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La memoria di lavoro, ovvero la capacità del cervello di trattenere e manipolare informazioni per compiti complessi come calcoli, decisioni e ragionamento, è un pilastro fondamentale per apprendimento e produttività. Un suo indebolimento è spesso associato a difficoltà cognitive e disturbi della salute mentale. Un recente studio condotto presso l’Universidad Rey Juan Carlos dimostra che il legame tra esercizio fisico e cervello è più stretto di quanto si pensasse. Allenarsi regolarmente o fare attività intensa subito prima di un compito mentale può migliorare sensibilmente le prestazioni cognitive.
Nello studio stesso si arriva, infatti, a suggerire che sia le aziende che i centri educativi debbano promuovere allenamento e, in particolare, esercizio fisico cronico e acuto. Con ciò si intende, cioè sia attività fisica svolta regolarmente per potenziare le funzionalità cognitive, sia quella acuta (per esempio, HIIT ad alta intensità) da eseguire immediatamente prima di un’azione che richiede l’uso della memoria di lavoro.
Cosa emerge indagando la correlazione tra esercizio fisico e cervello
In base alla ricerca che ha coinvolto 73 adulti tra i 18 e i 65 anni, è emerso che:
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esercizio cronico: migliora sia la capacità di ricordare immagini, sia la precisione nelle operazioni matematiche. Questo vuol dire che i benefici si estendono a più componenti della memoria di lavoro;
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l’esercizio acuto: produce un “effetto booster” immediato, ma solo sulla memoria visuo-spaziale;
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non sono emerse interazioni significative tra i due tipi di attività: agiscono su aspetti diversi, ma complementari.
Per ottenere tali evidenze, il campione, suddiviso in 2 gruppi, è stato sottoposto a due prove cognitive: test di immagini (memoria visuo-spaziale) e test matematico (memoria verbale e decision-making).
Un gruppo ha eseguito un’ora di allenamento funzionale ad alta intensità (HIFT) immediatamente prima dei test, mentre tutti i partecipanti sono stati classificati anche in base al livello di attività fisica settimanale secondo i criteri OMS.
Interpretazione dei dati e implicazioni pratiche
Gli studiosi indicano che l’esercizio acuto favorisce compiti che richiedono attenzione visiva e memoria spaziale.
D’altra parte, l’esercizio cronico potenzia stabilmente più funzioni cognitive, incluse quelle legate al linguaggio e al ragionamento.
In sintesi, esercizio fisico e cervello interagiscono in modi diversi a seconda che l’attività sia costante o immediata.
I suggerimenti che derivano da tutto questo sono per le:
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scuole e università: di promuovere attività fisica regolare per migliorare apprendimento e concentrazione;
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aziende: di prevedere spazi per sessioni brevi e intense di allenamento, da svolgere prima di compiti cognitivi complessi.
Il messaggio è chiaro: esercizio fisico e cervello sono strettamente connessi.
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Muoversi con costanza rafforza la memoria di lavoro in modo stabile e globale.
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Fare attività intensa subito prima di un compito può dare un vantaggio immediato sulla memoria visiva e spaziale.



