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Per molto tempo il benessere è stato associato al controllo: calorie da contare, allenamenti da ottimizzare e obiettivi da raggiungere. Oggi, però, questo approccio sembra lasciare spazio a una visione più flessibile. Secondo una ricerca di mercato realizzata da Ipsos Doxa per un’azienda privata, l’85% degli italiani prende decisioni legate al proprio benessere seguendo l’umore del momento. Un dato che evidenzia un cambiamento nel rapporto tra benessere, salute e performance: l’attenzione non è più rivolta soltanto ai risultati, ma anche alla gestione dell’energia mentale e dell’equilibrio quotidiano.
Inoltre, il 61% degli intervistati afferma di voler mantenere abitudini salutari senza trasformarle in un’ossessione, mentre soltanto il 7% continua a identificarsi in un approccio fortemente orientato alla performance e al monitoraggio costante.
Il benessere diventa anche una questione di energia mentale
La ricerca mostra come stia cambiando anche il linguaggio utilizzato per descrivere il benessere. Accanto ai tradizionali indicatori come passi, calorie e allenamenti, entrano sempre più spesso termini come “social battery”, “brain fog”, “wellness snacking” e “bed rot” (marcire a letto). Secondo gli autori dell’indagine, questi concetti riflettono una crescente attenzione verso gli aspetti emotivi ed energetici della vita quotidiana.
Non sorprende, quindi, che il 41% degli italiani vorrebbe comprendere meglio la propria stabilità emotiva, il 39% desideri monitorare il livello di energia fisica e il 31% sia interessato a migliorare il recupero e la qualità del sonno.
Millennials e Gen Z: due modi diversi di vivere il wellness
L’indagine evidenzia anche differenze generazionali. I Millennials sembrano ricercare un equilibrio più strutturato. Il 58% preferisce una pianificazione flessibile delle proprie abitudini e il 28% desidera una tecnologia che supporti il benessere senza risultare invasiva. Questa generazione presta, inoltre, particolare attenzione alla gestione della propria “social battery”, cioè dell’energia dedicata alle relazioni sociali.
La Gen Z, invece, vive il benessere in modo più dinamico. Da un lato pratica il cosiddetto “bed rot” per recuperare energie (15%). Dall’altro ricorre ad allenamenti ad alta intensità (14%) come forma di sfogo mentale. Secondo la ricerca, non si tratta di una contraddizione, ma di un modo diverso di gestire i propri livelli di energia.
Inoltre, il 37% dei giovani appartenenti alla Gen Z si aspetta una tecnologia più empatica, capace di adattarsi alle esigenze quotidiane invece di imporre schemi rigidi.
Come cambiano anche i modi di ricaricare le energie
Anche le strategie utilizzate per recuperare energie risultano differenti. I Millennials preferiscono soprattutto:
- il contatto con la natura (42%)
- e pratiche come yoga, meditazione e respirazione profonda (20%).
La Gen Z, invece, sceglie attività più brevi e immediate. Il 34% si riconosce nel cosiddetto “wellness snacking”, cioè piccoli momenti di benessere distribuiti durante la giornata, mentre il 33% predilige attività leggere e ludiche capaci di offrire un sollievo emotivo immediato.
La tecnologia non serve più solo a misurare
Il ruolo dei dispositivi indossabili sembra evolversi. Se in passato smartwatch e wearable erano utilizzati principalmente per contare passi o monitorare l’attività fisica, oggi il 37% delle persone dichiara di desiderare strumenti in grado di comprendere aspetti come stress, recupero, livelli di energia e stati emotivi.
Secondo la ricerca, quindi, cresce la richiesta di tecnologie capaci non soltanto di raccogliere dati, ma anche di accompagnare le persone nella gestione del proprio benessere quotidiano.
Un nuovo equilibrio tra benessere, salute e performance
I risultati della ricerca descrivono un cambiamento culturale nel modo di interpretare il benessere. L’attenzione non sembra essere più concentrata esclusivamente sulla performance o sul raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi. Al contrario, emerge il desiderio di trovare un equilibrio sostenibile tra salute fisica, energia mentale e qualità della vita.
In questa prospettiva, il concetto di benessere, salute e performance assume un significato più ampio, nel quale la tecnologia viene percepita come uno strumento di supporto capace di adattarsi ai bisogni delle persone, piuttosto che imporre modelli uguali per tutti.

