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«Perché alle donne in menopausa cresce la pancia?», «Come sbloccare il metabolismo?», «Qual è la migliore dieta per dimagrire la pancia in menopausa?». Sono domande frequenti, ma la prima risposta di Davide Ravera, nutrizionista e Personal Trainer, intervistato dopo la Convention ISSA Europe 2026, è netta: «Il metabolismo non si blocca, se davvero si bloccasse moriremmo». Ingrassare non è inevitabile: anche in menopausa è possibile intervenire per ritornare e mantenersi in forma.
Prima di cercare una soluzione per la pancia, serve capire che cosa sta cambiando: il peso, la distribuzione del grasso, la massa muscolare oppure un vero o presunto gonfiore addominale.
La menopausa è una fase fisiologica, non una malattia. Diverse società statunitensi come The Menopause Society, l’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), l’Endocrine Society e la Bone Health & Osteoporosis Foundation pubblicano informazioni, documenti di consenso e raccomandazioni su aspetti diversi della salute femminile. Non ne deriva una cura universale, né una sola dieta valida per tutte le donne in menopausa. «Bisogna gestire in modo integrato la composizione corporea, la salute muscolare, ossea e cardiometabolica» dichiara Ravera.
Perché alle donne in menopausa cresce la pancia?
Tra le cause dell’aumento della pancia in menopausa c’è il cambiamento nella distribuzione del grasso. La riduzione degli estrogeni tende a favorire un maggiore accumulo nella zona addominale.
Contemporaneamente, con l’età diminuisce la massa muscolare e, spesso, l’attività fisica. Anche alimentazione, sonno e stress contribuiscono al quadro: attribuire tutto agli estrogeni sarebbe troppo semplice. È la distinzione proposta anche da The Menopause Society nella sua scheda sull’aumento di peso nella mezza età.
Ingrassare in menopausa è inevitabile?
Questo, però, non significa che la menopausa faccia necessariamente aumentare i chili. Lo studio longitudinale Changes in body composition and weight during the menopause transition, condotto sulle partecipanti alla coorte SWAN (Study of Women’s Health Across the Nation), una ricerca statunitense che segue nel tempo la salute delle donne, ha esaminato i cambiamenti del peso e della composizione corporea. All’inizio della transizione menopausale, nelle partecipanti la massa grassa cominciava ad aumentare più rapidamente, mentre la massa magra iniziava a diminuire. Il peso continuava ad aumentare, ma non più velocemente di prima. Il cambiamento nella composizione corporea non si traduceva, in pratica, in un’accelerazione dell’aumento dei chili sulla bilancia.
Per Ravera è questo il dato da portare nella vita quotidiana: l’importanza della composizione o meglio ricomposizione corporea quando si verificano variazioni magari non percettibili dal singolo, ma verificabili con gli strumenti adeguati. Una persona può vedere un numero simile sulla bilancia a distanza di anni, pur avendo una composizione corporea diversa. Perciò non basta chiedersi quanti chili perdere. Vale la pena considerare anche la circonferenza vita, la massa muscolare e la capacità di muoversi con forza e autonomia.
La «pancia ormonale» esiste? E come distinguere il grasso dal gonfiore?
«Pancia ormonale» non è un termine medico né una diagnosi. Può descrivere colloquialmente un cambiamento osservato durante la menopausa, ma guardare l’addome non permette di stabilire quale sia la causa, né di identificare un singolo ormone responsabile. Gli estrogeni influiscono sulla distribuzione del grasso. D’altra parte, un addome prominente non è automaticamente una «pancia gonfia».
Ravera richiama proprio questa differenza: talvolta si parla di gonfiore quando nel tempo è aumentato il tessuto adiposo addominale. Il gonfiore vero, invece, è una sensazione o una distensione che può avere cause digestive e presentarsi anche fuori dalla menopausa. Quando il problema è un vero gonfiore, vanno considerate anche le abitudini alimentari, la velocità con cui si mangia, la regolarità intestinale e l’eventuale presenza di disturbi gastrointestinali; stress e qualità del sonno possono, inoltre, modulare la percezione dei sintomi.
Di conseguenza, preoccuparsi di cosa fare con la «pancia gonfia in menopausa» o cercare e credere in «rimedi per sgonfiare la pancia» può portare fuori strada se il cambiamento osservato riguarda soprattutto il grasso. In generale, “se il gonfiore è persistente, nuovo o associato ad altri sintomi, è opportuno parlarne con il medico, anziché attribuirlo automaticamente alla menopausa” suggerisce Ravera.
Dieta per la pancia in menopausa: qual è la migliore?
«La dieta da fare in menopausa non esiste», chiarisce Ravera. Non esiste un alimento capace di riportare gli ormoni alla situazione precedente e, d’altra parte, è inutile privarsi di pasta, latticini, frutta o altro. La base indicata dal nutrizionista è un’alimentazione equilibrata, ispirata al modello della dieta mediterranea e adattata alle esigenze della donna.
Questo vale anche per chi cerca una «dieta per la pancia piatta in menopausa». L’obiettivo non è togliere più cibi possibile, ma assicurare un apporto energetico e proteico adeguato, soprattutto se si sta cercando di perdere peso.
Come eliminare la pancia dimagrendo correttamente in menopausa?
Per dimagrire in menopausa e stare bene non è importante mangiare meno, ma evitare di dimagrire male», sintetizza Ravera. Quando la pancia aumenta, può sembrare più semplice seguire la dieta del momento, tagliare drasticamente le calorie o togliere i carboidrati che affiancare all’alimentazione un allenamento di forza. Il peso può effettivamente scendere. Se però si mangia troppo poco e non ci si allena, una parte di ciò che si perde è massa muscolare. Ravera definisce queste situazioni «disastri metabolici»: la bilancia sembra premiare la scelta fatta, mentre la composizione corporea peggiora.
Anche perché, tra l’altro, nessun alimento o esercizio permette di perdere grasso solo sulla pancia: il dimagrimento localizzato non esiste. Il rischio, continuando a perseguire l’obiettivo di far calare la pancia, è quello di ridurre progressivamente il muscolo in un età in cui già fisiologicamente sta diminuendo. Dopo i 50 anni inseguire semplicemente il peso più basso possibile non è necessariamente l’obiettivo migliore. Preservare massa muscolare, forza e salute ossea può essere molto più importante di qualche chilo in meno sulla bilancia.
Una dieta contro la pancia in menopausa, quindi, non è un elenco di divieti. È un percorso sostenibile che tiene conto della composizione corporea, delle abitudini e dell’attività fisica. Anche The Menopause Society raccomanda un’alimentazione equilibrata e richiama l’importanza delle proteine per preservare la massa muscolare. Quantità di calorie e proteine vanno definite in base alla situazione individuale, non ricavate da una formula uguale per tutte.
La stessa attenzione alla composizione corporea vale quando un trattamento farmacologico aiuta a perdere peso: oltre ai chili persi, occorre sempre considerare la conservazione del muscolo.
Come evitare o combattere la pancia in menopausa: camminare basta?
Camminare fa bene e contribuisce a ridurre la sedentarietà con tutti i rischi che essa comporta. Tuttavia, se l’obiettivo è preservare la forza e la massa muscolare, la sola camminata non offre lo stesso stimolo dell’allenamento contro resistenza. Ravera insiste sull’abbinamento tra alimentazione adeguata e lavoro di forza: il muscolo, dopo i 50 anni, determina funzionalità e autonomia, oltre all’aspetto fisico. «Dopo i 50 anni il muscolo non è più una questione soltanto estetica: diventa parte della prevenzione».
A conferma di ciò vi è un interessante revisione sistematica con metanalisi pubblicata nel 2024 dal titolo Resistance training effects on healthy postmenopausal women che ha incluso 12 studi randomizzati. Rispetto ai gruppi di controllo, l’allenamento contro resistenza ha prodotto miglioramenti significativi del consumo massimo di ossigeno (VO₂max) e della forza degli arti inferiori e superiori. Gli autori propongono tre sedute settimanali di 60 minuti come punto di partenza per migliorare parametri legati alla qualità della vita e alla funzionalità.
Oltre a questo, anche le ossa meritano attenzione. La Bone Health & Osteoporosis Foundation distingue gli esercizi in carico da quelli di rinforzo muscolare e raccomanda di adattare le attività alla propria condizione.
“L’osso risponde agli stimoli meccanici – spiega Ravera – attività in carico e allenamento contro resistenza, se adeguatamente dosati, contribuiscono a mantenere la salute e la robustezza dello scheletro”.
Lo stimolo deve però essere adeguato alla persona, soprattutto se è presente osteoporosi o un rischio di frattura.
La progressione dell’esercizio può partire dal livello reale della persona, anche con movimenti semplici, ma sempre con resistenze adeguate. «Ginnastica dolce», però, non deve diventare sinonimo di assenza di stimolo. E questo vale per gli anziani e a maggior ragione per le donne Over 50. Per decidere carichi e modalità contano esperienza, condizioni di salute e capacità individuali.
Integratori di calcio e vitamina D: servono in menopausa?
Ravera ricorda il ruolo del calcio assunto con gli alimenti, per esempio latte e yogurt, e della vitamina D per la salute delle ossa. Sottolinea, però, che un integratore di vitamina D non va preso “per sicurezza”. È il medico a valutare la situazione individuale, gli eventuali esami e la necessità di integrarla.
La supplementazione non dovrebbe essere decisa automaticamente sulla base del fai-da-te o di un singolo valore di laboratorio, ma valutata nel contesto della situazione clinica individuale. La vitamina D è liposolubile e un eccesso può causare effetti tossici.
Come combattere la pancia in menopausa: cosa valutare oltre al peso
La pancia in menopausa non si affronta inseguendo soltanto un numero più basso. Ravera propone di tenere insieme tre obiettivi:
- valutare il cambiamento corporeo: peso, circonferenza vita e, quando possibile, composizione corporea offrono informazioni diverse.
- preservare il muscolo: allenamento della forza e alimentazione adeguata, anche nell’apporto energetico e proteico, aiutano a evitare che il dimagrimento significhi soltanto perdere chili.
- considerare la salute delle ossa cioè attivarsi in modo opportuno per contrastare il rischio di osteoporosi.
La domanda, quindi, non è soltanto «come far sparire la pancia in menopausa?», ma come intervenire senza perdere di vista muscoli, forza e salute. Per chi lavora nel fitness, questo significa comprendere come alimentazione e allenamento concorrano alla composizione corporea, rispettando le competenze di ciascun professionista. La Certificazione ISSA Europe Fitness Nutritionist permette di approfondire proprio questo rapporto.
I concetti essenziali
L’intervista al biologo nutrizionista Davide Ravera e gli studi citati aiutano a fissare quattro punti.
- La menopausa non blocca il metabolismo e non comporta inevitabilmente un aumento del peso.
- Durante la transizione possono aumentare la massa grassa e diminuire la massa magra anche senza grandi variazioni sulla bilancia.
- Grasso addominale e gonfiore sono fenomeni diversi: prima di cercare un rimedio bisogna capire quale problema si sta osservando.
- Alimentazione adeguata e allenamento di forza aiutano a proteggere il muscolo; i benefici dell’esercizio non vanno tradotti in promesse di dimagrimento localizzato.
Revisione e supervisione editoriale: Barbara Arianna Borelli

