Le mie bambole facevano gli squat: crescere in palestra, passione e lavoro

Claudia Borelli la storia di una vita passata in palestra, da sempre dedicata all'allenamento e alla formazione di Personal Trainer

Claudia Borelli, Direttore Tecnico di ISSA Europe™, racconta il suo percorso e ciò che ancora oggi guida il suo lavoro. Trent’anni di carriera in cui passione, esperienza e aggiornamento continuo sono stati la ricetta per elevare gli standard professionali nel settore, e formare generazioni di personal trainer altamente qualificati. Un’occasione, per chi già la conosce, di riscoprirla da una prospettiva diversa, e per chi invece la incontra per la prima volta, di entrare nel suo mondo.

Posso dire di essere cresciuta a pane e bilancieri, la palestra è sempre stata il mio ambiente naturale. Nel 1963 papà aveva aperto una delle prime strutture in Italia, lo Sporting Club Leonardo da Vinci, che si è poi ingrandita nel corso degli anni ed è tutt’ora la nostra attuale Sede; quando sono arrivata io, quella palestra era già lì ad aspettarmi, con tutti i suoi attrezzi e macchinari, e il profumo inconfondibile di gomma e cuoio delle panche. Come dire che il fitness mi scorreva nelle vene già da quando ero in fasce, ereditato, va detto, anche dalla mamma, fitness addicted, e fu proprio la sua frequentazione della palestra a costituire la felice circostanza in cui i miei genitori si conobbero.

Se c’è un luogo, quindi, che racchiude e unisce la mia infanzia e il mio destino, quel luogo è la palestra, quel “mio” mondo da cui ho assorbito una profonda, autentica passione per tutto ciò che fosse l’esercizio fisico: mi affascinava il corpo umano e la sua straordinaria capacità di modellarsi e migliorarsi attraverso il movimento, e quella stessa passione assorbita tra manubri e piastre, ha poi tracciato la rotta verso il mio cammino professionale. Quando giocavo sul pavimento gommato in mezzo ai bilancieri, le mie bambole non prendevano mai il tè. Le mie bambole facevano gli squat. E avevano anche gli scaldamuscoli. Le mettevo in fila, con la serietà di un esperto trainer, per far loro eseguire sessioni di squat. “Avanti, hai fatto solo una serie, ce ne sono altre due, avanti, riprendiamo e uno… e due… e tre…”. Era il mio gioco preferito, le mie prime, inconsapevoli, lezioni. Stavo anticipando il mio futuro senza saperlo.

Sin da studentessa, lavoravo alla reception della palestra, dove mi consideravo residente a tempo pieno, perché oltre a lavorare, lì studiavo e mi allenavo. Più precisamente, svolgevo il percorso di certificazioni per diventare Personal Trainer e mi laureavo in Psicologia. Studiavo, lavoravo, mi allenavo. Era la mia sequenza magica. Che ripetevo giorno dopo giorno. Instancabilmente. E viaggiavo spesso negli Stati Uniti, il riferimento mondiale assoluto per il fitness, per svolgere periodi di formazione e seguirne da vicino l’evoluzione. Poi da occidente volavo ad oriente, in Giappone: anni di arti marziali (la mia seconda passione) che mi hanno insegnato disciplina, concentrazione mentale e una profonda consapevolezza corporea.

Disciplina. Dedizione. Conoscenza del corpo. Viaggiavo. Lavoravo. Mi allenavo. E i miei muscoli si definivano. Studiavo come allenarmi. Mi allenavo. I risultati erano più che visibili sul mio fisico, tanto che in palestra alcune ragazze lo notavano, e mi chiedevano consigli. “Io voglio diventare come te” era la frase ricorrente che mi sentivo dire. È allora che ha iniziato a farsi sentire quella naturale vocazione alla formazione, che probabilmente era sempre stata latente in me, senza che ne avessi consapevolezza.
Da qui la scelta di dedicarmi allo sviluppo di programmi didattici di ISSA Europe™, tra le prime Scuole di alta formazione per operatori del fitness, che dal 1997 ne certificava le competenze attraverso un percorso di studi scientificamente rigoroso. E che aveva eletto la propria sede in uno spazio all’interno della “mia” palestra; in un certo senso era come se il mio mondo quotidiano avesse semplicemente acquisito un titolo ufficiale.

Cominciavo anche ad allenare le persone; nel corso degli anni ho seguito clienti molto diversi tra loro, per età, livello fisico, caratteristiche ed esigenze, che richiedevano ogni volta un approccio e un programma pensato su misura, e l’aspetto che tutt’ora mi gratifica di questa attività è osservarli progredire, migliorare fisicamente e raggiungere i propri obiettivi grazie al lavoro fatto insieme.

Le soddisfazioni professionali che ho raccolto negli anni, sono il frutto di uno studio costante che si intreccia, inevitabilmente, con quella voglia di sapere e di spostare l’asticella sempre più in là, che non mi ha fatto (e non mi fa) mai fermare, una spinta incessante che non si spegne, e che rappresenta la mia fonte di motivazione e di energia che oggi, in ISSA Europe, mi guida in una mission precisa: formare professionisti capaci, credibili, responsabili e consapevoli del proprio ruolo. Professionisti che lavorino con metodo, perché è il metodo – non le mode del momento – a portare risultati reali e duraturi. Credo sia fondamentale che un Personal Trainer sappia insegnare e guidare i clienti, aiutandoli a capire cosa è davvero efficace e utile per loro, oltre le tendenze passeggere.

Ho sempre vissuto il mio lavoro come qualcosa di intenso e profondamente mio, ogni sfida, ogni scelta, ogni esperienza, è stata accompagnata da quella passione respirata e assorbita fin da bambina tra manubri, bilancieri e pesi, in quel luogo magico che mi aveva accolta quando ancora tutto per me era nuovo e piccolo. Un impulso costante che ha dato ritmo alla mia crescita e guidato tutto ciò che ho fatto.
La palestra, la mia vera casa, racconta la storia di come sono cresciuta.
Una storia che continua ogni giorno.

Claudia Borelli, Direttore Tecnico di ISSA Europe™

Condividi l'articolo

Ultimi articoli