Dieta chetogenica: cos’è, come funziona, cosa mangiare e quali sono i rischi

dieta chetogenica, come funziona ed esempi di cosa mangiare anche per vegetariani e vegani, tutto ciò che c'è da sapere anche sul fatto che sia sicura e per chi non lo è

Dieta chetogenica in sintesi
La dieta chetogenica riduce fortemente i carboidrati per indurre la chetosi. Non è necessariamente una dieta iperproteica e può favorire la perdita di peso, ma non elimina il ruolo del bilancio energetico. Nei piccoli studi condotti su persone allenate non ha determinato riduzioni significative della forza. Non è però adatta a tutti e presenta controindicazioni che richiedono una valutazione individuale.

La dieta chetogenica è una delle strategie alimentari più discusse degli ultimi anni, citata sui social, nelle palestre e nelle conversazioni sul dimagrimento, ma spesso senza sapere davvero come funzioni.

C’è chi la considera la soluzione definitiva per perdere peso, chi la ritiene troppo restrittiva e chi la confonde con una semplice dieta ricca di proteine. In realtà, si tratta di un approccio alimentare ben preciso, basato su meccanismi fisiologici studiati dalla scienza e utilizzato da anni in diversi ambiti.

Ma cos’è esattamente la dieta chetogenica, come funziona, cosa si può mangiare e quali sono i possibili rischi? In questa guida rispondiamo alle domande più frequenti, analizzando vantaggi, svantaggi e controindicazioni di uno dei regimi alimentari più cercati del momento.

Cos’è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica è un regime alimentare caratterizzato da una drastica riduzione dei carboidrati. Alcuni studi indicano una quota di carboidrati per lo più compresa tra 20 e 50 grammi al giorno, con un apporto adeguato di proteine e una quota maggiore di grassi. L’obiettivo è indurre uno stato metabolico chiamato chetosi.

Dieta chetogenica e dieta iperproteica sono la stessa cosa?

Una dieta chetogenica non coincide necessariamente con una dieta iperproteica. La sua caratteristica distintiva è la marcata riduzione dei carboidrati, accompagnata da un apporto proteico adeguato e da una quota di grassi variabile in base al protocollo.

Come funziona la dieta chetogenica?

In condizioni normali il nostro organismo utilizza soprattutto il glucosio derivato dai carboidrati come carburante. Quando pane, pasta, riso, zuccheri e altri alimenti ricchi di carboidrati vengono ridotti drasticamente, il corpo è costretto a cambiare strategia. Dopo alcuni giorni inizia a produrre corpi chetonici a partire dai grassi, utilizzandoli come fonte alternativa di energia. Questo passaggio metabolico è chiamato chetosi ed è il principio alla base di questa dieta.

In pratica, riducendo drasticamente i carboidrati, l’organismo esaurisce progressivamente le riserve di glicogeno e aumenta la produzione di corpi chetonici. Queste molecole possono essere utilizzate da molti tessuti e anche dal cervello come fonte energetica alternativa al glucosio.

Cos’è la chetosi in sintesi?

La chetosi è un processo fisiologico che si attiva quando il glucosio disponibile diminuisce in modo significativo. In questa situazione il fegato produce corpi chetonici, che diventano una fonte alternativa di energia per l’organismo.

Chetosi e chetoacidosi sono la stessa cosa?

No. La chetosi nutrizionale è un adattamento fisiologico che può verificarsi durante il digiuno o in seguito a una forte riduzione dei carboidrati. In presenza di una normale funzione insulinica, la produzione e l’utilizzo dei corpi chetonici restano regolate.

La chetoacidosi, invece, è una condizione patologica caratterizzata da una concentrazione molto elevata di corpi chetonici e da una riduzione del pH del sangue. Può verificarsi soprattutto nel diabete scompensato e richiede un intervento medico. Le due condizioni, quindi, non devono essere confuse.

Cosa mangiare nella dieta chetogenica?

Una dieta chetogenica prevede principalmente:

  • uova;
  • carne;
  • pesce;
  • tonno;
  • pollo;
  • avocado;
  • verdure a basso contenuto di carboidrati;
  • fonti di grassi alimentari.

Quali alimenti sono limitati o esclusi?

Per mantenere lo stato di chetosi è necessario limitare fortemente gli alimenti ricchi di carboidrati, tra cui: pane, pasta, riso, dolci, vino e gran parte della frutta.

Esempio di menu della dieta chetogenica

Di seguito un esempio di giornata alimentare compatibile con i principi della dieta chetogenica descritti in letteratura scientifica e basato su alimenti comunemente utilizzati nei protocolli chetogenici.

Colazione

  • Omelette con 2-3 uova
  • Formaggio stagionato in piccola quantità
  • Caffè o tè senza zucchero

Pranzo

  • Petto di pollo alla griglia
  • Insalata verde con olio extravergine d’oliva
  • Mezzo avocado

Spuntino facoltativo

  • Una porzione moderata di frutta secca a guscio, ad esempio noci o mandorle

Cena

  • Salmone, tonno o altro pesce grasso
  • Zucchine, broccoli o altre verdure a basso contenuto di carboidrati
  • Condimento a base di olio extravergine d’oliva

Bevande consentite

  • Acqua
  • Tè non zuccherato
  • Caffè non zuccherato
Importante
Questo menu ha esclusivamente finalità informative e rappresenta un esempio generico di alimentazione chetogenica. Non costituisce un piano alimentare personalizzato né una prescrizione nutrizionale. Il fabbisogno energetico, la quantità di proteine, grassi e carboidrati e la scelta degli alimenti devono essere adattati alle caratteristiche individuali, agli obiettivi e all’eventuale presenza di patologie, preferibilmente con il supporto di un medico o di un professionista della nutrizione.

La dieta chetogenica prevede sempre lo stesso menu?

No, perché il menu varia in base a età, sesso, peso corporeo, attività fisica e obiettivi, come dimagrimento, mantenimento o supporto sportivo.

Per quanto tempo si può seguire una dieta chetogenica?

La durata può variare in funzione degli obiettivi e delle condizioni individuali. In ambito clinico e sportivo vengono utilizzati protocolli di diversa durata, ma il mantenimento della chetosi richiede una costante limitazione dei carboidrati.

Non esiste una durata valida per tutti i protocolli. Gli studi hanno esaminato interventi molto differenti per composizione, apporto energetico, popolazione e durata. Una meta-analisi di 13 studi randomizzati con almeno 12 mesi di follow-up ha riscontrato una perdita di peso leggermente maggiore con una dieta chetogenica a bassissimo contenuto di carboidrati rispetto a una dieta a basso contenuto di grassi. La differenza media, tuttavia, era inferiore a un chilogrammo. Questo risultato non permette di stabilire per quanto tempo una singola persona debba seguire la dieta.

La durata deve essere determinata considerando obiettivi, condizioni di salute, sostenibilità e, in generale, serve prevedere il monitoraggio di un professionista.

Dieta chetogenica e dimagrimento: perché favorisce la perdita di peso?

La dieta chetogenica può favorire la perdita di peso, ma i meccanismi coinvolti non sono riconducibili a un unico effetto. Tra quelli maggiormente studiati vi sono:

  • una possibile riduzione dell’appetito durante la chetosi;
  • una diversa risposta di alcuni segnali coinvolti nella fame e nella sazietà;
  • un aumento dell’utilizzo dei grassi come fonte energetica;
  • l’effetto termico delle proteine, quando la loro quota alimentare aumenta;
  • la riduzione complessiva dell’apporto energetico, favorita in alcuni casi dalla maggiore sazietà e dalla natura restrittiva della dieta.

Non è invece dimostrato che la dieta chetogenica produca un rilevante “vantaggio metabolico” indipendente dalle calorie assunte. Negli studi controllati di Kevin Hall, il passaggio a una dieta chetogenica a parità di calorie ha prodotto soltanto un piccolo e transitorio incremento del dispendio energetico.

Quanto si perde con la dieta chetogenica?

Le risposte individuali possono essere molto diverse. Nei primi giorni la perdita di peso è dovuta soprattutto alla riduzione delle riserve di glicogeno e dell’acqua associata.

La successiva evoluzione della massa grassa dipende dal bilancio energetico, dalla durata del protocollo, dalle caratteristiche individuali e dall’aderenza alla dieta.

La velocità del dimagrimento può variare sensibilmente in base al peso di partenza, all’aderenza alla dieta e allo stile di vita. Gli studi mostrano, tuttavia, che questo approccio è efficace nel favorire la perdita di peso e promuovere la ricomposizione corporea (obiettivo anche di altri regimi alimentari), soprattutto nei soggetti obesi.

Dieta chetogenica e forza: influisce sulle prestazioni?

Alcuni studi condotti su gruppi relativamente piccoli di persone allenate non hanno osservato una riduzione significativa della forza o della potenza muscolare durante una dieta chetogenica. I risultati, tuttavia, riguardano protocolli, durate e discipline specifiche e non possono essere automaticamente estesi a tutti gli sport o a tutti gli atleti.

Per esempio, in uno studio su otto ginnasti artistici di alto livello, 30 giorni di dieta chetogenica hanno ridotto peso e massa grassa senza peggiorare i risultati nei test di forza e potenza. Risultati compatibili sono stati osservati anche in piccoli studi su uomini e donne allenati con i pesi e su atleti di powerlifting e sollevamento pesi.

Dieta chetogenica e massa muscolare

Le evidenze disponibili non dimostrano che la dieta chetogenica sia superiore ad altri approcci alimentari per aumentare la massa muscolare. Alcuni studi suggeriscono che, se associata a un apporto proteico adeguato e all’allenamento contro resistenza, possa contribuire a conservare la massa magra durante la perdita di grasso. Questo risultato non equivale, però, a una maggiore capacità di produrre ipertrofia.

In uno studio randomizzato su uomini allenati, otto settimane di dieta chetogenica associate ad allenamento contro resistenza hanno determinato una riduzione della massa grassa e del grasso viscerale, senza un aumento significativo della massa muscolare. L’aumento della massa magra è stato osservato nel gruppo che seguiva la dieta non chetogenica.

Anche uno studio condotto su bodybuilder natural per due mesi non ha dimostrato una superiorità della dieta chetogenica nell’aumento della massa muscolare.

Nel complesso, questi risultati suggeriscono che la dieta possa essere utilizzata in alcuni percorsi di riduzione della massa grassa, ma non rappresenti necessariamente la scelta ottimale quando l’obiettivo prioritario è l’ipertrofia.

La dieta chetogenica è sicura?

La sicurezza della dieta chetogenica dipende dal tipo di protocollo, dalla sua durata e dalle condizioni della persona. Nei soggetti senza controindicazioni può essere utilizzata sotto supervisione e con un monitoraggio adeguato, ma non è un regime alimentare adatto indistintamente a tutti.

Quali sono i rischi e gli effetti collaterali?

Tra gli effetti indesiderati che possono comparire durante una dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico sono stati rilevati dagli studiosi:

  • stipsi;
  • aumento del fabbisogno di acqua;
  • difficoltà di adesione alla dieta nel lungo periodo.

La frequenza e l’intensità degli effetti indesiderati dipendono comunque dal tipo di dieta chetogenica e dalle caratteristiche individuali.

Perché la dieta chetogenica è sconsigliata in alcuni casi?

La dieta chetogenica non è indicata per tutti. Le principali controindicazioni riportate in una studio condotto  comprendono:

  • gravidanza;
  • allattamento;
  • insufficienza renale;
  • insufficienza epatica;
  • diabete di tipo 1;
  • porfiria;
  • recente infarto miocardico;
  • alcolismo.

Vantaggi e svantaggi

Tra i principali vantaggi troviamo la capacità di favorire la riduzione della massa grassa senza compromettere la forza muscolare. Tra gli svantaggi vi sono, invece, la forte restrizione dei carboidrati e la necessità di seguire il protocollo con particolare rigore.

In conclusione, può essere efficace e sicura, ma richiede attenzione, costanza e una valutazione preventiva delle eventuali controindicazioni.

Le informazioni riportate derivano dalla letteratura scientifica più recente. In caso di patologie o esigenze specifiche è sempre opportuno rivolgersi a un medico o a un professionista della nutrizione.

Dieta chetogenica vegana: è possibile?

Sebbene la dieta chetogenica sia tradizionalmente associata al consumo di carne, pesce, uova e formaggi, esistono anche versioni vegetariane e vegane. In questi casi è necessario prestare particolare attenzione all’apporto proteico e alla scelta delle fonti di grassi. Tra gli alimenti più utilizzati in una dieta chetogenica vegana troviamo:

  • avocado;
  • olive;
  • olio extravergine d’oliva;
  • olio di cocco;
  • frutta secca a guscio;
  • semi oleosi;
  • tofu;
  • tempeh;
  • verdure a basso contenuto di carboidrati.

Poiché molte fonti vegetali di proteine contengono anche quantità significative di carboidrati, seguire una dieta chetogenica vegana può risultare più complesso rispetto alla versione tradizionale e richiede una pianificazione accurata.

Revisione e supervisione editoriale: Barbara Arianna Borelli

FAQ – Domande frequenti sulla dieta chetogenica

Per quanto tempo si può fare la dieta chetogenica?

Non esiste una durata uguale per tutti. La dieta chetogenica può essere utilizzata per periodi differenti in base agli obiettivi e alle condizioni individuali. Ciò che accomuna tutti i protocolli è la necessità di mantenere una forte limitazione dei carboidrati per conservare lo stato di chetosi. Per questo motivo la durata del percorso dovrebbe essere valutata insieme a un professionista della nutrizione.

Cosa mangiare nella dieta chetogenica vegetariana o vegana?

Anche una dieta chetogenica vegetariana o vegana può essere impostata, purché vengano scelti con attenzione gli alimenti. Nella versione vegetariana si possono utilizzare uova, formaggi, yogurt greco, avocado, olive, frutta secca e verdure a basso contenuto di carboidrati. Nella versione vegana trovano invece spazio tofu, tempeh, avocado, olive, semi oleosi, frutta secca e verdure povere di carboidrati. Trattandosi di approcci più restrittivi rispetto alla dieta chetogenica tradizionale, è consigliabile pianificarli con particolare attenzione.

La dieta chetogenica fa perdere peso velocemente?

Nei primi giorni il calo di peso è dovuto soprattutto alla riduzione delle riserve di glicogeno e dell'acqua ad esse associate. Successivamente la perdita di peso riflette in misura crescente la riduzione della massa grassa. La velocità del dimagrimento può comunque variare sensibilmente da persona a persona.

Quali altre diete esistono per dimagrire?

La dieta chetogenica non è l'unico approccio utile per perdere peso. Il principio fondamentale alla base del dimagrimento è infatti il deficit calorico, ovvero una situazione in cui l'organismo consuma più energia di quanta ne introduca attraverso l'alimentazione. Per questo motivo esistono diversi modelli alimentari che possono favorire la perdita di peso se correttamente impostati e sostenibili nel tempo. La scelta della strategia più adatta dipende dalle esigenze individuali, dalle condizioni di salute e dalle preferenze personali.
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