Allenamento per sedentari: i segnali che il corpo invia e cosa fare
C’è un filo silenzioso che lega dolori muscolari, analisi del sangue che riportano valori alterati, calo di energia e pensieri…
C’è un filo silenzioso che lega dolori muscolari, analisi del sangue che riportano valori alterati, calo di energia e pensieri…
OBESO e MAGRO. Due termini in antitesi nel linguaggio comune, ma anche in quello tecnico quando parliamo di composizione corporea.
I nostri antenati erano più forti e attivi: avere un fisico forte era vitale per sopravvivere, poi la sedentarietà…
L'obesità e il sovrappeso sono figli dell'indifferenza dei pubblici poteri che non hanno posto in essere una vera ed efficace attività di prevenzione, attraverso la diffusione dell'attività sportiva e nuove e più moderne regole di gestione dell'alimentazione. Esse se praticate avrebbero senz'altro fermato l'avanzare di questo fenomeno devastante che tanti danni ha cagionato e continua ancor più oggi a cagionare all'intera società. Finora nel nostro Paese parte della giurisprudenza (superata dai tempi che stiamo vivendo) ha ritenuto che anche una semplice indicazione di dieta a persone sane fosse prerogativa riservata alla classe medica. Quest'ultima dal suo canto, oberata dei numerosi compiti relativi alla terapie da praticare agli assistiti portatori di patologie non è stata in grado di occuparsi a tempo pieno di un compito che pur le era stato affidato dalla legge di riforma sanitaria del 1988 N 833 di impartire un'educazione alimentare a tutti gli assistiti e fra essi anche a quelli non portatori di alcuna malattia.
La piena legittimazione del Fitness ad assumere, unitamente alle strutture sanitarie e sociali, un ruolo di primo piano nella prevenzione per una più incisiva tutela della salute nel nostro Paese deriva non solo dalla nostra Costituzione ma anche da numerose altre disposizioni di legge.
Da anni si denuncia un grave problema che affligge i più giovani: la sedentarietà. La comunità scientifica ha a lungo dibattuto i rischi causati dall’ipocinesi nell’età dello sviluppo, una realtà che ha portato ad avere una popolazione di ragazzi “malati di sedentarietà” con l’Italia ai primi posti in Europa per l’eccesso ponderale infantile.
L'essere umano e gli animali, superata una certa età 'biologica', tendono naturalmente alla sedentarietà intesa come disinteresse al movimento, pigrizia nell'intraprendere un'azione o nel portarla a termine.