Allenamento della forza non basta, ecco cosa serve…
Il concetto di “forza” apre sempre un acceso dibattito sulla sua definizione. Può sembrare intuitivo e persino banale, ma vi…
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Ogni persona che si allena ha come scopo, cosciente o meno, di innalzare il livello della propria prestazione. Che siano…
Purtroppo, in molti casi si confonde la forza e il suo allenamento con la figura mitologica di Milone di Crotone…
I nostri antenati erano più forti e attivi: avere un fisico forte era vitale per sopravvivere, poi la sedentarietà…
Partiamo considerando il nostro ambito: la motoria. Rieduchiamo, manteniamo e ottimizziamo le funzioni biologiche con lo scopo ambizioso di lasciare…
Fra i mezzi per allenare la forza, mantenere uno stato di fitness, riprendere ad allenarsi dopo un infortunio o un…
Oltre al noto ruolo biomeccanico, il muscolo scheletrico rappresenta un “organo” omeostatico fondamentale per il controllo metabolico dell’intero organismo. La massa muscolare scheletrica regola, infatti, il bilancio azotato di organi e tessuti, nonché la disponibilità di aminoacidi e precursori metabolici, fungendone da principale “serbatoio”. Il muscolo scheletrico coopera, inoltre, al mantenimento del bilancio energetico e glicemico generale, attraverso complessi meccanismi di interplay, e rappresenta un fattore critico per il mantenimento dello stato di salute e della qualità di vita dell’individuo[1]. In condizioni fisiologiche, in presenza cioè di una dieta equilibrata, eventualmente integrata, e di una vita attiva abbinata a un adeguato programma di esercizio fisico, il mantenimento della massa muscolare permette la conservazione dell’omeostasi proteica corporea totale. Diversamente, situazioni cataboliche protratte (per malnutrizione e/o inattività), maggiormente evidenti in soggetti anziani, portando a perdite progressive e significative di massa muscolare si ripercuotono negativamente sulle capacità adattative dell’individuo (Figura 1). La compromissione fisica diventa particolarmente grave in caso di sarcopenia e conseguente fragilità. La fragilità associata alla sarcopenia ha dimostrato di predire il rischio di morte, disabilità e altri esiti avversi, tra cui l’atrofia della massa muscolare e il deterioramento metabolico, oltre a peggiorare le prognosi di guarigione post-chirurgica e a ritardare i recuperi da malattia[2].