022, mantiene il ruolo di Adjunct Professor ed è Senior Advisor for Sports Performance and Sports Sciences, membro del Performance Innovation Team e dell’Human Performance Consortium del Dipartimento di Atletica.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto cattedre universitarie anche presso Pennsylvania State University, Ball State University e University of Connecticut, con incarichi associati alle rispettive medical school. In precedenza è stato ufficiale commissionato dell’United States Army, operando come capitano presso l’U.S. Army Research Institute of Environmental Medicine di Natick (Massachusetts), dove ha condotto ricerche sulla fisiologia e sulla preparazione fisica dei soldati.
Dalla pratica al laboratorio
Nato il 19 marzo 1953 a Wausau, Wisconsin, Kraemer ha un background che unisce esperienza pratica e rigore scientifico. Prima della carriera accademica è stato insegnante e allenatore di football, wrestling e atletica, oltre che strength coach a livello scolastico e universitario.
Durante gli studi in educazione fisica e salute all’Università del Wisconsin–La Crosse fu un weight trainer (cioè si allenava regolarmente con i pesi) quando ancora non era una pratica diffusa e ottenne riconoscimenti sportivi nel football.
Dopo il master in fisiologia dell’esercizio all’Università del Wyoming e il dottorato completato nel 1984, ha iniziato una carriera scientifica che avrebbe ridefinito il modo di studiare e programmare l’allenamento con i pesi.
Nel corso degli anni ha seguito e formato oltre 30 dottorandi, più di 100 studenti magistrali e innumerevoli undergraduate (cioè ragazzi del primo ciclo universitario). Ciò ha lasciato un’impronta profonda anche sul piano didattico.
Produzione scientifica e riconoscimenti
William Kraemer è autore o co-autore di oltre 500 articoli peer-reviewed, più di 12 libri, oltre 100 capitoli e numerose pubblicazioni educative. Le sue opere superano le 58.000 citazioni, collocandolo stabilmente tra lo 0,5–1% dei ricercatori più citati al mondo nel suo campo. È stato riconosciuto come numero uno tra gli sport scientist nel settore.
Si è distinto per essere Fellow (titolo di riconoscimento scientifico conferito dalle società accademiche) di numerose organizzazioni scientifiche, tra cui ACSM, NSCA, American College of Nutrition, International Society of Sports Nutrition ed è membro dell’Endocrine Society e dell’American Physiological Society.
È stato presidente per due mandati della NSCA, oltre a ricoprire ruoli nel Board of Trustees dell’ACSM.
Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti figurano:
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Expertscape Award (2015) come principale esperto nazionale nella ricerca sull’allenamento di resistenza;
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Dottorato honoris causa in Scienze della Salute (Università di Jyväskylä, Finlandia, 2016);
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Lifetime Achievement Award NSCA;
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Citation Award ACSM (2020);
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University Medal dell’Università di Jyväskylä (2009), primo non-finlandese a riceverla.
Allenamento, endocrinologia e adattamento: i contributi scientifici di William Kraemer
Uno dei contributi centrali di William Kraemer riguarda la comprensione delle risposte ormonali acute all’allenamento con i pesi e il loro ruolo nei processi adattativi.
In una pubblicazione redatta in collaborazione con Steven J. Fleck, Kraemer ha evidenziato come il coinvolgimento della massa muscolare sia direttamente legato al numero di ripetizioni portate a cedimento con un determinato carico. A parità di intensità relativa (es. 75% 1RM), un maggior numero di ripetizioni a cedimento implica un maggiore reclutamento muscolare.
Allo stesso tempo, Kraemer ha mostrato che tempi di esecuzione più lenti, a parità di carico, riducono il numero di ripetizioni possibili, con il rischio di limitare il massimo reclutamento delle unità motorie.
Una review fondamentale di Kraemer e Ratamess (2005) ha confermato che i protocolli ad alto volume, con intensità moderata o alta, recuperi brevi e coinvolgimento di grandi masse muscolari, producono le maggiori risposte ormonali acute (testosterone, GH e anche cortisolo), Ciò accade diversamente rispetto a protocolli a basso volume, alta intensità e recuperi lunghi. Questo lavoro ha avuto un impatto diretto sulla comprensione della programmazione dell’allenamento della forza e dell’ipertrofia.
Scienza contro pseudo-scienza
Kraemer è stato anche una voce critica nei confronti della deriva commerciale e pseudo-scientifica che ha caratterizzato parte del settore negli anni ’70 e ’80.
Nel suo testo Designing Resistance Training Programs sottolinea come marketing e attrezzature abbiano spesso influenzato le decisioni di allenatori privi di adeguata formazione scientifica.
In linea con altri ricercatori come Frederick C. Hatfield e Bryan Haycock, Kraemer ha contribuito a smontare l’idea che modelli come HIT e Heavy Duty fossero fondati su una reale comprensione della fisiologia muscolare, evidenziando la distanza tra filosofia dell’intensità percepita e meccanismi cellulari dell’adattamento.
L’eredità di William Kraemer
L’approccio scientifico di William Kraemer si è caratterizzato per lo studio degli adattamenti all’allenamento di resistenza su un ampio spettro di popolazioni (inclusi gli anziani) e livelli di analisi, dal cervello alla cellula. Ha considerato dagli atleti competitivi alla popolazione anziana.
La sua carriera, in sintesi, ha contribuito a rendere l’allenamento della forza una disciplina sempre più fondata su basi fisiologiche ed endocrinologiche, collegando in modo strutturato ricerca scientifica e pratica applicativa.


