QUANDO & COME USARE GLI AMINOACIDI

Certamente il problema più grande che la medicina abbia da affrontare in questo inizio di XXI secolo è rendere migliore la vecchiaia. Il numero delle persone sopra i 65 anni va aumentando, cosi come il numero di quelle sopra i 75. Merito dell’alimentazione e della medicina, che impedisce che si muoia di patologie che fino a poche decine di anni addietro creavano un rapido danno d’organo: ipertensione, insufficienza cardiaca cronica e diabete sono ora trattabili e permettono tantissimi anni di vita a chi si cura con pazienza e perseveranza.

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Wellness, attività fisica ed alimentazione.

Tutti sanno che alimentarsi in modo corretto e fare un’adeguata dose di esercizio fisico sia salutare. Il problema è che poche persone realmente hanno uno stile di vita corretto. Perchè? La risposta a questa domanda è complicata ma sicuramente importante. Vari sono i fattori da tenere in considerazione, tra questi il fatto che cambiare il comportamento è difficile e che spesso non sempre sono chiare le indicazioni su come cambiarlo.

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FOOD CONFUSION

Tranquilli, non voglio fare la predica a nessuno. E nemmeno sproloquiare per pagine e pagine per difendere il mio orticello. Voglio semplicemente dire quello che faccio da 25 anni, e che continuerò a fare. Con logica ed equilibrio.

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Perchè gli aminoacidi non vanno presi singolarmente..(Prima Parte)

Base imprescindibile di biochimica, bioenergetica e fisiologia è una alimentazione bilanciata h 24 più una eventuale integrazione di AAE in corretto rapporto tra loro per le necessità umane (F. S. Dioguardi, 2008) che assicura un EQUILIBRIO NEL SANGUE per una accresciuta SINTESI PROTEICA (Kraemer JW, Volek JS, Dioguardi FS et al., Metabolism 2006).

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Pronking IDDM. Impara l’arte e mettila da parte.

In circa 15 anni di esperienza o poco più, ho conosciuto i mille volti di una patologia invisibile e silenziosa che non ti abbandona mai. Questi volti hanno un nome, un sorriso, uno sguardo completamente diversi tra loro pur vivendo l’ennesimo disagio. Quindi mi sono chiesta e continuo a chiedermi: “cos’è che rende realmente malati, la malattia o la persona?” (Ippocrate rispose la persona ).

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