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Il tumore al seno rappresenta oggi la forma di cancro più diagnosticata nelle donne a livello globale. Negli ultimi anni i progressi nella diagnosi e nelle terapie hanno migliorato significativamente la sopravvivenza. Tuttavia, le proiezioni epidemiologiche indicano che il numero di casi continuerà a crescere nei prossimi decenni. Come cercare di prevenire il tumore al seno? Cosa fare per evitare l’insorgere della malattia, fermo restando che screening periodici sono fondamentali per individuarla precocemente?
Prevenire il tumore al seno, una sfida globale
Secondo una recente analisi pubblicata su The Lancet Oncology, i nuovi casi di tumore al seno nel mondo potrebbero aumentare da circa 2,3 milioni nel 2023 a oltre 3,5 milioni nel 2050, con un incremento di circa un terzo. Nello stesso periodo i decessi potrebbero raggiungere 1,4 milioni all’anno, con una crescita stimata del 44%.
Questi numeri riflettono diversi fattori: l’invecchiamento della popolazione, la crescita demografica e l’esposizione a determinati fattori di rischio legati allo stile di vita.
Secondo un’analisi del Global Burden of Disease Study 2023, circa il 28% del carico globale del tumore al seno (misurato in anni di vita persi in buona salute (DALYs)) è attribuibile a fattori di rischio su cui è possibile intervenire. Tale dato suggerisce che una parte significativa dell’impatto della malattia potrebbe essere ridotta intervenendo su alcune abitudini quotidiane.
Come prevenire tumore al seno
Quando si parla di tumore al seno è importante distinguere tra fattori di rischio non modificabili (come età, predisposizione genetica o storia familiare) e fattori modificabili, su cui invece è possibile intervenire.
Gli studi epidemiologici mostrano che una quota rilevante del rischio oncologico è associata proprio allo stile di vita. Secondo le analisi del Global Burden of Disease Study, oltre un quarto degli anni di vita persi in buona salute a causa del tumore al seno è attribuibile a fattori modificabili, come obesità, alimentazione poco equilibrata, consumo di alcol, fumo, glicemia elevata e bassa attività fisica.
Questo significa che, pur non esistendo una strategia capace di eliminare completamente il rischio, alcuni comportamenti possono contribuire in modo significativo alla prevenzione.
Tra gli elementi più studiati ci sono:
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il mantenimento di un peso corporeo sano,
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una alimentazione equilibrata ricca di alimenti vegetali,
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la riduzione del consumo di alcol,
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la cessazione del fumo,
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la pratica regolare di attività fisica.
Questi fattori non agiscono isolatamente, ma influenzano diversi meccanismi biologici coinvolti nello sviluppo dei tumori: dal metabolismo degli ormoni alla regolazione del sistema immunitario.
I 6 fattori di rischio modificabili individuati dalla ricerca
Il Global Burden of Disease Study 2023 ha individuato sei principali fattori su cui è possibile agire.
Tra questi, il contributo maggiore è associato a una dieta ricca di carne rossa, che da sola rappresenta circa l’11% del carico complessivo della malattia.
Seguono il consumo di tabacco, compresa l’esposizione al fumo passivo (8%), e livelli elevati di glucosio nel sangue (6%).
Anche il sovrappeso e l’obesità, misurati attraverso un indice di massa corporea elevato, contribuiscono in modo significativo (4%).
Completano il quadro il consumo di alcol e la scarsa attività fisica, entrambi responsabili di circa il 2% del carico globale.
Questi dati assumono particolare rilevanza se si considera che il tumore al seno è oggi la neoplasia più diagnosticata tra le donne nel mondo. Proprio per questo la ricerca scientifica sottolinea sempre di più l’importanza di strategie preventive che includano anche il movimento e l’adozione di abitudini salutari nel lungo periodo.
Attività fisica per prevenire tumore al seno, 4 fattori di protezione
L’attività fisica rappresenta uno degli strumenti più studiati nella prevenzione oncologica. Numerose ricerche indicano che il movimento regolare può contribuire sia alla riduzione del rischio di sviluppare alcuni tumori, sia al miglioramento della prognosi nelle persone che hanno già ricevuto una diagnosi.
I benefici dell’esercizio fisico sono legati a diversi meccanismi biologici.
Composizione corporea
L’attività fisica contribuisce al mantenimento di una composizione corporea equilibrata, riducendo la percentuale di grasso corporeo. Il tessuto adiposo, infatti, non è solo un deposito energetico. È anche un organo metabolicamente attivo che produce ormoni e molecole infiammatorie.
Un eccesso di grasso corporeo è associato a livelli più elevati di estrogeni, ormoni che possono favorire la crescita di alcune forme di tumore al seno.
Infiammazione cronica
La sedentarietà e il sovrappeso sono collegati a uno stato di infiammazione cronica di basso grado, considerato uno dei fattori che favoriscono l’insorgenza di diverse patologie, tra cui alcuni tumori.
L’attività fisica regolare contribuisce a ridurre i livelli di infiammazione sistemica, migliorando l’equilibrio metabolico dell’organismo.
Metabolismo ormonale
L’attività fisica influisce su diversi meccanismi biologici che possono avere un ruolo nel rischio oncologico. Da un lato contribuisce a regolare il metabolismo degli estrogeni, ormoni coinvolti nello sviluppo di alcune forme di tumore al seno. Il movimento, soprattutto se praticato con regolarità, aiuta a modulare la produzione di questi ormoni. Questo è particolarmente importante in riferimento all’allenamento in menopausa.
Dall’altro lato l’esercizio fisico migliora la sensibilità all’insulina e la regolazione della glicemia. La sedentarietà e l’eccesso di peso possono favorire l’insulino-resistenza, una condizione in cui l’organismo produce quantità più elevate di insulina per mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Questa alterazione metabolica è stata associata a un aumento dell’infiammazione sistemica e all’attivazione di fattori di crescita cellulare che possono favorire lo sviluppo di diverse patologie croniche, compresi alcuni tumori.
Sistema immunitario
Un altro aspetto sempre più studiato riguarda il ruolo dello stile di vita sul sistema immunitario. L’attività fisica moderata e regolare è associata a una migliore risposta immunitaria e a una maggiore capacità dell’organismo di riconoscere e contrastare cellule potenzialmente anomale.
Stile di vita e tumori prevenibili
Non tutti i tumori sono prevenibili, perché molti dipendono da fattori genetici o da processi biologici complessi. Tuttavia, la ricerca scientifica mostra che una quota significativa dei tumori è associata a fattori di rischio modificabili.
Il legame tra stile di vita e tumori è ormai ampiamente documentato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 30% e il 50% dei casi di cancro potrebbe essere prevenuto intervenendo sui principali fattori di rischio modificabili, come fumo, consumo di alcol, alimentazione non equilibrata, sovrappeso e sedentarietà.
Analisi più recenti condotte dall’OMS insieme all’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) stimano che circa il 37% dei tumori diagnosticati nel mondo sia legato a cause prevenibili, evidenziando l’importanza di strategie di prevenzione basate anche sullo stile di vita.
In questo scenario, l’attività fisica rappresenta uno degli strumenti più accessibili per prevenire il tumore al seno e promuovere benessere nel lungo periodo. L’esercizio diviene, cioè, parte di una strategia più ampia di salute pubblica. Muoversi di più, ridurre la sedentarietà e mantenere una buona forma fisica sono azioni semplici, ma con un impatto potenzialmente rilevante sulla salute nel lungo periodo.
La prevenzione, in fondo, è anche questo: costruire la salute giorno dopo giorno, attraverso le scelte quotidiane.

