Dieta detox funziona davvero? Cosa dice la scienza

dieta detox funziona o no? la domanda è da cosa dobbiamo disintossicarci? ecco perché il corpo è perfettamente in grado di gestire il detox

La dieta detox funziona davvero oppure i suoi effetti dipendono soprattutto dalle restrizioni alimentari che la caratterizzano? Una revisione critica delle evidenze scientifiche non ha trovato studi clinici randomizzati capaci di dimostrare l’efficacia delle diete detox commerciali nell’uomo. Il termine “detox”, tuttavia, continua a essere utilizzato frequentemente per promuovere tisane, succhi, pasti sostitutivi, integratori e altri prodotti ai quali vengono attribuite proprietà depurative o dimagranti.

Il successo di queste proposte aumenta soprattutto dopo periodi di pasti abbondanti, per esempio al termine delle festività o in prossimità dell’estate. Tuttavia, prima di parlare di disintossicazione, bisognerebbe chiarire da quali sostanze dovrebbe liberarsi l’organismo e attraverso quale processo.

La questione, infatti, non riguarda soltanto l’efficacia di una determinata dieta. Occorre innanzitutto distinguere i normali meccanismi attraverso i quali il corpo elimina le sostanze di scarto dal concetto commerciale di “detox”.

Dieta detox: come funziona secondo chi la propone?

Per comprendere come funziona la dieta detox, almeno nelle intenzioni di chi la promuove, bisogna partire dal suo presupposto. Alcune sostanze considerate dannose si accumulerebbero nell’organismo e determinati alimenti o programmi dietetici potrebbero favorirne l’eliminazione. Il problema è che, nelle comunicazioni commerciali, queste presunte tossine raramente vengono identificate e misurate. Di conseguenza, non è sempre possibile sapere:

  • quali sostanze dovrebbero essere eliminate;
  • in quali tessuti si sarebbero accumulate;
  • come verrebbe verificata la loro eliminazione;
  • quale meccanismo renderebbe “detox” un alimento o un prodotto;
  • quali risultati si potrebbero ottenere e in quanto tempo.

In ambito scientifico e medico, invece, il concetto di tossina ha un significato preciso. Si riferisce a sostanze capaci di danneggiare gli organismi viventi, anche in quantità ridotte. Rientrano in questa categoria, per esempio, alcuni metalli pesanti, la tossina botulinica, quella tetanica, l’alcol metilico ed etilico e determinati interferenti endocrini.

La disintossicazione, in medicina, può indicare anche il percorso seguito per liberare una persona dalla dipendenza da alcol o droghe. Si tratta, dunque, di un processo molto diverso da quello evocato dalle pubblicità di succhi, tisane e diete purificanti.

Come si disintossica realmente il corpo

L’organismo possiede già sistemi deputati all’eliminazione delle sostanze di scarto prodotte dal metabolismo. Questa funzione viene svolta dall’apparato escretore, formato principalmente da fegato e reni, con il contributo dell’apparato digerente, dei polmoni, del sistema linfatico, della pelle e del sangue.

Il fegato svolge numerose funzioni legate alla digestione, alla difesa dell’organismo e alla trasformazione delle sostanze potenzialmente nocive. I reni, invece, filtrano il sangue ed eliminano attraverso l’urina una parte importante dei prodotti di scarto. L’apparato escretore contribuisce inoltre a:

  • regolare l’equilibrio tra acqua e sali;
  • mantenere il pH del sangue entro limiti molto precisi;
  • eliminare i prodotti di rifiuto, in particolare quelli azotati.

La maggior parte delle sostanze non si accumula indefinitamente nel corpo, ma viene gestita ed eliminata grazie al lavoro combinato di questi organi. Per questo motivo, in una persona sana, non è necessario “attivare” un sistema detox attraverso un particolare succo o una dieta temporanea.

Quanti giorni ci vogliono per disintossicare il corpo?

Non è possibile indicare quanti giorni ci vogliono per disintossicare il corpo senza specificare da quale sostanza e in quale condizione. Il concetto generico di accumulo di tossine sul quale si basano molte diete detox non identifica, infatti, un composto preciso da eliminare.

Di conseguenza, non esiste un periodo standard entro il quale l’organismo completerebbe una generica depurazione. Fegato, reni e gli altri organi coinvolti nei processi escretori lavorano continuamente, non soltanto durante i giorni in cui si segue una dieta particolare.

Diverso sarebbe il caso di un’intossicazione reale o dell’esposizione a una sostanza nociva identificata. Tuttavia, questa è una condizione di competenza medica e non coincide con il significato commerciale attribuito alla parola “detox”.

Quanto deve durare una dieta detox?

Chiedersi quanto deve durare una dieta detox presuppone che esista un protocollo scientificamente definito, con una durata stabilita e risultati verificabili. Il materiale scientifico esaminato, però, non permette di individuare un periodo ideale.

A oggi, non esistono prove scientifiche solide che dimostrino l’efficacia delle diete detox nell’eliminare tossine dall’organismo. Inoltre, le ricerche condotte su alcuni trattamenti alternativi presentano limiti importanti. In diversi casi, infatti, i risultati vengono valutati attraverso questionari sul benessere percepito e non mediante misurazioni oggettive delle sostanze eliminate.

Pertanto, non si può affermare che una dieta detox debba durare tre giorni, una settimana o un periodo più lungo. Una durata del genere sarebbe una scelta arbitraria, non una conclusione ricavabile dalle evidenze riportate.

Quali sono gli effetti di una dieta detox?

Gli effetti dipendono dal tipo di programma seguito. Molte diete definite detox sono fortemente ipocaloriche e possono quindi determinare una rapida riduzione iniziale del peso. Tuttavia, questa conseguenza non dimostra che siano state eliminate particolari tossine.

Alcuni alimenti e sostanze impiegati in questi regimi possono avere effetti diuretici, lassativi o antinfiammatori. Tra quelli citati più frequentemente rientrano finocchio, liquirizia, curcuma, cardo mariano ed estratto di carciofo. Queste proprietà non autorizzano, però, a descriverli automaticamente come alimenti “detox”. Favorire la diuresi o modificare la funzionalità intestinale non equivale a rimuovere dal corpo tossine non identificate.

D’altra parte, anche una corretta idratazione sostiene le normali funzioni dell’organismo. L’acqua partecipa al metabolismo epatico, alla secrezione biliare, alla digestione, all’assorbimento e all’escrezione dei metaboliti. Tuttavia, bere acqua e mantenersi adeguatamente idratati non significa sottoporsi a una terapia disintossicante.

Quali sono i sintomi del detox?

Non esistono sintomi del detox scientificamente definiti se con questa espressione si intende una generica depurazione ottenuta attraverso tisane, succhi o restrizioni alimentari.

Per poter associare determinati sintomi a un processo di disintossicazione bisognerebbe innanzitutto identificare , come suddetto, la sostanza coinvolta e misurarne la presenza prima e dopo il trattamento. Senza questi elementi, eventuali sensazioni riferite durante una dieta non dimostrano che l’organismo stia eliminando tossine.

Il benessere percepito può essere un dato interessante, ma non sostituisce una valutazione oggettiva dell’efficacia e della sicurezza di un trattamento.

Quanti chili si perdono con la dieta detox?

Una revisione dedicata alle strategie dimagranti più popolari ha rilevato che gli studi a sostegno dei programmi detox sono limitati e non permettono di dimostrarne l’efficacia nel mantenimento del peso a lungo termine.

In pratica, non si può stabilire quanti chili si perdono con la dieta detox. Non esiste, infatti, un unico modello di dieta detox e non viene indicata una perdita di peso precisa.

Alcuni regimi possono produrre un calo iniziale perché riducono in modo considerevole l’apporto calorico, confermando il fatto che per perdere peso occorre un deficit calorico. Ciò non significa, però, che abbiano eliminato tossine o che abbiano attivato un particolare meccanismo bruciagrassi.

Inoltre, dimagrire e “disintossicarsi” sono due concetti differenti. Le abbuffate e un’alimentazione eccessiva protratta nel tempo possono favorire l’aumento di peso, ma non determinano necessariamente un’intossicazione che debba essere corretta con metodi più o meno fantasiosi.

Dieta detox, ananas e alimenti bruciagrassi

La dieta detox viene spesso associata a sostanze considerate capaci di bruciare i grassi. Uno degli alimenti più conosciuti in questo ambito è l’ananas. L’ananas è un frutto ricco di acqua e fibre e caratterizzato da un apporto calorico contenuto. Il suo gambo contiene bromelina, un enzima proteolitico che interviene sulle proteine e può favorirne la digestione. Tuttavia, questa attività non corrisponde alla lipolisi, cioè alla mobilizzazione dei grassi depositati nel tessuto adiposo. Un esperimento condotto su cellule adipose coltivate in laboratorio ha dimostrato che la bromelina del gambo interferisce con la formazione degli adipociti. Tuttavia, si tratta di un risultato in vitro, non della dimostrazione di un effetto dimagrante nell’essere umano. Un risultato ottenuto su cellule coltivate in laboratorio, però, non dimostra che l’ananas bruci il grasso corporeo nell’essere umano. Altri studi hanno esaminato i possibili effetti della bromelina sull’edema e sulla ritenzione di liquidi, senza dimostrare che l’ananas favorisca la perdita di grasso corporeo.

Pertanto, è giusto consumare l’ananas per le sue caratteristiche nutrizionali, ma non dovrebbe essere presentato come un alimento dimagrante o disintossicante.

Tè verde: detox o possibile aiuto durante l’attività fisica?

Anche il tè verde viene spesso inserito nelle diete detox. Le catechine che contiene possiedono proprietà antiossidanti, ma “antiossidante” e “detox” non sono sinonimi. Un antiossidante contrasta o rallenta determinati processi ossidativi; ciò non significa che elimini genericamente le tossine dal corpo.

Una revisione sistematica con metanalisi ha rilevato un effetto contenuto delle catechine del tè verde sul peso corporeo. Inoltre, una parte dell’effetto osservato è stata attribuita alla caffeina naturalmente presente nella bevanda.

In un esperimento condotto su uomini sani, l’assunzione acuta di estratto di tè verde ha aumentato l’ossidazione dei grassi durante un esercizio di intensità moderata (30 minuti di esercizio in bicicletta al 60% del massimo consumo di ossigeno). In questo caso, l’ossidazione dei grassi è risultata superiore del 17% rispetto al placebo e all’acqua.

Un’altra ricerca ha coinvolto 30 donne in sovrappeso sottoposte per otto settimane a esercizio aerobico di intensità moderata. Il peso, il BMI, il rapporto tra vita e fianchi e la percentuale di grasso corporeo sono diminuiti nei gruppi che si allenavano, con risultati maggiori nelle partecipanti che assumevano anche l’estratto di tè verde.

In entrambi i casi, però, l’elemento centrale rimane l’attività fisica. Inoltre, una variazione percentuale dell’ossidazione dei grassi deve essere interpretata considerando anche la quantità assoluta, che durante l’esercizio può corrispondere soltanto a poche decine di grammi.

I trattamenti depurativi possono comportare dei rischi

È importante sottolineare che alcune pratiche presentate come disintossicanti non sono semplicemente prive di prove solide, ma possono anche comportare dei rischi.

La terapia chelante, per esempio, utilizza composti come l’EDTA per favorire l’eliminazione dei metalli. Dosaggi elevati e ripetuti possono rimuovere anche sostanze indispensabili per l’organismo, con conseguenze potenzialmente molto gravi.

La pulizia del colon non è priva di rischi e non dovrebbe essere confusa con i normali processi attraverso i quali l’organismo elimina le sostanze di scarto. Il fatto che possa determinare lo svuotamento intestinale non dimostra che sia necessaria per depurare una persona sana.

Questi trattamenti non devono essere confusi con la normale attività dell’apparato escretore né con interventi medici rivolti a intossicazioni effettivamente diagnosticate.

La dieta detox funziona oppure no?

Alla luce delle fonti riportate, non ci sono risultati convincenti che dimostrino l’efficacia delle diete detox nell’eliminazione di tossine dal corpo. Inoltre, l’organismo sano possiede già un sistema efficiente per gestire ed espellere gran parte dei prodotti di scarto.

Una dieta molto restrittiva può far diminuire rapidamente il peso perché riduce l’apporto energetico. Una tisana può aumentare la diuresi e alcuni alimenti possono sostenere le normali funzioni digestive, epatiche o renali. Nessuno di questi effetti, però, dimostra l’esistenza di una generica azione disintossicante.

Nel Registro europeo delle indicazioni nutrizionali e sulla salute risultano non autorizzate diverse indicazioni che attribuivano a specifici ingredienti effetti “detox” o bruciagrassi, perché gli effetti dichiarati non erano stati sufficientemente dimostrati sulla base delle evidenze scientifiche esaminate. Inoltre, la Commissione europea chiarisce che un’indicazione relativa al rapporto tra un alimento e la salute può essere autorizzata soltanto quando è sostenuta da prove scientifiche e risulta comprensibile per i consumatori.

La conclusione, quindi, non è che alimenti come ananas, tè verde, finocchio o carciofo siano inutili. Significa, piuttosto, che le loro proprietà reali non devono essere trasformate in promesse dimagranti o depurative non dimostrate. Per liberarsi dalle false convinzioni sul detox, il primo passo è distinguere ciò che avviene realmente nell’organismo da ciò che viene costruito dal marketing.

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