Riccardo Spiga: il Personal Trainer “perfetto” spiega perché non inseguire la perfezione

Riccardo Spiga è un uomo con un fisico perfetto, come Personal Trainer spiega quali sono i veri criteri da seguire per l'allenamento

Che si parli di fisico perfetto per un uomo o ideale per una donna, la domanda di fondo è la stessa: cosa significa davvero avere un corpo al massimo della forma?

A questa domanda Riccardo Spiga, Personal Trainer di 41 anni dal fisico muscoloso e definito, protagonista di copertine e servizi fotografici, propone immediatamente un cambio di prospettiva. Il suo messaggio non è inseguire la perfezione estetica, ma allenarsi per sentirsi in salute e fare prevenzione.

Un approccio che nasce dall’esperienza sul campo e dalla formazione acquisita negli anni, costantemente aggiornata nel tempo. Oggi gli studi scientifici confermano che l’esercizio fisico rappresenta un fattore determinante per la salute e per un invecchiamento attivo. Si parla sempre più di longevità, ma è fondamentale riportare questo concetto al suo significato più concreto: vivere a lungo, sì, ma in salute.

Dallo sport alla svolta: come nasce un Personal Trainer

“Mi sono sempre dato da fare nella vita, ho sempre saputo che bisogna rimboccarsi le maniche qualsiasi obiettivo volessi raggiungere”.

Nella sua storia, la disciplina non arriva all’improvviso: è qualcosa che si costruisce nel tempo. Fin da bambino Riccardo Spiga vive lo sport come una costante, passando dal nuoto all’atletica, al calcio. “Mio padre mi ha sempre spronato a fare attività fisica”.

Poi, intorno ai 25 anni, quel rapporto con l’allenamento cambia forma. Non è più soltanto movimento, prestazione o passione: diventa una ricerca. Nasce l’esigenza di migliorare il proprio fisico e, soprattutto, di capire cosa ci sia davvero dietro alla crescita muscolare.

Spiga racconta l'impegno su se stesso come uomo per trasformare il suo in un fisico perfetto“Mi sono appassionato al funzionamento del corpo, volevo capire perché e come ottenere certi risultati”. È in quel momento che prende corpo una consapevolezza che oggi Spiga ripete spesso: costruire un cambiamento reale richiede impegno, tempo e costanza.

E lo stesso vale per chi decide di trasformare l’allenamento in una professione. Nel fitness non esistono formule magiche: né per ottenere risultati personali, né per lavorare seriamente in questo settore.

ISSA, studio e metodo: dalla passione alla professione

Riccardo Spiga è sempre vissuto a Cagliari. E proprio per questo, all’inizio, trovare una formazione realmente qualificata nel settore non è stato immediato. La passione per l’allenamento cresceva, così come il desiderio di approfondire, ma serviva un metodo, una base solida, qualcosa che andasse oltre l’esperienza personale.

La svolta arriva grazie a un amico, che gli parla di ISSA Europe e della struttura scientifica del percorso. Non un corso improvvisato, ma un programma costruito su fisiologia, biomeccanica, adattamenti e così via. “Mi avrebbe aiutato a capire come funziona l’ipertrofia, non solo per esperienza personale”.

Da lì, il passaggio dalla passione alla professione inizia a prendere forma. Non come salto nel vuoto, ma come cammino strutturato, fatto di studio e aggiornamento continuo.

“ISSA Europe offriva una formazione solida a chi come me, altrimenti, avrebbe potuto pensare a una laurea. Io ho preferito impegnarmi con questa scuola che affianca teoria e pratica, perché mi avrebbe permesso di lavorare subito come Personal Trainer”.

Riccardo segue il corso a Roma. In quel periodo lavora ancora come dipendente in una grande azienda, anche se già possiede il brevetto di istruttore di nuoto e arrotonda con quello. È proprio lo studio, però, a trasformarsi nella base concreta per cambiare strada.

“La certificazione CFT (Certified Fitness Trainer) mi ha permesso di costruire le basi per cambiare lavoro”. Il Personal Training diventa così la sua attività principale. Una scelta presa non da giovanissimo, ma proprio per questo ben ponderata e preparata.

Quando un uomo con un fisico “perfetto” allontana i clienti

All’inizio, come spesso accade, l’obiettivo era chiaro: costruire il proprio fisico. Era un percorso personale, nato dalla curiosità e diventato negli anni una ricerca costante di miglioramento. “Sicuramente, poi ho pensato e, d’altra parte mi veniva chiesto, di trasferire questa mia capacità ad altri”.

Con il tempo, però, arriva una consapevolezza meno scontata. Quel fisico che agli occhi di molti rappresenta un punto di arrivo, nella relazione con i clienti può trasformarsi in un’arma a doppio taglio. “Mi sono reso conto che questo tipo di fisico avvicina clienti, ma in tanti casi capita che li allontani. La perfezione, la definizione rischiano di trasferire una immagine di sé di freddezza, di lontananza”.

Donne, over 50 e anziani: l’imbarazzo di sentirsi fuori posto

Il fisico muscoloso, definito, quello che sul web viene percepito come ideale, può intimidire. Per esempio, le donne spesso temono di “diventare troppo muscolose”. Le persone più adulte o anziane possono sentirsi nel contesto sbagliato. In generale, non tutti hanno gli stessi scopi anche solo dal punto di vista estetico.

“Sono stato su copertine di riviste, ho avuto soddisfazioni personali in questo senso, ma allenarsi non è per questo”.

Il punto è importamte: il fisico perfetto in un uomo non è un fine, ma eventualmente una conseguenza di uno stile di vita sano e coerente.

Sacrifici, alimentazione e costanza: cosa c’è dietro il risultato

Per Spiga, dietro un fisico costruito nel tempo non ci sono automatismi. C’è continuità e c’è soprattutto una gestione quotidiana fatta di tante piccole scelte. Anche l’alimentazione, per esempio, diventa parte del percorso. “Spesso per me ha significato penalizzare le uscite, la socialità, anche se qualche cena fuori me la concedo, è importante, ma poi sto attento in tutto il resto dei giorni”.

È proprio qui che arriva il punto che per lui conta davvero: la forma fisica non è un trofeo. “Non è fine a sé stessa, importante è stare bene. Importante è garantirsi longevità in salute, evitare rischi di problematiche, dolori, malattie cardiovascolari”.

In questa visione rientra anche un aspetto spesso sottovalutato: il recupero. Per Spiga, allenarsi non significa accumulare fatica, ma saper alternare stimolo e riposo. Il sonno diventa parte integrante del lavoro sul corpo, non un dettaglio secondario. “Io per primo, aprendo la mia palestra alle 6.30 dal 2014, per forza solitamente per le 21.20/22 al più tardi vado a dormire”.

Allenarsi per stare bene, davvero

È qui che Riccardo Spiga insiste di più: allenarsi vuol dire puntare a una qualità di vita migliore. Davvero. Non solo quando si è giovani e “in forma”, ma soprattutto quando il corpo inizia a chiedere attenzione.

L’esercizio fisico spesso nasce da una motivazione estetica (immagine, autostima, desiderio di piacersi) ma nel tempo si rivela molto di più. Porta benefici funzionali, migliora l’efficienza fisica, incide sulla longevità. Molte persone iniziano ad allenarsi per vedersi meglio allo specchio. Poi si accorgono di diventare più performanti, più stabili, più resistenti. Di funzionare meglio. Di ottimizzare il corpo, e con esso anche il cervello.

Un metodo su misura

Il target di principale di “Riccardo Spiga Personal Studio” oggi è composto da persone tra i 30 e i 55 anni, uomini e donne. Ma la sua esperienza si estende anche a fasce molto diverse.

Da un lato, per esempio, sta seguendo un ragazzo di 14 anni che deve rinforzarsi per praticare sport di squadra: perché la performance non nasce dal caso e un fisico preparato è anche un fisico più protetto. Dall’altro, lavora con persone oltre i 70 anni, che hanno problemi di mobilità e vogliono affrontare gli anni con un corpo più forte, stabile, capace di sostenere la quotidianità.

Il consiglio, in fondo, resta lo stesso: allenarsi per vivere meglio, prevenire, ridurre dolori e mantenere autonomia.

Tra i suoi clienti ci sono anche turnisti e questo per Personal Trainer cambia moltissimo. È la prova che il piano di allenamento non può essere uguale per tutti. Nella fattispecie, il corpo non risponde allo stesso modo quando il sonno è irregolare o quando la giornata è fisicamente e mentalmente stressante.

Spiga racconta quali sono i criteri da seguire per un uomo una donna e anche i ragazzi possano ottenere un fisico realmente perfetto“A seconda dell’età, del proprio livello di allenamento bisogna assecondare il corpo assicurandosi il recupero fisiologico”.

Si fa così riferimento a un altro punto chiave della sua visione: allenarsi per vivere meglio significa anche sapersi fermare. Non essere ossessionati dall’attività, non strafare, non rincorrere l’allenamento come prova di valore.

Spiga stesso lo dice chiaramente: “Non mi alleno tutti i giorni, faccio 50 minuti 4 o 5 volte a settimana perché anche il recupero è importante”. Non è una pausa: è parte del percorso. Ed è ciò che mette davvero al riparo dagli infortuni.

Il mito del fisico perfetto per uomo, donna, ragazzi, tra social e realtà

C’è un ultimo aspetto su cui Spiga insiste: il messaggio che passa oggi attraverso i social, soprattutto tra i più giovani. Un messaggio che semplifica, isola dettagli, promette risultati rapidi.

“Sono dell’idea che i social, soprattutto rispetto ai ragazzi, offrano promesse sbagliate e pericolose. Obiettivo non è essere perfetti né, tanto meno, diventarlo in breve tempo”.

Spesso l’attenzione si concentra su singole parti del corpo, seguendo mode del momento (o intramontabili, come quella dei glutei per le donne). Ma un fisico non è un dettaglio da mettere in evidenza. È un equilibrio complessivo. “In generale, è meglio avere una fisicità armonica, a 20 anni così come e soprattutto più avanti”.

Il rischio è quello del “tutto e subito”: credere che bastino poche settimane per trasformarsi, che esista una scorciatoia per raggiungere il cosiddetto fisico perfetto, ideale per un uomo. Ma la realtà è meno spettacolare e più concreta. “Per un fisico bello e sano ci vuole costanza, sacrificio, pazienza”.

Allenarsi non è una ricerca spasmodica della perfezione: è l’abilità di costruire nel tempo un corpo forte e funzionale.

Non serve per aderire a un modello, ma per sentirsi bene oggi e, soprattutto, negli anni che verranno.

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