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L’attività fisica e la composizione corporea sono strettamente collegate. Tuttavia, per comprendere questa relazione, non basta calcolare quanti minuti una persona dedica allo sport o al movimento quotidiano. Bisogna considerare anche la sua effettiva forma fisica e, in particolare, la forza muscolare.
È quanto emerge da uno studio pubblicato nel 2026 su Scientific Reports. I ricercatori hanno analizzato un campione di adulti di mezza età e anziani residenti in Germania, confrontando attività fisica, capacità motorie e alcuni parametri della composizione corporea.
I risultati mostrano che la forma fisica presenta associazioni più forti con la composizione corporea rispetto alla quantità di attività fisica dichiarata dai partecipanti. Tra le diverse capacità valutate, la forza muscolare è risultata la variabile maggiormente associata ai parametri esaminati.
Attività fisica e composizione corporea: che cosa ha analizzato lo studio
La ricerca ha coinvolto 320 adulti, 170 donne e 150 uomini, di età compresa tra 34 e 82 anni. I dati sono stati raccolti nel 2025 nell’ambito di uno studio longitudinale avviato nel 1992 nella comunità tedesca di Bad Schönborn.
L’obiettivo era verificare se i rapporti già osservati nel 2021 tra attività fisica, forma fisica e composizione corporea fossero presenti anche dopo la pandemia. I ricercatori hanno distinto tre componenti:
- l’attività fisica praticata;
- la forma fisica misurata attraverso test;
- la composizione corporea rilevata mediante bioimpedenziometria.
L’attività fisica è stata valutata con un questionario validato. In particolare, gli autori hanno distinto l’attività sportiva dal movimento abituale, come camminare, andare in bicicletta, lavorare in giardino o svolgere altre attività fisicamente impegnative.
La forma fisica, invece, è stata misurata attraverso una batteria standardizzata di 15 test. Le prove hanno esaminato:
- efficienza cardiorespiratoria;
- forza muscolare;
- coordinazione;
- flessibilità.
La forza è stata valutata mediante dinamometria della presa della mano e test di salto verticale. L’efficienza cardiorespiratoria è stata stimata con una camminata di due chilometri, mentre coordinazione e flessibilità sono state esaminate attraverso specifiche prove motorie.
Come è stata misurata la composizione corporea
La composizione corporea è stata valutata attraverso una bioimpedenziometria eseguita secondo gli standard internazionali dell’European Society for Clinical Nutrition and Metabolism. I ricercatori non si sono limitati a considerare il peso o l’indice di massa corporea. Hanno analizzato tre parametri più specifici:
- indice di massa grassa;
- indice di massa priva di grasso;
- angolo di fase.
La forma fisica è più associata alla composizione corporea
Il risultato principale riguarda la differenza tra attività fisica dichiarata e forma fisica misurata. Nel campione esaminato, la forma fisica ha mostrato associazioni più forti con la composizione corporea rispetto ai minuti di sport e di movimento quotidiano riferiti dai partecipanti.
Ciò non significa che muoversi sia inutile. Lo studio suggerisce, piuttosto, che dichiarare di praticare una certa quantità di attività non equivale necessariamente a possedere adeguati livelli di forza, resistenza, coordinazione e flessibilità. L’attività fisica descrive un comportamento: indica quanto una persona riferisce di muoversi. La forma fisica rappresenta invece il risultato funzionale che può essere misurato attraverso prove standardizzate.
Forza muscolare e composizione corporea
Tra tutte le capacità fisiche considerate, la forza muscolare ha mostrato le associazioni più consistenti con la composizione corporea.
In particolare, la forza è risultata la variabile maggiormente associata all’angolo di fase sia negli uomini sia nelle donne. Secondo gli autori, questa relazione potrebbe dipendere dal fatto che forza e angolo di fase riflettono, almeno in parte, proprietà comuni del tessuto muscolare.
Le associazioni non erano comunque identiche nei due sessi.
Negli uomini, la forza era positivamente associata all’indice di massa grassa, all’indice di massa priva di grasso e all’angolo di fase nelle analisi iniziali. Dopo gli aggiustamenti statistici, la forza rimaneva associata agli indici di massa grassa e massa priva di grasso. L’età, invece, risultava una variabile negativamente associata all’angolo di fase nel modello completo.
Nelle donne, la forza era associata positivamente all’angolo di fase. Dopo l’aggiustamento per età risultava anche associata negativamente all’indice di massa grassa. Nel modello completo, inoltre, l’attività sportiva era positivamente associata all’indice di massa priva di grasso e all’angolo di fase.
Con tutte le cautele richieste da uno studio trasversale, i risultati suggeriscono che l’età abbia avuto un peso più marcato sull’angolo di fase negli uomini. Nel modello completo, infatti, tra gli uomini era l’unica variabile a mantenere un’associazione significativa con questo parametro. Nelle donne, invece, accanto all’associazione negativa con l’età rimanevano anche quelle positive con la forza muscolare e l’attività sportiva.
Età e composizione corporea
L’età è risultata una delle variabili maggiormente associate alla composizione corporea. In entrambi i sessi era inversamente associata all’indice di massa priva di grasso e all’angolo di fase nelle analisi iniziali.
Come anticipato, l’associazione più forte e stabile è stata osservata tra età e angolo di fase, soprattutto negli uomini. Il dato sostiene l’utilizzo di questo parametro come possibile indicatore dei cambiamenti biologici legati all’avanzare dell’età.
Nel complesso, gli autori sottolineano l’importanza della forma fisica per sostenere un invecchiamento sano anche sotto il profilo della composizione corporea.
Come migliorare la composizione corporea con un’attività fisica specifica
Lo studio condotto in Germania non ha confrontato differenti programmi di allenamento. Pertanto, non permette di stabilire quale attività sia più efficace per modificare la composizione corporea. Mostra, però, che la forma fisica e, soprattutto, la forza muscolare presentano associazioni più solide con i parametri esaminati rispetto alla quantità di attività fisica dichiarata.
Il risultato è coerente con l’attenzione che ISSA Europe dedica all’allenamento della forza. Quest’ultima non dipende soltanto dalla quantità di massa muscolare, ma anche dal tipo di contrazione, dalla resistenza utilizzata, dalla velocità di esecuzione e dalla capacità del sistema nervoso di coordinare il movimento. Di conseguenza, allenarla richiede una programmazione adattata alle caratteristiche e agli obiettivi della persona.
Indicazioni più specifiche sul rapporto tra esercizio e composizione corporea arrivano da un’altra ricerca dedicata all’HIIT. Lo studio ha confrontato, per otto settimane, due programmi ad alta intensità in un gruppo di oltre 100 partecipanti: un HIIT total body, nel quale gli esercizi coinvolgevano differenti distretti muscolari e un allenamento basato sul salto con la corda.
In entrambi i gruppi sono diminuiti il peso e la percentuale di grasso corporeo. Allo stesso tempo, sono aumentate la massa muscolare, la forza della presa della mano e quella della schiena. La perdita di grasso è risultata simile tra i due programmi. Tuttavia, il gruppo total body ha ottenuto un incremento maggiore della massa muscolare, pari al 5,5%, e della forza della schiena, aumentata del 23,3%.
I due studi hanno caratteristiche e obiettivi differenti e non possono essere messi direttamente a confronto. Considerati insieme, però, suggeriscono un punto rilevante. Per intervenire sulla composizione corporea non conta soltanto la quantità di movimento. Anche il tipo di stimolo e la sua capacità di sollecitare la muscolatura possono contribuire a determinare gli adattamenti ottenuti.
Fare più attività non significa automaticamente essere più in forma
Nel 2025 i partecipanti riferivano livelli superiori di attività sportiva e abituale rispetto al campione analizzato nel 2021. Solo l’aumento dell’attività abituale, però, ha raggiunto la significatività statistica.
Nello stesso periodo, la forza muscolare era aumentata, mentre le prestazioni nei test di coordinazione erano diminuite. La composizione corporea, invece, era rimasta sostanzialmente stabile. Non sono emerse differenze significative nell’indice di massa grassa, nell’indice di massa priva di grasso o nell’angolo di fase.
Secondo i ricercatori, l’aumento della forza e la riduzione della coordinazione potrebbero essere collegati ai cambiamenti nelle modalità di allenamento avvenuti durante e dopo la pandemia. Di fatto, scrivono gli autori, durante le restrizioni molte persone già abituate all’allenamento contro resistenza avrebbero continuato ad allenarsi a casa, ricorrendo soprattutto al peso corporeo e a un numero più elevato di ripetizioni. Il successivo ritorno alle macchine e a carichi esterni maggiori nelle palestre locali potrebbe aver favorito l’aumento della forza, riducendo al tempo stesso le richieste di coordinazione.
Attività fisica e composizione corporea: il peso della qualità dell’allenamento
Lo studio conferma in un nuovo campione quanto era già emerso nel 2021. La forma fisica è più strettamente associata alla composizione corporea rispetto alla sola quantità di attività fisica dichiarata. La forza muscolare rappresenta l’elemento più costantemente associato ai parametri esaminati. Tuttavia, i risultati non dimostrano che un determinato allenamento causi da solo un miglioramento della massa grassa, della massa priva di grasso o dell’angolo di fase.
Il messaggio più utile riguarda quindi la qualità del lavoro svolto. Muoversi rimane fondamentale, ma valutare i risultati funzionali dell’attività permette di comprendere meglio se l’organismo stia sviluppando forza, efficienza e capacità di movimento utili anche durante l’invecchiamento.

