Perdita di massa muscolare: quando comincia e come contrastare la sarcopenia

perdita di massa muscolare perché avviene, in che proporzioni si manifesta il fenomeno e cosa fare per contrastarlo

Un recente studio longitudinale svedese (ossia condotto dal Karolinska Institutet nel corso di 47 anni su uno stesso gruppo di persone), ha portato alla luce un dato che merita attenzione. Il declino della forma fisica e della forza muscolare non è un evento esclusivo della terza età, ma inizia già intorno ai 35 anni. La ricerca, parte dello Swedish Physical Activity and Fitness Study (SPAF), ha seguito per quasi mezzo secolo uomini e donne, offrendo una solida prospettiva sull’evoluzione della capacità fisica e sulla perdita di massa muscolare lungo l’arco della vita adulta.

Il risultato centrale è chiaro: la perdita di performance è progressiva e fisiologica, ma non inevitabile nei suoi effetti. Anche chi ha iniziato a praticare attività fisica in età adulta ha mostrato miglioramenti significativi della propria capacità fisica, con incrementi fino al 10%.

Un dato che sposta il focus dalla nostalgia della “forma perduta” alla responsabilità della prevenzione attiva.

Questo scenario si inserisce pienamente in un tema più ampio e spesso sottovalutato: la sarcopenia, ovvero la perdita progressiva di massa e forza muscolare legata all’invecchiamento.

Sarcopenia: il significato di una perdita silenziosa di massa muscolare

Il termine sarcopenia deriva il suo significato dal greco: sarx (carne) e penia (perdita). Indica una perdita graduale della massa muscolare, accompagnata da un decadimento funzionale. Non si tratta di una malattia, ma di una condizione fisiologica che accompagna l’età, fortemente influenzata dallo stile di vita.

A livello biologico, l’invecchiamento muscolare comporta sia una riduzione quantitativa della massa (sarcopenia in senso stretto), sia una perdita qualitativa della forza, nota come dinapenia. Questo processo ha conseguenze misurabili: ogni punto percentuale di massa muscolare persa può tradursi in una diminuzione della forza pari a circa il 4%.

Il picco di massa muscolare viene raggiunto intorno ai 30 anni. Da quel momento inizia una lenta decrescita che diventa più marcata dopo i 60. Prima della sarcopenia conclamata esiste però una fase intermedia, la presarcopenia, caratterizzata da segnali iniziali e spesso ancora reversibili. È proprio in questa fase che la prevenzione può fare la differenza, anche se viene frequentemente trascurata.

Cosa emerge dallo studio: il declino inizia presto, ma si può rallentare

Lo studio del Karolinska Institutet conferma concretamente che il decadimento fisico inizia prima di quanto comunemente si creda, indipendentemente dall’attività svolta in gioventù. Tuttavia, testimonia che l’attività fisica praticata in età adulta è in grado di migliorare la capacità funzionale e di rallentare la perdita.

L’esercizio non arresta completamente il declino, ma ne modifica la traiettoria. Questo dato rafforza l’idea che la sarcopenia non sia un destino inevitabile, bensì una condizione affrontabile con consapevolezza e metodo.

Cosa rende questo studio particolarmente rilevante

Uno degli elementi distintivi dello Swedish Physical Activity and Fitness Study (SPAF) è l’impostazione metodologica. Gran parte delle ricerche precedenti, infatti, si basano su confronti tra gruppi di età differenti osservati in un singolo momento storico. Questo studio ha seguito le stesse persone nel tempo, ripetendo periodicamente le verifiche di fitness, forza e resistenza muscolare.

Questo approccio consente di osservare le variazioni individuali reali della capacità fisica con l’avanzare dell’età, riducendo le distorsioni tipiche degli studi trasversali. Non si tratta quindi di un confronto teorico tra generazioni, ma di un’osservazione diretta di come la performance fisica cambia negli stessi individui nel corso dei decenni.

Il campione è composto da diverse centinaia di uomini e donne selezionati casualmente, con un’età iniziale compresa tra i 16 e i 63 anni al momento dell’arruolamento.

Il significato dei risultati nel tempo

Le misurazioni ripetute mostrano che il declino della capacità fisica non è improvviso né legato esclusivamente alla vecchiaia. Segue un andamento progressivo che inizia già nella piena età adulta. Dopo i 35 anni, la perdita di massa muscolare e forza procede gradualmente e tende ad accentuarsi con l’avanzare dell’età.

Un aspetto centrale dello studio riguarda il ruolo dell’attività fisica praticata nel corso della vita. I dati indicano che, pur non potendo arrestare completamente il declino, l’esercizio fisico è in grado di modificarne l’andamento. I partecipanti che hanno iniziato a essere fisicamente attivi in età adulta hanno registrato miglioramenti misurabili della capacità fisica, con incrementi compresi tra il 5 e il 10 per cento.

Ciò rende evidente il fatto che esistono margini di adattamento funzionale anche quando l’esercizio viene introdotto più tardi.

Una ricerca ancora in corso

Lo SPAF non è un progetto concluso. I ricercatori hanno annunciato una nuova fase di valutazione quando i partecipanti raggiungeranno l’età di 68 anni.

L’obiettivo è approfondire ulteriormente il legame tra cambiamenti della performance fisica, salute generale e fattori legati allo stile di vita, ampliando la comprensione dei processi che accompagnano l’invecchiamento.

Un nuovo significato di prevenzione nel contrastare la perdita di massa muscolare

Il messaggio che emerge con forza, tanto dallo studio svedese quanto dalle evidenze più recenti, è che la perdita di massa muscolare può essere rallentata e gestita anche negli anziani.

L’attività fisica non è un accessorio del benessere, ma uno strumento di tutela della funzionalità, dell’autonomia e, come rilevato in tanti studi, della salute cognitiva.

In questo senso, contrastare la sarcopenia significa restituire alla prevenzione il suo significato più autentico. Non inseguire la forma fisica ideale, ma preservare nel tempo un corpo capace di sostenere la vita, in tutte le sue dimensioni.

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